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Università, imprese e ricerca: il Veneto valorizza l’effetto rete

Le aziende hanno fatturato 873 milioni nel 2021 e impiegano direttamente quasi 4mila persone. Zoppas (presidente di Rir Air): «Siamo la quarta regione italiana nell'aerospazio e cresciamo veloci»

di Barbara Ganz

MIssione Artemis 1. Due aziende venete, Zoppas Industries e Novaeka, hanno fornito alcuni componenti del modulo servizio Mpcv realizzato in Europa dalla Airbus Defence & Space in collaborazione con Thales Alenia Space. La missione con destinazione Luna potrebbe partire a metà novembre

3' di lettura

È il lavoro di networking quello che contraddistingue la giovane rete regionale innovativa regionale del Veneto Air (Aerospace, Innovation and Research), che conta oggi 41 partner (di cui 30 Pmi, 5 grandi imprese, quattro università, una Fondazione e un centro di ricerca). Una realtà in crescita: solo nel primo semestre 2022 hanno aderito 12 nuove aziende. Vanno in questo senso le iniziative messe a punto, a cominciare dalla tappa veneta del viaggio organizzato dal Cluster Tecnologico Nazionale Aerospazio (Ctna) che ha festeggiato i 10 anni di attività con un tour tra i distretti tecnologici regionali. La tappa, patrocinata dalla Regione Veneto e organizzata insieme alla Rete Innovativa Regionale Aerospaziale “Air – Aerospace Innovation and Research”, si è tenuta a H-Farm Campus di Roncade. «Il Consorzio Cosmonautico del Veneto è uno dei soci più “giovani” del Ctna - ha spiegato Federico Zoppas, presidente Rir Air – Abbiamo aderito a dicembre 2021, ma siamo pronti a crescere velocemente: siamo la quarta regione italiana nella filiera dell’aerospazio. La creazione del Consorzio e della Rete Air nasce dall’esigenza delle imprese di diversificare e allargare i settori interessati alle proprie produzioni. L’obiettivo è far sì che la presenza delle Università e dei Centri di Ricerca possa creare un ecosistema in grado di fare sinergia con le aziende e il territorio. Quanto stiamo facendo è in linea con i progetti di Agenzia Spaziale Europea, Agenzia Spaziale Italiana e del Ctna stesso».

La Rete Rir conta aziende e start up provenienti da ambiti diversi: «Dai sistemi di propulsione alle telecomunicazioni, dal bilanciamento termico dei satelliti alla strumentazione opto-meccanica, ma tutti ugualmente interessati alla frontiera sempre più “raggiungibile” della space economy, un settore che è un importante driver di crescita e di occupazione in grado di contaminarne moltissimi altri quali agricoltura di precisione, medicina, automotive», rimarca Zoppas.

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Significativo il supporto del mondo bancario. «L’aerospazio nel Triveneto conta oltre 60 realtà produttive che operano in settori diversi che rappresentano importanti fornitori della filiera aerospaziale nazionale e player specializzati in servizi avanzati che trovano applicazione anche nell’industria dell'aerospazio. Per garantire lo sviluppo di tale competitività dobbiamo sostenere la ricerca e la progettualità delle imprese di questa filiera» commenta Cristina Balbo, direttrice regionale Veneto Ovest e Trentino Alto Adige Intesa Sanpaolo.

Nonostante il peso ancora contenuto sul tessuto produttivo locale, «figurano casi di successo che operano in settori diversi, ma che rappresentano importanti fornitori della filiera aerospaziale nazionale, o player specializzati in servizi avanzati che trovano applicazione anche nell’industria dell’aerospazio» aggiunge Zoppas.

Diventa così possibile pensare a portare nuovi modelli di business in aziende “tradizionali” attraverso utilizzo di dati “spaziali”: è il caso, oltre alle coltivazioni, della logistica. Oggi sono quasi 4mila gli addetti diretti impiegati nelle aziende della Rir Air che nel 2021 hanno espresso un fatturato di 873 milioni (+21,9% vs 2020): è solo l’inizio di un percorso per il Veneto e le sue imprese attive nell’aerospace: «Un settore abbastanza chiuso: noi lavoriamo per trovare le chiavi di accesso e fornirle alle imprese», spiega ancora Zoppas. Un risultato alla portata: nelle ultime missioni spaziali – da Artemis, destinata a riportare l’uomo sulla Luna, alla epocale deviazione di un asteroide (missione Dart, portata a termine a fine settembre) – c’è sempre stato un tassello di tecnologia veneta, a cominciare dagli elementi riscaldanti necessari al bilanciamento termico di satelliti e veicoli spaziali firmati dalla Irca di Vittorio Veneto (Treviso). E c’è lo spazio anche nei 19 progetti hi tech legati al Pnrr sui quali il Veneto scommette: in campo telescopi (con Stellar Project e Officina Stellare), ma anche gli innovativi modelli matematici per gestire e raffinare l’utilizzo dell’energia migliorando le performance di Novaeka, che ha prodotto un banco per la gestione del fluido refrigerante usato nei principali siti di lancio al mondo.

«Il Veneto non ha operatori primari del settore aerospace, ma può crearsi un ruolo di primo piano come fornitore di componenti: per questo cerchiamo di creare le migliori opportunità di incontro e di sinergie», chiarisce Zoppas. La Rete Air interpreta l’aerospazio come insieme di opportunità per le imprese e la società, in quanto driver di innovazione. E a Venezia (15-17 maggio 2023), si terrà Space Meetings Veneto. «Abbiamo intenzione – annuncia Zoppas - di riunire gli operatori globali della space economy in rappresentanza anche di settori tecnologici emergenti».

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