Musica dal vivo

Uriah Heep, alle origini dell’hard & heavy

di Francesco Prisco

Uriah Heep in Italia per quattro concerti

2' di lettura

Certi leoni non perdono mai i denti. Saranno pure vecchi quanto volete, ma sempre pronti ad azzannare al momento decisivo. Gli Uriah Heep, per esempio: mezzo secolo di attività, un ruolo di primo piano sulla scena rock inglese «più tosta» degli anni Settanta, contributo fondamentale nella determinazione del sound hard & heavy che verrà, in una parola storia. E ancora tanta voglia di portarla in giro per il mondo questa storia: Mick Box e compagni saranno al New Age di Roncade (31 gennaio), l’1 febbraio al Tahlgetehaus di Bolzano, poi Vidia di Cesena (2 febbraio) e Live Club di Trezzo d’Adda (3 febbraio).

L’anno scorso sono tornati a incidere: l’ultima fatica discografica Living The Dream è addirittura la 25esima di una carriera particolarmente prolifica in sala d’incisione, ma chi ha già in tasca il biglietto delle date italiane non è difficile immaginare che guarderà in direzione dei primi dischi, in particolare quel ...Very ’Eavy ...Very ’Umble (1970) dalla copertina shock che impastava hard rock, progressive e qualche spruzzata di blues, infilava riff taglienti (Gypsy), ballate sognanti (Come Away Melinda) e virtuosismi vari (Wake up). Memorie di un’epoca in cui c’erano Led Zeppelin e Deep Purple, cert0, ma subito dopo venivano loro.

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Per veri intenditori, invece, l’appuntamento del 31 gennaio alle Officine Grandi Riparazioni di Torino con il violoncellista britannico Oliver Coates, impegnato nel «commento sonoro» della performance artistica del connazionale Mike Nelson intitolata L’Atteso. Coates usa il violoncello per veicolare melodia e colonne sonore, creare tessiture musicali distorte. La sua produzione per il cinema e la televisione, in particolare soundtrack per i generi horror e sci-fi, è controbilanciata da una astratta ricerca acustica di fantasia. La performance in Ogr intreccerà, in 60 minuti, sound forte con dolci melodie romantiche, i suoni barocchi evolveranno sino al doom drone metal. Ultimo appuntamento più tirato che mai. Il 28 gennaio all’Estragon di Bologna ci sono i Flogging Molly, punk in accezione celtica. Divertimento assicurato.

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