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Università, gli studenti con disabilità o con Dsa sono il 2% del totale

Presentato il dossier dell'Agenzia nazionale per la valutazione del sistema universitario e della ricerca. Messa: «È uno strumento estremamente utile»

di Redazione Scuola

8' di lettura

Le università stanno maturando sempre maggiore consapevolezza sull'importanza dei vari servizi di cui necessitano gli studenti con disabilità e con disturbi specifici dell'apprendimento (Dsa) come strumenti fondamentali per promuovere la cultura dell'inclusione e l'effettività del diritto allo studio. Si tratta di un vero e proprio percorso di graduale ma costante miglioramento che riguarda i servizi e gli ausili di supporto alla didattica, l'accessibilità e l'adeguamento delle strutture degli atenei, i servizi di trasporto, il tutorato, il counseling e l'orientamento in favore degli studenti con disabilità e degli studenti con disturbi specifici dell'apprendimento (Dsa), fino ai livelli più alti del sistema educativo.
È quanto emerge dal Rapporto dell'Agenzia nazionale per la valutazione del sistema universitario e della ricerca (Anvur) «Gli studenti con Disabilità e Dsa nelle Università Italiane, una risorsa da valorizzare», presentato l’8 giugno a Roma, nella Sala degli Affreschi della sede nazionale della Conferenza dei rettori italiani (Crui).

I numeri del rapporto

Il Rapporto è l'esito di una rilevazione che ha coinvolto 90 atenei statali, non statali e telematici su un totale di 98. Sebbene si riferisca al 2019-20, ad oggi, costituisce la fonte di informazioni più aggiornata e dettagliata per conoscere non solo le dimensioni del fenomeno, ma il profilo degli studenti coinvolti, i servizi attivati, le risorse economiche e le risorse umane mobilitate per accompagnarli durante il loro percorso e promuoverne la partecipazione alla vita accademica.

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Quanti sono

Sono 36.816 gli studenti con disabilità o con Dsa che nel 2019-20 risultavano iscritti ai corsi di laurea e post-laurea: il 2% del totale degli studenti. Il 71% è iscritto ai corsi triennali, il 15% ai corsi magistrali e l'11,6% ai corsi magistrali a ciclo unico. Tra coloro che proseguono nei corsi post-laurea, 94 sono iscritti al dottorato. La componente femminile è maggioritaria (52%) e la sua incidenza cresce man mano che si innalza il livello di studio, passando dal 51,7% nei corsi triennali, al 58,6% nei corsi magistrali a ciclo unico, al 70,3% nei master di primo e secondo livello. Soltanto nei corsi di dottorato prevale la componente maschile, che è del 55,3%.

Cosa studiano

Un dato assolutamente inedito è quello relativo alla distribuzione degli studenti nelle diverse aree disciplinari dei corsi di studio. La maggior parte di loro è iscritta ai corsi di area sociale (35,4%) e di area scientifica (30,1%), seguiti da quelli dell'area umanistica (22,9%) e, a distanza, dall'area sanitaria (10%). Anche gli 11.385 immatricolati hanno sostanzialmente seguito le orme di chi li ha preceduti nella scelta dei corsi universitari. Ma è proprio tra gli immatricolati che si manifestano i segnali del cambiamento più significativo in atto nelle università italiane: la rapida crescita degli studenti con Dsa che, in termini quantitativi hanno ormai superato gli studenti con disabilità. Il 60% degli immatricolati ai corsi di studio triennali e il 51% degli immatricolati ai corsi magistrali a ciclo unico sono studenti con Dsa.Il fenomeno è particolarmente accentuato negli atenei del Nord-Ovest e del Nord-Est dove gli studenti con Dsa, rappresentano, rispettivamente il 76,5% e il 65,2% del totale degli immatricolati. Si tratta comunque di un trend in crescita anche tra gli immatricolati delle altre aree geografiche.

Accesso ai corsi e completamento dei corsi di studio

La rilevazione ha riguardato anche i corsi ad accesso programmato che prevedono delle prove selettive per l'ammissione. Nell'a.a. 2019-20 vi hanno partecipato 3.459 studenti con disabilità e 6.409 studenti con DSA facendo registrare una percentuale di superamento del 74,8% nel primo caso e del 64% nel secondo caso. Performance al di sopra del dato medio complessivo sono state ottenute da entrambi i gruppi di studenti nelle prove di accesso ai corsi di area umanistica, mentre risultati al di sotto della media riguardano i corsi di area sanitaria.Gli studenti che hanno completato il percorso di studi (triennale, magistrale o magistrale a ciclo unico) sono stati 3.589. Il 38% si è laureato in corsi di area sociale, il 29,7% di area scientifica, il 20 di area umanistica e l'11,2% di area sanitaria.

