Nuovo caso George Floyd

Usa, agente uccide afroamericano: guerriglia e coprifuoco a Minneapolis

Un poliziotto, durante un controllo stradale, spara a un ragazzo con alcuni piccoli precedenti. Esplode la protesta: il sindaco decide di chiudere la città

La polizia uccide un altro afroamericano a Minneapolis, nuove proteste

3' di lettura

Scene di guerriglia urbana a Minneapolis, dove è riesplosa la rabbia della comunità afroamericana contro la polizia. Tanto che il sindaco ha dovuto ordinare il coprifuoco. A scatenare la notte di violenze è stata l’uccisione di un ragazzo di 20 anni che, a bordo della sua auto, era stato fermato da una pattuglia per un controllo. Nel video shock diffuso dalle forze dell’ordine si vede come un agente per evitare la fuga del ventenne gli spari a bruciapelo dentro l’abitacolo. Anche se i vertici del Dipartimento di polizia parlano di un clamoroso incidente: il poliziotto non avrebbe avuto l’intenzione di sparare, ma avrebbe scambiato per errore il taser con la pistola.

Daune Wright, nuovo caso George Floyd

Nella città già ferita dalla morte di George Floyd la tensione torna così alle stelle, col rischio di una vera e propria rivolta. E a innescare la miccia potrebbe essere proprio la sentenza del processo Floyd contro l’ex agente Derek Chauvin, col dibattimento che si avvia verso le battute finali. Secondo le prime ricostruzioni della vicenda il ventenne Daunte Wrigth, che era in auto con la fidanzata nell’area di Brooklyn Center, un sobborgo di Minneapolis, è stato fatto scendere dagli agenti che durante il controllo avrebbero scoperto come su di lui pendesse un mandato di cattura. Un provvedimento spiccato all’inizio di questo mese per non essersi presentato nell’aula di tribunale dove avrebbe dovuto rispondere di un paio di reati minori, tra cui il trasporto di una pistola senza autorizzazione. Quando i poliziotti hanno tentato di ammanettarlo per portarlo via Daunte, come si vede nel video, con uno scatto è riuscito a rientrare in auto per sottrarsi all’arresto. A quel punto, dopo alcuni secondi molto concitati, un agente che puntava una pistola contro il ragazzo ha esploso un solo colpo prendendolo in pieno. Il ventenne è riuscito comunque a ripartire, anche se la fuga è terminata pochi isolati dopo, con la corsa finita contro un altro veicolo. Quando i soccorsi sono arrivati Daunte era già morto, mentre la ragazza che era con lui è rimasta ferita nello scontro.

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L’ultima telefonata alla madre

Drammatica la testimonianza della madre che, in lacrime, ha raccontato come il figlio l’abbia chiamata appena fermato dagli agenti per chiedere informazioni sull’assicurazione dell’auto. Auto che gli era stata regalata appena due settimane fa. La donna, senza rendersene conto, ha praticamente assistito in diretta telefonica alla fine del figlio. Appena diffusasi la notizia centinaia di persone si sono riversare per le strade di Brooklyn Center per protestare. Una protesta che presto si è trasformata in scontri e tafferugli, con lancio di pietre e bottiglie contro la polizia che a sua volta ha usato proiettili di gomma e gas lacrimogeni per tenere a bada la folla inferocita.

La città brucia, il sindaco ordina il coprifuoco

Un centro commerciale della zona è stato preso d’assalto e almeno 20 esercizi commerciali sono stati vandalizzati. I momenti di maggior tensione quando i manifestanti hanno circondato la sede del Dipartimento di polizia di Brooklyn Center, con gli agenti in tenuta antisommossa che a fatica sono riusciti a difendere il presidio. Le autorità cittadine sono state quindi costrette a proclamare il coprifuoco fino alle 6 del mattino, mentre tutte le scuole dell’area sono rimaste chiuse per precauzione. Intanto, a pochi chilometri di distanza, dove si trova il tribunale del processo Floyd, i rappresentanti della difesa dell'agente Chauvin hanno chiesto al giudice di isolare i componenti della giuria, tenendoli all’oscuro del proteste per evitare che ne siano influenzati. Ma il giudice ha respinto la richiesta, annunciando come lunedì prossimo dovrebbero partire le arringhe finali del processo. Intanto Minneapolis vive col fiato sospeso.

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