Emergenza edilizia per gli atenei

Università senza posti letto per uno studente su tre

di Eugenio Bruno


(FOTOGRAMMA)

3' di lettura

Nell’Italia delle tante emergenze legate all’università ce n’è una finora rimasta sotto traccia: l’assenza di posti letto per studenti. Fatta eccezione, forse, per gli appelli delle associazioni studentesche che all’insediamento di ogni governo e all’approssimarsi di ogni legge di bilancio pongono con forza il tema all’esecutivo di turno. Eppure i numeri lasciano poco spazio ai dubbi: l’anno scorso ha ottenuto un alloggio all’interno di una residenza o di un collegio universitario appena il 2% degli iscritti complessivi. Ma che l’offerta sia assolutamente insufficiente a coprire la domanda lo conferma anche un altro dato: il tasso di accoglimento delle richieste da parte degli aventi diritto si ferma al 63,5 per cento. Cifre allarmanti in un Paese che presenta un tasso di mobilità per ragioni di studio così elevato (su cui si veda altro articolo in pagina) e che non si è ancora liberato del fenomeno affitti in nero ai fuori sede.

I posti letto insufficienti

Secondo le ultime rilevazioni del ministero dell’Istruzione relative all’anno accademico 2017/2018, a fronte di 1,8 milioni di iscritti all’università o agli istituti di Alta formazione artistica musicale e coreutica (Afam), le domande di alloggio arrivate agli enti regionali per il diritto allo studio sono state 75.775. Laddove le disponibilità di posti lungo l’intera Penisola - tra residenze e collegi universitari - si sono fermate a 48.143 (pari come detto al 63,5% delle richieste). In pratica più di uno studente su tre vede rigettata la sua domanda per assenza di alloggi. E il trend non lascia ben sperare visto che l’anno prima i posti erano 48.868, inclusi però i 1.950 gestiti direttamente degli atenei (un dato che per il 2017/2018 non è ancora disponibile). Ma a complicare lo scenario interviene, come spesso accade quando si parla di istruzione nel nostro Paese, un’articolazione territoriale del problema che varia di regione e regione. Visto che si passa dai posti superiori alle domande di Veneto, Campania e Basilicata a una scopertura più o meno del 55% nel Lazio e nelle Marche e del 47% in Calabria.

Gli ultimi bandi

Di edilizia universitaria si è tornato a parlare di recente grazie alla recente pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale di due “decreti piano” del Miur, entrambi in attuazione del IV bando risalente al 2016. Il primo (Dm 852/2018) prevede il cofinanziamento statale per 13 interventi di efficientamento e/o miglioramento energetico su residenze universitarie già esistenti per un importo complessivo di 5,5 milioni. Il secondo (Dm 853/2018) ammette invece al finanziamento 80 progetti di ristrutturazione, nuova costruzione o ampliamento di residenze universitarie. Di questi, 35 possono godere dell’immediata assegnazione del cofinanziamento statale per un totale di 131,1 milioni. Laddove gli altri 45 sono stati ammessi “con riserva” in attesa che siano reperite le risorse necessarie. Che, come spiegano da viale Trastevere, dovrebbero arrivare dai 200 milioni aggiuntivi provenienti dal “Fondo per gli investimenti e lo sviluppo infrastrutturale del Paese” previsto dalla legge di bilancio 2018.

L’appello degli studenti

Neanche il doppio sblocco sembra aver tranquillizzato gli studenti. Come confermano le proteste di Link coordinamento universitario che, da un lato, ha stigmatizzato i due anni di ritardo con cui sono arrivati i decreti rispetto al bando e, dall’altro, li ha definiti una soluzione comunque «non definitiva» all’emergenza alloggio. A suo tempo denunciata dal Consiglio nazionale degli studenti universitari nel tradizionale rapporto sulla condizione studentesca e rimasta però inascoltata.

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