Risorse economiche

Le risorse che il sistema universitario impiega per i servizi a studenti con disabilità e Dsa ammontano a 11.364.536 euro. Le entrate prevalenti derivano dalla Quota Ffo legge 17/1999 (65,84%) e dal finanziamento diretto dell'ateneo (33,24%). Dall'entrata in vigore della legge 17/1999, l'iniziale stanziamento ha subito modesti incrementi certamente non proporzionati al notevole incremento di allevi con disabilità e Dsa. I pochi finanziamenti da bandi e di enti privati riguardano quasi esclusivamente le università grandi e medie. Nel complesso, un terzo della spesa degli atenei statali è destinato al personale coinvolto nei servizi. Le università non statali e telematiche, invece, spendono oltre i due terzi per il personale interno. Un quarto della spesa è per i collaboratori esterni; un quinto è riferito agli appalti. Circa la metà della spesa (il 47,9%) è destinata a soggetti esterni per l'erogazione dei servizi a beneficio degli studenti con disabilità e Dsa. È invece modesta la quota destinata agli investimenti (4,32%).

Il personale dedicato

I responsabili degli uffici per la disabilità e Dsa sono in prevalenza di genere femminile (66,7%). Le università statali hanno un numero medio più altro di dipendenti per i servizi per la disabilità e Dsa (3,3, unità) rispetto agli atenei non statali (1,5 unità). Gli atenei più grandi impiegano mediamente più dipendenti (5,5 unità) rispetto ai piccoli atenei (1,8 unità). Circa l'82,2% delle università coinvolge personale esterno per l'erogazione dei servizi per la disabilità e Dsa (1.458 unità). Le università statali hanno 6,6 unità di personale esterno per ogni unità interna, mentre per le non statali tale rapporto è pari a 4,8 unità.

I servizi

Tra i numerosi servizi rilevati l'Orientamento specifico in entrata su appuntamento è garantito dal 93,3% degli atenei. Tuttavia, è ancora bassa la percentuale (il 47,7%) di quelli che compiono attività specifiche di orientamento presso gli istituti superiori, mentre dopo la laurea sono il 73% gli atenei che pongono in campo azioni specifiche di orientamento degli studenti. Per quanto riguarda i servizi di supporto alla didattica, al primo posto si trova la fornitura di materiale didattico in formato accessibile, garantita dall'88,9% degli atenei (il 76,7% fornisce anche dispense e slide accessibili), seguono i servizi di tutoraggio specializzato (71,1%) e i servizi di traduzione nella Lingua Italiana dei Segni (Lis) (55,6%). Particolare attenzione viene posta nell'erogazione dei servizi di fornitura di altro materiale didattico accessibile da parte degli Atenei. In questo caso quelli di piccole dimensioni (38,8%) sono più attivi rispetto a quelli “mega” (7,5%). Stesso rapporto si incontra, ad esempio, nel tutoraggio specializzato (piccoli 34,4% / mega 9,4%).Infine, tra gli ausili che gli atenei offrono agli studenti con disabilità e Dsa, i più garantiti sono gli apparecchi informatici multimediali, presenti nell'80% degli atenei, mentre fanalino di coda sono i display Braille con il 25,6%, percentuale che però sale al 91,3% se si considerano i soli atenei statali. L'erogazione degli ausili è in ogni caso condizionata dal numero degli studenti in condizione di disabilità o Dsa che ne fanno specifica richiesta.

Le reti sociali per l'inclusione

La domanda di servizi a favore di studenti con disabilità e Dsa è crescente e ha indotto numerosi atenei a esternalizzarli, in carenza di persone e strutture idonee. Significativo è il numero di accordi e partnership che gli atenei sottoscrivono con aziende e istituzioni pubbliche (146), con organizzazioni del Terzo Settore (98) e con aziende private (55). Sono invece limitate le partnership con altri soggetti (23). I servizi esternalizzati si concentrano sulle seguenti tematiche: attività culturali e sportive (61), la ricerca scientifica su disabilità e DSA (55), il trasporto (49), la didattica (48), il counseling (46) e l'assistenza alla persona (38).La maggior parte degli accordi e delle partnership è stipulata dagli atenei pubblici (251, cioè 3,9 ad ateneo). Seguono le università non statali (56, cioè 2,9 ad ateneo, poco meno del 20%) e le telematiche (15, cioè 2,5 ad ateneo, il 5%).Gli accordi sono stipulati soprattutto da atenei piccoli (114), seguiti da quelli medio-grandi (69), medio-piccoli (57), grandi (48) e mega (25). Va sottolineata la relazione inversa tra esternalizzazione e dimensione, dovuta probabilmente alla difficoltà degli atenei più piccoli di offrire i servizi con risorse proprie.Le risorse destinate all'outsourcing sono comunque significative per la difficoltà a fronteggiare la crescente domanda dovuta all'aumento registrato negli anni degli studenti con disabilità e Dsa.

