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Uno dei Paesi più inquinanti al mondo è Internet

Per capire quanto inquina un sito internet, AvantGrade ha lanciato il progetto Karma Metrix, un set di metriche e strumenti per la misurazione dell'efficienza energetica dei siti web

di Biagio Simonetta

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Un datacenter di Google in Oregon

3' di lettura

È probabile che tu abbia già risposto a un paio di email oggi, inviato alcuni messaggi in chat e magari effettuato una rapida ricerca su Internet. Con il passare della giornata trascorrerai senza dubbio ancora più tempo a navigare online, caricare immagini, riprodurre musica e riprodurre video in streaming.

Ognuna di queste attività che svolgi online ha un piccolo costo: pochi grammi di anidride carbonica vengono emessi a causa dell'energia necessaria per far funzionare i tuoi dispositivi e alimentare le reti wireless a cui accedi. Meno ovvi, ma forse anche più dispendiosi in termini di energia, sono i data center e gli enormi server necessari per supportare Internet e archiviare i contenuti a cui accediamo.

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E allora non ti meraviglierai nel sentire che se Internet fosse una nazione, sarebbe nella top 10 dei paesi che inquinano di più in termini di emissioni di CO2. Attenzione, però, perché questa stima risale a prima del Covid-19. Ed è molto probabile che oggi sia addirittura superiore, con l'aumentato l'uso della rete per smart working e film in streaming e altro.

Ma quanto inquina un sito Internet? Per provare a rispondere a questa domanda, quelli di AvantGrade hanno lanciato il progetto Karma Metrix, un set di metriche e strumenti per la misurazione dell'efficienza energetica dei siti web.

Ce ne ha parlato Ale Agostini, fondatore dell'azienda ticinese. «Si tratta di un progetto partito 2 anni fa che ha coinvolto un team di esperti di intelligenza artificiale. È fatto di due anime: la prima gratuita e open source che consente di stimare gratis l'impatto ambientale di una singola pagina web e quantificare la CO2 emessa dalla stessa rispetto ad una media mondiale. La seconda, che consente di misurare l'impatto ambientale di un intero sito web in termini di CO2 emessa rispetto alla media del benchmark mondiale. L'obiettivo è dare alle aziende attente all'ambiente dei potenti strumenti per misurare se e quanto il tuo sito web è efficiente ed eco sostenibile».

E a giudicare dai risultati ottenuti con Karma Metrix, le sorprese non mancano. Lo studio parte dal confronto tra siti del Ministero dell'Ambiente di Italia, Francia e Germania. Quello italiano è il più “green”: produce in un anno 250 kg di CO2 (comunque il 31% sopra la media), migliore della Francia (con un +82% rispetto alla media). Fa peggio di tutti la Germania con +137% di emissioni rispetto alla media e un totale di 455 kg, ovvero l'equivalente delle emissioni di CO2 per passeggero di un volo da Palermo a Berlino o di un viaggio in auto da Roma a Mosca.

Gli enti governativi Usa, invece, si confermano più attenti alle emissioni del web: il sito EPA (Agenzia per la protezione dell'ambiente) produce il 51% in meno di CO2 rispetto alla media. Ma è il paradosso delle associazioni ambientaliste a stupire: il WWF produce il 347% in più di CO2 rispetto alla media, Sea Sheperd è a quota 624 kg di CO2 in un anno (+226% rispetto alla media) e Fridays For Future (il movimento partito dall'iniziativa di Greta Thunberg) registra un +228% rispetto alla media.

Ma qual è il ruolo delle aziende e cosa possono fare per ridurre le emissioni? Secondo Agostini «le aziende devono porsi la domanda: quanto inquina il mio attuale sito? come posso farlo inquinare meno a parità di numero di pagine? Le aziende “ad alta intensità di tecnologia”, che gestiscono importanti masse di dati e siti web, hanno un ruolo molto importante nella ricerca di questa efficienza energetica: è di settembre la notizia dell'impegno di Google a un ecosistema di server con zero emissioni CO2. In generale tutti dovrebbero farsi queste domande. Un web più ecosostenibile sarebbe di grandissimo aiuto al nostro pianeta».

Per il Ceo di AvantGrade il tema «è assolutamente nuovo per l'Italia e in generale per l'Europa». E relativamente ai settori, ci risponde che «il progetto Karma Metrix è nuovo e non abbiamo ancora un database che associa i siti al settore e al risultato del test. A breve AvantGrade potrebbe annunciare una partnership con una grande azienda che ci permetterà di rispondere alla sua domanda sia in termini assoluti che relativi».

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