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In Usa indagine su Instagram ed effetti sui più giovani. Meta: «Accuse false»

Il procuratore di New York, Letitia James: «Zuckerberg e le sue società hanno messo i profitti sopra la sicurezza». Meta replica: «Non è vero, noi guida nella lotta al bullismo»

di Al.Tr.

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2' di lettura

Una coalizione bipartisan di procuratori generali di diversi stati americani ha avviato un'indagine per esaminare come Instagram - il colosso che fa capo a Meta - attira e ha effetto sui bambini e sui giovani. “Mark Zuckerberg e le società che guida hanno messo i profitti sopra la sicurezza, ma la nostra indagine cercherà di mettere fine a questo comportamenti. La nostra coalizione non esiterà a intraprendere qualsiasi azione necessaria per proteggere i bambini e i ragazzi dai danni che Instagram e altri social media rischiano di causare loro”, afferma il procuratore generale di New York, Letitia James. Il gruppo esaminerà le tecniche utilizzate dall'azienda per aumentare il coinvolgimento dei giovani utenti sulle piattaforme social. Ma Meta replica: «Queste accuse sono false, noi siamo stati una guida nella lotta al bullismo».

Meta: «Accuse false»

Queste accuse sono dimostrano che c'è un grande malinteso sui fatti. Mentre le sfide per tutelare i giovani online coinvolgono tutto il settore, noi siamo stati una guida nella lotta al bullismo e nel sostenere le persone in difficoltà con pensieri suicidi, di autolesionismo e disturbi alimentari”.È la risposta di Meta all’indagine Usa su Instagram. “Continuiamo a sviluppare nuove funzioni - prosegue il portavoce della società che fa capo a Zuckerberg - per aiutare chi potrebbe imbattersi in confronti sociali negativi o avere problemi con il proprio corpo. Tra queste “Prenditi una pausa”, una funzione che verrà introdotta prossimamente e modi per spingere le persone verso altri contenuti, nel caso siano bloccate su un solo argomento. Continuiamo a sviluppare strumenti di controllo e supervisione per i genitori - conclude la nota - e stiamo valutando ulteriori soluzioni predefinite in grado di fornire agli adolescenti esperienze adeguate alla loro età”.

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Facebook sapeva dei rischi per i giovani

Già lo scorso settembre il Wall Street Journal aveva svelato come Facebook fosse già a conoscenza della pericolosità di Instagram per la salute mentale di ragazzi e ragazze e non avesse preso alcun provvedimento in merito. Secondo alcune ricerche commissionate proprio da Menlo Park, infatti, una ragazza su tre in possesso di un account Instagram sviluppa disturbi di percezione del proprio corpo.

Stop a “Instagram Kids”

Dopo l’inchiesta del Wsj, Zuckerberg si era difeso affermando che in realtà il social «non è tossico per gli adolescenti», ma il capo di Instagram, Adam Mosseri, ha annunciato la sospensione del progetto Instagram Kids, una versione dell’app per minori di 13 anni alla quale la società stava lavorando, insieme all’adozione di una serie di nuovi strumenti per il parental control. Una decisione che sembrava aver placato le polemiche sulla sicurezza, ma certamente l’indagine dei procuratori Usa ora riapre la questione.

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