La presentazione

Alla presentazione hanno partecipato le ministre, Maria Cristina Messa (Università e Ricerca) ed Erika Stefani (Disabilità), Antonio Felice Uricchio e Daniele Livon, rispettivamente presidente e direttore dell'Anvur, Alberto Arenghi, presidente della Conferenza nazionale universitaria dei delegati per la disabilità (Cnudd) e i componenti del gruppo di lavoro incaricato di redigere il rapporto: Adriano Scaletta (coordinatore del Gruppo, Anvur), Fabio Ferrucci (Università del Molise), Lucia Mason (Università di Padova), Francesco Alberto Comellini (Mur), Giancarlo Tanucci (Università di Bari) , Elio Borgonovi (Sda Bocconi), Guido Migliaccio (Università del Sannio).

Informazioni preziose

«Esprimo piena soddisfazione – ha detto Uricchio - per la pubblicazione del rapporto e soprattutto per l'impegno profuso dall'agenzia in collaborazione con la Conferenza nazionale universitaria dei delegati per la disabilità nel rilevare bisogni e stato dei servizi in favore degli studenti universitari con disabilità. Auspichiamo che le informazioni raccolte sull'accessibilità degli ambienti, sui trasporti, sulle tecnologie adoperate nella didattica, sull'accesso ai servizi possano essere preziose sia per le istituzioni che hanno partecipato alla rilevazione sia per i due ministeri (Università e Disabilità) peraltro particolarmente impegnati nel promuovere politiche attive protese a dare effettività al diritto allo studio».

Messa: strumento estremamente utile

«Questo primo rapporto è uno strumento estremamente utile che potrà affiancare quelli esistenti e guidare la definizione e l'aggiornamento delle politiche in materia di diritto allo studio in favore degli studenti con disabilità e con disturbi specifici dell'apprendimento», ha detto la ministra Messa. «Allo stesso tempo, questo lavoro restituisce la fotografia di un sistema universitario che su questo fronte è attento, attivo e realmente impegnato nell'estendere, anche al di fuori delle mura degli atenei, la cultura dell'inclusione e la personalizzazione dei servizi. Le università fanno molto per l'orientamento specifico, per il supporto alla didattica, per il counseling, per migliorare l'accessibilità dei servizi, ma lo scorso anno abbiamo destinato come Ministero, per fronteggiare le difficoltà legate all'emergenza, ulteriori 50 milioni di euro proprio per il co-finanziamento di attività di orientamento e tutorato a beneficio degli studenti che necessitano di azioni specifiche per promuovere l'accesso ai corsi della formazione superiore e alle azioni di recupero e inclusione. Il diritto allo studio per tutti è la nostra priorità».

Passo significativo

«Il lavoro congiunto con Anvur e con gli altri enti che hanno partecipato - Arenghi - rappresenta un passo molto significativo per conoscere in maniera più approfondita il mondo degli studenti con disabilità e con Dsa nelle università italiane. È una fotografia dello stato di fatto e dunque un punto di partenza per operare in maniera sempre più appropriata ed efficace sia nelle università che a livello interistituzionale».
Nel trarre le conclusioni il Direttore dell'Anvur Daniele Livon si è soffermato in particolare “sull'esigenza di aggiornare il quadro normativo e finanziario di riferimento che non è più attuale, sull'attenzione che deve essere dedicata alle attività di orientamento specifico nel rapporto tra Scuole Superiori e Università, sulla necessità che si attivino forme di collaborazione strutturata e permanenti tra atenei collocati nelle stesse Regioni e che le rilevazioni dei dati siano permanenti ed estese al settore Afam», ha ricordato, infine, l'attenzione che l'Agenzia dedicherà al tema della disabilità e Dsa nell'ambito del nuovo modello di valutazione e accreditamento periodico delle università.

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