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Usa, 6,6 milioni di richieste di sussidi di disoccupazione in una settimana

Nuovo record, dieci milioni di domande in 14 giorni, più che in sei mesi di grande recessione. La California guida la drammatica classifica

di Marco Valsania

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(AFP)

Nuovo record, dieci milioni di domande in 14 giorni, più che in sei mesi di grande recessione. La California guida la drammatica classifica


2' di lettura

NEW YORK - La disoccupazione negli Stati Uniti esplode a nuovi, drammatici record, con la pandemia da coronavirus che ha paralizzato gran parte delle imprese e dei settori. La scorsa settimana 6,648 milioni di americani hanno presentato domanda di sussidi dopo aver perso l’impiego. Con gli oltre 3,3 milioni di sussidi richiesti nei sette giorni precedenti, in sole due settimane dieci milioni di lavoratori hanno perso un’occupazione, con ondate di licenziamenti e sospensioni da lavoro da ristoranti e teatri a grandi magazzini e aziende manifatturiere.

California, triste primato

La California ha guidato questa classifica negativa registrando 878mila domande; la Pennsylvania con 405mila, New York con 366mila e il Michigan 311mila. In 15 giorni, in un segno della straordinaria rapidità con la quale è precipitata la crisi, sono scattate più domande di sussidi che nei sei mesi iniziali della grande recessione e debacle finanziaria di dodici anni or sono. I numeri degli ultimi sette giorni sono stati anche molto superiori ad attese già preoccupanti, in media attorno ai 3,1 milioni. Citigroup aveva calcolato circa 4 milioni.

Decine milioni di impieghi persi

Il collasso non è finito. Decine di milioni di impieghi potrebbero essere andati persi e andare ancora persi in pochissimo tempo a causa dell'effetto shock della pandemia sul business. Secondo ricercatori della Federal Reserve fino a 47 milioni di americani potrebbe perdere il lavoro, spesso nelle occupazioni più esposte e fragili quali quelle della gig economy.
Il tasso di disoccupazione, stando a stime con ampi margini di oscillazione, potrebbe impennarsi fino a percentuali comprese tra il 10-15% e oltre il 30-40 per cento. Venerdì 3 aprile viene comunicato il dato mensile sulla disoccupazione di marzo ma dovrebbe essere ancora molto meno rivelatore delle più recenti statistiche sui sussidi: le informazioni sono state infatti rilevate nella prima metà del mese scorso, vale a dire prima della paralisi dell'economia, e potrebbero mostrare un declino di forse 145.000 posti, ponendo ufficialmente fine a anni di continua crescita occupazionale ma ben distanti dal mostrare appieno il collasso in corso.

Pil fermo al 90%

Oggi il 90% del Pil statunitense e quasi l’80% della popolazione statunitense è di fatto in quarantena, soggetti a restrizioni sanitarie e chiusure di attività non essenziali. Gli Stati Uniti hanno circa 220mila casi di Covid-19 e oltre cinquemila vittime, con previsioni governative di fino a 240mila decessi nelle prossime settimane e mesi che ne fanno un nuovo epicentro della pandemia. Per soccorrere l’economia, dopo tre legislazioni d'emergenza tra le quali un piano da duemila miliardi appena varato per rafforzare sussidi, e redditi familiari e salvare grandi e piccole aziende, una quarta iniziativa è allo studio del Congresso e della Casa Bianca.

Nuovi piani di aiuti

Potrebbe essere preparato un ulteriore progetto di sostegno agli americani da centinaia di miliardi e, per il futuro, un programma da duemila miliardi di grandi opere pubbliche infrastrutturali suggerito dallo stesso Presidente Donald Trump destinato a creare posti di lavoro, come nel New Deal in risposta alla Grande Depressione. Non è chiaro infatti - anche qualora passasse il trauma più grave della pandemia, un momento ancora lontano - quanto rapidamente potrà scattare una ripresa dell’economia e un recupero del mercato del lavoro.

Riproduzione riservata ©
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    Marco ValsaniaGiornalista

    Luogo: New York, Usa

    Lingue parlate: Italiano, Inglese

    Argomenti: Economia, politica americana e internazionale, finanza, lavoro, tecnologia

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