Il ranking del Qs

Università che danno lavoro: Politecnico Milano primo in Italia davanti a Bologna e Sapienza

L’ateneo milanese perde due posizioni ma resta nono in Europa e 43simo al mondo. Il rettore Resta: avanti su green e digital, più contaminazione dei saperi

di Eugenio Bruno

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3' di lettura

Il Politecnico di Milano è al 43esimo posto al mondo, primo tra gli atenei italiani e nono in Europa nel ranking QS - Graduate employability 2022, la classifica che valuta la capacità degli atenei di preparare gli studenti per il mondo del lavoro.
Il ranking QS- Graduate employability è stato pubblicato per la prima volta nel 2016 e oggi coinvolge circa 680 università in tutto il mondo, fra cui 14 in Italia. Alle spalle di PoliMi troviamo, al 97esimo posto, l’Alma Mater di Bologna e, posizionata nel gruppo 111-120esima posizione, la Sapienza di Roma.

Il ranking

I parametri considerati sono cinque: «Employer reputation» (considera le risposte di 75.000 aziende ad una survey in cui sono chiamate a indicare le università che secondo loro hanno i “migliori” laureati); «Alumni outcomes» (considera gli ex studenti con le carriere di maggior successo, soprattutto i profili imprenditoriali, innovativi e creativi); «Partnership with employers» (il numero di aziende con cui l'università fa pubblicazioni di ricerca unito al numero di aziende partner dell'ateneo per il placement e per i tirocini); «Employer-student connections» (il rapporto fra numero di aziende presenti in ateneo durante l'anno per incontrare gli studenti e il numero totale di studenti); «Graduate Employment Rate» (corrisponde all'indicatore occupazionale, cioè il numero dei laureati occupati a 12 mesi dalla laurea al netto di coloro che decidono di proseguire gli studi).

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Le università italiane

La performance del Politecnico di Milano, che perde due posizioni rispetto all’edizione 2020 quando era 41esima ma resta comunque la migliore tra le università italiane - è particolarmente forte nell'indicatore occupazionale e nelle partnership con le imprese: in entrambi gli indicatori, l'ateneo guidato da Ferruccio Resta supera 95 punti su 100.
Di Bologna seconda tra le università tricolori (in calo però dall’84esimo al 97esimo posto) e Sapienza terza abbiamo detto. Completano il plotone di casa nostra Il Politecnico di Torino (121-130esimo posto), la Cattolica del Sacro Cuore (141-150), Padova (161-170), la Statale di Milano (201-250), il tandem Trento-Torino posizionato nel gruppo (251-300) e quello formato da Pavia e Milano Bicocca, entrambe tra la 301esima e la 500esima posizione.

La soddisfazione del rettore

Soddisfatto non solo per il primato in Italia ma soprattutto per il posizionamento internazionale,a cominciare dal nono posto in Europa, per il Politecnico di Milano è il rettore Ferruccio Resta: «Ne andiamo fieri perché la formazione è la nostra prima missione. Il valore e la qualità dei nostri laureati - spiega - è una condizione necessaria per il nostro ateneo». Il segreto del successo di PoliMi? «Ci si arriva integrando sempre più formazione e professione. Abbiamo messo in rete - racconta al Sole 24Ore il presidente della Conferenza dei rettori italiani (Crui) - il Politecnico e il mercato del lavoro. E poi ci sono l’assesment center, i career day specializzati. Quello che è certo - aggiunge - è che l’università puo essere preparata alle sfide, nazionali e internazionali del mondo del lavoro se si lega sempre di più al mondo delle imprese».

Guardando avanti, a uno scenario post-Covid, Resta individua tre punti su cui lavorare. Il primo è «riprendere un percorso internazionale che è uscito mutilato da 18 mesi di grandi restrizioni e farlo attraverso una reti di atenei internazionali; il secondo è «potenziare il mercato del lavoro che è oggi è rappresentato anche dalla capacità dei nostri laureati di creare impresa perchè l’imprenditoria giovanile è uno sbocco che qualche anno fa non c’era». Il terzo è «capire quali sono i grandi cambiamenti e la grandi trasformazioni in atto», a partire da digitale, sostenibilità e tecnologia. «Stiamo mettendo su un grandissimo piano in Europa e in vista di quel piano - evidenzia il rettore del PoliMi - dobbiamo chiederci quale sarà il mercato del lavoro che avremo davanti, quali le competenze necessarie e quale il ruolo dell’università. Penso a energia e digitale - conclude - che sono già nel Dna del nostro ateneo ma anche a una maggiore contaminazione dei saperi». Come suggerisce lo stesso Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr).

La classifica complessiva

Passando alla Top 10 mondiale il terzetto di testa è lo stesso dell’edizione 2020. Tutto targato Usa: Mit di Boston, Stanford e University of California di Los Angeles. Immutati anche i protagonisti dal quarto al sesto posto: l’australiana Sidney, l’altra americana Harvard e la cinese Tsinghua. In ripresa l’inglese Oxford che nonostante la Brexit sale dal decimo al settimo posto. Chiudono la Top ten un’altra australiana (Melbourne), un’altra statunitense (Cornell University) e la Sar di Hong Kong.

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