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Usa 2020, Trump assediato. Biden vola nei sondaggi e sogna la vittoria

Il candidato dem avanza nei sondaggi e aspira a 400 voti elettorali. Il Presidente scosso da crisi, pandemia , tensioni razziali e caso-Bolton

di Marco Valsania

Gaffe di Biden: "Se votate Trump non siete neri"

Il candidato dem avanza nei sondaggi e aspira a 400 voti elettorali. Il Presidente scosso da crisi, pandemia , tensioni razziali e caso-Bolton


3' di lettura

Joe Biden sogna. Un sogno ispirato da sondaggi che fanno balenare non solo una vittoria a novembre ma un mandato a voltare pagina di dimensioni storiche. Un successo che, per i democratici, potrebbe superare quello di Bill Clinton negli anni Novanta e avvicinarsi alla vittoria di Lyndon Johnson nel 1964, dopo l'assassinio di John F. Kennedy.

Biden è scattato in vantaggio, nella media dei sondaggi nazionali, di oltre 9 o 10 punti percentuali su Trump. E potrebbe aspirare a emergere dalle urne con oltre 400 “voti elettorali” su 538 nel sistema delle presidenziali americane, che li attribuisce sulla base della vittoria nei singoli 50 stati. Un record del partito appunto dagli anni Sessanta, anche se lontano dall'exploit degli avversari repubblicani nel 1984, quando Ronald Reagan si impose 49 stati su 50 aggiudicandosi 525 grandi elettori.

I passi falsi di Trump

Tutto può ancora cambiare nel duello Trump-Biden, con spostamenti anzitutto a livello locale che consentirebbero una drastica riscossa a Trump anche qualora perdesse il voto popolare. L'erosione del consenso al Presidente è tuttavia palpabile. Negli ultimi giorni i passi falsi si sono moltiplicati. Le due sconfitte per mano d'una Corte Suprema pur conservatrice sono potenzialmente rivelatrici: nella storia gli alti magistrati sono stati spesso barometro degli umori del Paese.

Sui diritti civili di gay e transgender, la Corte ha vietato discriminazione sul lavoro e licenziamento; sull'immigrazione ha bocciato l'eliminazione del Daca, programma che protegge dall'espulsione 700.000 Dreamers, i clandestini arrivati da bambini. Il Daca è popolare nell'opinione pubblica e tra le aziende: quasi 30.000 Dreamers lavorano nel settore essenziale della sanità. E la Corte ha definito la mossa dell'amministrazione arbitraria e priva di necessarie giustificazioni legali.

Non basta: il libro-shock dell'ex consigliere per la sicurezza nazionale John Bolton, nonostante ricorsi in tribunale per bloccarne l'uscita citando violazioni di segreti di stato, è diventato di pubblico dominio. Dipingendo un Presidente che abusa della Casa Bianca per fini personali e pone i propri obiettivi di rielezione sopra gli interessi nazionali.

I rally potrebbero non bastare

Trump ha reagito duramente. Ha liquidato Bolton come bugiardo e criminale. Attaccato la Corte Suprema. E per oggi ha programmato il primo grande rally da mesi per galvanizzare i suoi sostenitori a Tulsa in Oklahoma, minacciando chi pensasse di organizzare proteste. Ma i rally dei fedeli – che restano tanti, con una quasi unanimità tra i repubblicani - potrebbero non bastare da soli a fare i conti con le radici più profonde in realtà alle spalle del declino, con la sua crisi di leadership e credibilità. Sotto i riflettori è la risposta della Casa Bianca, criticata come inadeguata e intesa a dividere il Paese, all'intreccio di due drammi: la pandemia e i suoi diffusi danni economici; e le tensioni razziali e sociali dopo le recenti, brutali uccisioni da parte della polizia di cittadini afroamericani.

Appelli a riforme e giustizia, largamente inascoltati da un'amministrazione che propugna “legge e ordine”, hanno trovato nuova eco ieri, in occasione della giornata del Juneteenth, che celebra l'emancipazione degli ultimi schiavi in Texas, ormai rispettata da gran parte della Corporate America.

Quando anche Facebook si schiera

In un sintomo dell'inquietudine crescente per Trump tra le imprese Facebook, finora tollerante dei suoi messaggi controversi, ha cancellato una pubblicità della campagna elettorale del Presidente per dichiarare organizzazione terrorista il movimento Antifa, che sostiene inciti a manifestazioni e violenze. Il problema è che faceva ricorso a un simbolo nazista, il triangolo rosso capovolto cucito sulle maniche dei prigionieri politici nei campi di concentramento.

La pandemia sgonfia l’ottimismo ufficiale

La pandemia stringe intanto nuovamente d'assedio la Casa Bianca: le infezioni da coronavirus, smentendo l'ottimismo ufficiale, sono in crescita a volte rapida in una ventina di stati a cominciare da alcuni che hanno riaperto aggressivamente, dalla Florida al Texas dove lo stesso governatore repubblicano ha autorizzato le località a richiedere mascherine. Apple ha nuovamente chiuso negozi in quattro stati. Né miglioramenti nell'economia cancellano traumi duraturi e rischi, soprattutto sul mercato del lavoro. Le richieste di nuovi sussidi di disoccupazione sono ormai sopra il milione da 13 settimane, con 1,5 milioni di domande negli ultimi sette giorni contro previsioni di 1,3 milioni.

Biden conta su donne, giovani, anziani e minoranze

È tutto questo che si riflette nei sondaggi. Il sito specializzato FiveThirtyEight vede Biden davanti a Trump di 9,2 punti, 50,5 a 41,3%, con vantaggi, seppure inferiori, in stati combattuti quali Michigan, Wisconsin, Arizona, Minnesota. Abbastanza per assicurarsi al momento 368 voti elettorali contro i 170 di Trump. E Fox News, vicina ai repubblicani, dà in testa Biden di dodici punti rispetto agli 8 punti del mese scorso, grazie al consenso di donne, giovani, afroamericani, anziani e indipendenti. Solo se il desiderio di cambiamento darà corpo nelle urne al sogno di Biden, quello di Trump d'essere rieletto potrebbe però trasformarsi in miraggio.

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