Laurea in rosa

Università Campus Bio-Medico di Roma primo ateneo del Lazio per studentesse Stem

Riscontri occupazionali molto positivi, a un anno dalla titolo accademico, per le laureate nelle facoltà scientifiche, tecnologiche, di ingegneria e matematica

di Redazione Scuola

3' di lettura

Da Rita Levi Montalcini e Margherita Hack fino a Laura Bassi, pioniera delle laureate in storia naturale e medicina, sono tante (ma sempre troppo poche) le donne che danno un contributo alla scienza. Oggi le donne sono una presenza riconoscibile nelle facoltà Stem (scientifiche, tecnologiche, ingegneria e matematica). Impegnate in progetti che vanno dalla robotica alla sensoristica, dalle scienze della nutrizione all'analisi delle proprietà dei cibi, le donne hanno visto crescere la loro partecipazione negli ultimi anni. Le statistiche purtroppo le inchiodano a un 1,89 per cento toccando nell'anno accademico 2020-2021 il record del 18,4 per cento di presenze ma il problema riguarda tutta Italia: nell'ultimo anno le matricole non hanno superato le 94 mila unità e nel complesso quelle italiane sono ancora meno delle laureate francesi e tedeschi nelle stesse materie. E nell'ambito della ricerca il dato non cambia: oggi in Italia le donne ricercatrici in sono il 46% e le professoresse ordinarie il 25%, ma nell'area Stem le percentuali si abbassano ulteriormente al 43% e 21% come certificano Istat e ministero dell'Università e della ricerca.

Il piazzamento

Nella giornata internazionale delle donne e ragazze nella scienza che si celebra l'11 febbraio c'è un dato sull partecipazione delle donne che conforta e che arriva da uno studio di Unindustria: l'Università Campus Bio-Medico di Roma, piccolo ateneo specializzato nelle scienze al servizio della salute e del benessere della persone, si colloca al terzo posto in Italia e al primo tra le università del Lazio per numero di studentesse iscritte nelle facoltà scientifiche Stem. Tante le ragazze di tutta Italia che scelgono un percorso in materie che vanno dalla Ingegneria Chimica per lo sviluppo sostenibile alle Scienze della nutrizione umana, fino al più moderno corso in “Sistemi intelligenti” pensato per formare esperti in big data e intelligenza artificiale. Oggi le ragazze italiane possono iscriversi a questi corsi con l'ambizione di entrare in settori ad alto tasso di modernità per costruire percorsi di valore e ottenere retribuzioni più alte delle loro coetanee.

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Dati Almalaurea

Secondo i dati Almalaurea elaborati dall'Osservatorio Talents Venture e forniti da Unindustria, tra i laureati magistrali Stem gli occupati in queste materie sono l'80,6 per cento contro il 64,9 dei “non-Stem”. E hanno in media una retribuzione del 17 per cento più alta. In generale, però, le donne restano ancora indietro in questa parte del mondo del lavoro, con un tasso di occupazione del 70,9 per cento (comunque più alto dei laureati “non-Stem”) e percepiscono una retribuzione ancora inferiore rispetto a quella dei loro colleghi uomini.

Buon tasso di occupazione

Nel Lazio si segnala la realtà dell'Università Campus Bio-Medico di Roma, dove le ragazze impegnate nelle materie Stem sono il 61 per cento della popolazione universitaria. Un dato incoraggiante e superiore a grandi e piccoli atenei che trova conforto anche negli ottimi riscontri occupazionali a un anno dalla laurea: per le Scienze dell'alimentazione e nutrizione umana il tasso di occupazione tocca il 79,40 per cento (contro la media nazionale del 57), per Ingegneria chimica per lo sviluppo sostenibile arriva al 93,80% (contro l'84,60) fino al corso in Ingegneria biomedica dove il tasso di occupazione a un anno raggiunge la punta del 96,30 per cento (contro il 90,10 per cento nazionale). E all'interno dell'Università la vita quotidiana è popolata da significative presenze femminili. Sono tante infatti le iniziative cui l'Ateneo aderisce all'interno di network con aziende, istituzioni e partner scientifici: si va dalla partecipazione agli eventi digitali della rete di Unindustria, nell'ambito del progetto nazionale “STEAMiamoci” per la valorizzazione dei talenti femminili, a convegni più “verticali” come quello dedicato al ruolo delle donne nello sviluppo dei sensori, promosso da Ieee Sensors Council Italy Chapter con gli interventi di Loredana Zollo, Marcella Trombetta (professoresse ordinarie di Bioingegneria e Chimica) e di Daniela Lo Presti, PhD di Misure e Strumentazione Biomedica. Una presenza sempre più centrale e determinante per lo sviluppo di progetti e per il progresso scientifico generale.

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