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Università, più mobilità tra ricerca e impresa. Partenariati, 1,6 miliardi in arrivo

La ministra Messa: anche ingegneri e architetti chiedono la laurea abilitante

di Claudio Tucci

Pnrr, Draghi: "Raggiunti tutti i 51 obiettivi concordati con Ue"

3' di lettura

Dallo “scambio” di figure di alto profilo (ricercatori e manager) tra università, aziende, infrastrutture di ricerca, condiviso con il Mise, al finanziamento di 500 dottorati di ricerca dedicati alle transizioni digitale e ambientale. Dall’attuazione delle lauree abilitanti («sono pervenute istanze anche da ingegneri e architetti») al lancio, con 1,6 miliardi, dei partenariati estesi, fino ad arrivare a nuovi dottorati innovativi e a incentivi per l’assunzione di ricercatori junior da parte di aziende.

Le prossime tappe del Pnrr Università e Ricerca

Sono le prossime tappe del Pnrr Università e Ricerca, tra riforme e investimenti, da avviare nei prossimi mesi, illustrate martedì 8 febbraio in audizione dinnanzi alla commissione Cultura della Camera da parte della ministra, Maria Cristina Messa. Il Mur è assegnatario di 11,732 miliardi complessivi nel quinquennio; di questi 4,48 miliardi sono stati già banditi a dicembre scorso (sono ancora aperte le candidature), altri 1,6 sono in arrivo con i partenariati. In totale, quindi, per i prossimi quattro anni ci sono «oltre 6 miliardi di euro per supportare la ricerca di filiera, favorire innovazione e trasferimento tecnologico, e rafforzare la sinergia pubblico-privato», ha sintetizzato la ministra Messa.

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Gli obiettivi raggiunti

Tra gli obiettivi raggiunti dal Mur, c’è la riforma del dottorato di ricerca, reso più flessibile e aperto al mondo delle imprese (attraverso i dottorati industriali). Nel primo trimestre è in cantiere l’estensione di dottorati innovativi per la Pa e il patrimonio culturale: si prevedono, nello specifico, 1.200 borse generiche all’anno (per tre anni), mille borse all’anno (per tre anni) nell’ambito delle amministrazioni pubbliche e almeno 200 nuove borse di dottorato all’anno (per tre anni) destinate al patrimonio culturale. Si è intervenuto anche su alloggi e borse di studio.

Gli alloggi

Per quanto riguarda gli alloggi, oltre al bando da 407 milioni, di cui 300 a carico Pnrr, nel medio periodo, si favoriranno la realizzazione, da parte di soggetti privati, di strutture di edilizia universitaria (il Mur coprirà per i primi tre anni gli oneri di gestione - l’obiettivo è portare gli alloggi dagli attuali 40mila a oltre 100mila nel 2026).

Le borse di studio

La ministra Messa ha ricordato inoltre, tra gli obiettivi raggiunti, anche l’incremento medio delle borse di studio di 700 euro, a decorrere dall’anno accademico 2022/23 (per le studentesse iscritte a una laurea Stem l’importo della borsa è incrementato del 20% - e per chi opta per programmi di mobilità internazionale l’incremento medio è di 600 euro). E ancora: per frenare la fuga dei cervelli, si prevede di sostenere le attività di ricerca di un massimo di 2.100 giovani ricercatori. Una parte importante del contributo sarà vincolata all’assunzione di almeno un ricercatore “non-tenure-track”. Si è poi deciso di finanziare da un minimo di 10 a un massimo di 15 grandi programmi di ricerca, realizzati da partenariati estesi a università, centri di ricerca, imprese, secondo il modello “Hub&Spoke”; la creazione di 5 centri di ricerca nazionale; e 12 “leader territoriali di R&I”, con attenzione alla capacità di promuovere progetti di sostenibilità sociale.

«Insomma, gran parte degli interventi previsti dal Pnrr sono, sostanzialmente, già istruiti - ha chiosato Messa -. Il nostro obiettivo è rafforzare l’università e diffondere modelli innovativi per la ricerca di base e applicata, in sinergia con atenei, centri di ricerca e imprese. Costruiamo un ponte tra generazioni e tra singolo e società».

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