Innovazione

All’Università di Firenze il primo laboratorio italiano di didattica immersiva

Novità nel panorama degli atenei italiani. L'utente potrà orientare lo sguardo a proprio piacimento, proprio come se si trovasse fisicamente presente.

di Redazione Scuola

(Adobe Stock)

3' di lettura

La realtà aumentata esce dal grande schermo e dai videogames per entrare nelle aule dell'Università di Firenze. Presso la sede delle Cascine è stato allestito il primo laboratorio di didattica immersiva per la produzione di video 360 gradi per l'insegnamento, una novità nel panorama universitario nazionale, che ospiterà già dalla fine di settembre i corsi del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agrarie, Alimentari, Ambientali e Forestali (Dagri). Lo spazio è dotato di 20 postazioni dotate di appositi visori, di cui 10 già disponibili. All'inaugurazione erano presenti Alessandra Petrucci, rettrice dell'Ateneo fiorentino, Ersilia Menesini, prorettrice alla Didattica, Simone Orlandini, direttore del Dagri, Erminio Monteleone docente di Scienze e Tecnologie Alimentari e coordinatore del progetto TraINing, Maria Ranieri, docente di Didattica e Tecnologie dell'Istruzione presso il Dipartimento Forlilpsi e coordinatrice del progetto europeo Sepa360.

Il video

Il video 360 viene realizzato a partire da una ripresa panoramica a cui è possibile aggiungere contenuti con differenti gradi di interattività. Attraverso l'impiego di particolari videocamere è possibile acquisire e combinare le immagini in modo da ottenere una visuale completa di un ambiente. L'utente finale potrà orientare lo sguardo a proprio piacimento, proprio come farebbe se si trovasse fisicamente presente. Ad aumentare la sensazione immersiva, contribuiscono i visori che rilevano i movimenti della testa e adattano, in base a questi, il punto di osservazione.

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Gli sviluppi futuri

«Questo laboratorio rappresenta una risorsa di assoluto valore per l'Università di Firenze – spiega la rettrice Alessandra Petrucci - l'esperienza pionieristica di Agraria, che ha avuto il merito di investire in questa sfida, è destinata a germogliare in altre Scuole del nostro Ateneo e a proiettare Firenze come realtà all'avanguardia nella sperimentazione delle forme più innovative della didattica. Queste frontiere offrono alle università l'opportunità di esplorare alcune nuove soluzioni in termini di sostenibilità e innovazione per far fronte alle esigenze sempre più complesse e diversificate degli studenti». «Guardiamo con molta attenzione e interesse a questa sperimentazione in corso ad Agraria e ne faremo tesoro per valorizzare queste esperienze in uno scenario di formazione di qualità per il futuro – spiega la prorettrice alla didattica Ersilia Menesini - Il laboratorio è un'occasione pilota per capire in quale direzione andare dal punto di vista del rinnovamento della didattica. Lo è per Agraria e per tutte le discipline che hanno bisogno di simulare in termini laboratoriali alcune attività di formazione. Per questo abbiamo costituto anche un gruppo di lavoro che dovrebbe riflettere sui percorsi e le esperienze innovative attivate nell'Ateneo per metterle a sistema e stabilire una progettualità per il futuro».

Il laboratorio

Il laboratorio è stato finanziato dal Dagri nell'ambito del progetto per l'innovazione nella didattica universitaria TraINing con il supporto di Siaf. «L'obiettivo del progetto - spiega Monteleone - è quello di arricchire le potenzialità della lezione tradizionale con strumenti che promuovano l'interazione tra docenti e studenti e anche tra studenti stessi». La decisione di investire su un laboratorio didattico immersivo è nata con l'adesione al progetto europeo Sepa360 (Supporting educators pedagogical activities with 360 video) che ha visto la partecipazione dell'Università di Firenze insieme ad altri quattro atenei europei (University of Hull – Gran Bretagna, XL University – Hasselt, Belgio, Wirtschaftsuniversität – Vienna, Austria e Thessaloniki University – Grecia). L'iniziativa ha coinvolto docenti delle Scuole di Agraria, Ingegneria, Studi Umanistici e della Formazione sotto il coordinamento scientifico di Maria Ranieri, docente di Didattica e Tecnologie dell'Istruzione presso il Dipartimento Forlilpsi.

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