Accademico dei Lincei

Uno studioso sottile e un esempio di garbo

di Natalino Irti

(LAPRESSE)

1' di lettura

Nulla so di fisica. Avverto soltanto l’onore dell’Italia e dell’Accademia dei Lincei, che Giorgio Parisi ha presieduto nel triennio 2018-2021. E oggi ne è vice-presidente, e guida la classe di Scienze Fisiche e Matematiche.

Egli appartiene alla più alta tradizione dell’Accademia, fondata nel 1603 da Federico Cesi nel disegno di promuovere lo studio della natura, «di ammirarne i portenti e ricercarne le cause». Nel corso dei secoli, congiungendosi anche lo studio della storia e delle discipline filosofiche, i “discepoli della natura” ebbero accanto i “discepoli delle lettere”. E ne vennero figure unitarie e complesse; e si aprì un dialogo tra le “classi” intenso, ricco, ininterrotto.

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In questo orizzonte vedo la personalità di Giorgio Parisi, quale si è rivelata allo sguardo di tutti i socî. Concreto e sottile nell’esame dei problemi; modello di garbo e discrezione nei rapporti accademici; asciutto e fermo nella parola.

Se la “scientificità” di un grande fisico può esser colta anche da amici, che professano altre discipline, allora posso dire che essa si raccoglie ed esprime nella acuta sobrietà del pensiero, in quella densità di riflessione che sùbito afferra e stringe i problemi.

Oggi lo festeggiamo come cittadini e consocî.

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