ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùL’incontro di Venezia

Non c’è crisi per Erasmus, in 35 anni coinvolti 600mila studenti italiani

Presentati gli esiti dello studio di Ca' Foscari e Indire sul rapporto tra mobilità e territori: il nostro Paese è terzo in Europa per mobilità in uscita

di Redazione Scuola

4' di lettura

Si è tenuto a Venezia il seminario europeo “Strategie di internazionalizzazione nell'istruzione superiore”, organizzato dall'Università Ca' Foscari e dall'Agenzia nazionale Erasmus+ Indire, in collaborazione con il Ministero dell'Università e con le Agenzie Nazionali Erasmus+ di Francia e Germania. L'evento rientra nelle attività di Cooperazione Transnazionale previste dal Programma Erasmus+. Il focus dell'iniziativa è analizzare e migliorare la dimensione internazionale nell'ambito dell'istruzione superiore per rimuovere gli ostacoli che non consentono il pieno sviluppo delle mobilità per studenti e docenti e favorire la cooperazione interistituzionale. Sono presenti all'evento oltre 130 rappresentanti di istituti di istruzione superiore attivi nel Programma e provenienti da 16 diversi Paesi europei: delegati dei rettori, rappresentanti di Unimed (Unione delle Università del Mediterraneo), docenti ed amministrativi direttamente coinvolti nella gestione di progetti Erasmus+ di mobilità e cooperazione internazionali.

Vocazione dell’istruzione

«La vocazione internazionale dell'istruzione superiore è una dimensione fondamentale del Programma Erasmus ed è fortemente raccomandata dalla Commissione europea perché sinonimo di una comunità accademica aperta, che accoglie professori, studenti e staff da ogni parte del mondo - dichiara Flaminio Galli, direttore generale dell'Agenzia Erasmus+ Indire - Nel seminario perseguiamo questa missione prioritaria anche analizzando gli esiti di una ricerca sui flussi Erasmus, realizzata dall'Università Ca' Foscari insieme alla nostra Agenzia, che mette in relazione la dimensione accademica con quella commerciale e turistica dei vari territori».
«Mi fa piacere poter ospitare nella nostra università questo importante seminario, - dichiara Tiziana Lippiello, rettrice dell'Università Ca' Foscari di Venezia - che fa il punto sul programma Erasmus di mobilità studentesca; a Ca' Foscari abbiamo sempre creduto nell'internazionalizzazione quale componente imprescindibile della formazione universitaria; i programmi di scambio sono una parte importante di questo processo. Recentemente, le nostre attività di mobilità internazionale Erasmus sono state valutate dall'Agenzia Indire con un punteggio di 99 su 100, un risultato che ci rende orgogliosi e ci spinge a fare ancora di più per offrire il maggior numero di opportunità di questo tipo. Siamo felici di poter dare il nostro contributo anche sul piano della ricerca e dello studio di questi aspetti per approfondire un tema che deve restare fra le priorità dell'istruzione e dell'esperienza accademiche».

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Lo studio

I lavori prevedono gli interventi di docenti universitari italiani ed europei e affrontano alcuni aspetti ritenuti più urgenti tra quelli direttamente connessi all’internazionalizzazione, ovvero: la sinergia dei fondi e delle azioni del programma; i processi di adattamento dei territori e lo studio dell'impatto dell'internazionalizzazione su diversi ambiti (come il mercato del lavoro); la rimozione degli ostacoli alla mobilità.Durante il seminario vengono presentati anche i risultati principali della ricerca europea realizzata dall'Università Ca' Foscari di Venezia e Indire dal titolo “The internationalization of higher education: factors of attractiveness”. Dallo studio, condotto sui dati degli ingressi e delle uscite di studenti Erasmus dal 2014 al 2018, emerge la forte crescita nel periodo, in particolare per i flussi in uscita degli studenti italiani, aumentati nel periodo del 32%, mentre gli studenti europei arrivati in Italia sono saliti del 20%. La ricerca ha messo in luce che le scelte fatte dagli studenti Erasmus rispetto alle destinazioni delle mobilità non ricalcano la rete di cooperazione europea sviluppata a livello accademico. La ricerca evidenzia che le regioni leader a livello commerciale, turistico e accademico tendono anche ad attrarre un alto numero di studenti Erasmus. Inoltre, gli Istituti di istruzione superiore che offrono soggiorni più lunghi e con un'offerta diversificata sul campo e a livello geografico attraggono maggiormente gli studenti. Tuttavia, il numero di crediti riconosciuti nel sostenere gli esami non è un fattore determinante nella scelta della destinazione. Ciò potrebbe suggerire il fatto che gli studenti Erasmus cercano un'esperienza formativa completa e più ampia, che potrebbe non rientrare nella mera esperienza accademica in un ateneo europeo. Infine, gli Istituti di istruzione superiore che si trovano all'interno di una regione urbana, metropolitana o in zone di confine attirano maggiormente gli studenti, così come la qualità delle istituzioni e fattori legati all'innovazione (ad esempio la quota di lavoratori della conoscenza o dei brevetti nei settori di frontiera), sono determinanti positive dei flussi di mobilità Erasmus.

Dati del Programma Erasmus in Italia

Dall'inizio del programma (1987) fino ad oggi, gli studenti universitari italiani complessivamente coinvolti in mobilità per studio o tirocinio sono stati oltre 600 mila. Dopo l'invito a presentare candidature del 2018 (ultima non compromessa dal Covid) l'Italia è salita al 3° posto per studenti in mobilità per studio verso destinazioni europee (dopo Spagna e Francia). Se si guarda all'accoglienza, 185.189 studenti hanno scelto l'Italia per l'esperienza Erasmus (tra studio e tirocinio) nel corso dei 7 anni (2014-2020); Il rapporto tra gli studenti che arrivano in Italia in mobilità Erasmus e le partenze degli italiani in Erasmus all'estero è pari a 72 studenti ospitati su 100 partiti.

Partenze 2022

La seconda Call del Programma 2021-2027 mette a disposizione 105.745.514,00 euro (+42%) per finanziare le borse di mobilità destinate a 40.164 studenti, il 39% in più rispetto all'anno precedente, e a 5.017 tra docenti e staff. A Lombardia, Lazio, Emilia-Romagna, Veneto e Campania è stato destinato il 56% del budget complessivo.

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