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Usa, all’ultimo dibattito Dem scintille tra Warren e Sanders

Un sondaggio della scorsa settimana di Cnn a Des Moines, la capitale dello Iowa, indica che il 45% degli iscritti al partito che parteciperanno alle assemblee per votare il candidato dem, sono ancora indecisi su chi sostenere. Sanders sembra leggermente favorito

di Riccardo Barlaam


Schiaffo a Biden, Obama apre a Elizabeth Warren

3' di lettura

NEW YORK - L’Iran, la politica estera dell’amministrazione Trump e un teatrino sulla possibilità di un donna alla Casa Bianca hanno tenuto il centro della scena all’ultimo dibattito televisivo tra i sei candidati democratici prima dei caucus nello Iowa il 3 febbraio, lo stato americano che dà il via alle primarie. I sei candidati sono Bernie Sanders, John Biden, Elizabeth Warren, Pete Buttigieg, Amy Klobuchar e Tom Steyer. Mike Bloomberg, ultimo degli entrati nella corsa per la nomination, si presenterà più avanti alle primarie al supermartedì ai primi di marzo nel quale si voterà da diversi Stati.

Gli ultimi sondaggi tra gli iscritti al Partito Democratico nello Stato del Midwest, prima del dibattito di ieri sera, davano quattro favoriti: Sanders, Biden, Warren e Buttigieg. Un sondaggio della scorsa settimana di Cnn a Des Moines, la capitale dello Iowa, indica che il 45% degli iscritti al partito che parteciperanno alle assemblee per votare il candidato dem, sono ancora indecisi su chi sostenere. Sanders sembra leggermente favorito.

Un’altra rilevazione della Mommouth University pone invece Biden al primo posto. L’ex vice di Obama, che nel dibattito televisivo di ieri è sembrato piuttosto spento ed è rimasto piuttosto in ombra.

Warren e Sanders sono stati forse i più incisivi nel botta e risposta sulla possibilità di una donna alla Casa Bianca. La senatrice del Massachusetts ha attaccato il senatore del Vermont per la frase: una donna non potrà mai sconfiggere Trump per la presidenza degli Stati Uniti.

Sanders ha negato di aver mai pronunciato quella frase e ha spiegato. «Dopo che verrà scelto il candidato per battere Trump lo sosterrò pienamente, sia esso un uomo o una donna, per sconfiggere il peggiore presidente della storia degli Stati Uniti», ha detto Sanders, aggiungendo: «Spero naturalmente di essere io».

La senatrice Warren lo ha ripreso dicendo che «su sei candidati presenti al dibattito, i 4 uomini sono stati battuti dieci volte alle elezioni negli ultimi 30 anni da candidati repubblicani», prima di fare un endorsement all’altra candidata presente: «Le uniche persone su questo palco che hanno vinto tutte le elezioni in cui sono state candidate sono donne: Amy e io».

Il dibattito televisivo è avvenuto in un momento di estrema volatilità negli Stati Uniti con le tensioni per la crisi con l’Iran dopo l’uccisione del leader militare Qassem Soleimani e con il processo di impeachment che sta per cominciare al Senato.

I democratici si sono divisi quando si è parlato di politica estera, dell’invio di nuove truppe in Medio Oriente, del raid deciso da Trump per uccidere Soleimani senza l’autorizzazione del Congresso.

Su posizioni pacifiste Sanders, che ha paragonato la guerra in Iraq a quella del Vietnam: «Decise entrambe su una base di bugie». Buttigieg e Klobuchar si sono detti contrari a una guerra con l’Iran ma favorevoli a misure per evitare che Teheran possa avere delle armi nucleari.

Sono emerse posizioni differenti sul nuovo accordo commerciale tripartito con Canada e Messico, sul sistema sanitario per tutti, sulla lotta al cambiamento climatico con il fantasma di Trump che aleggiava sempre nel dibattito.

Il momento forse più animato della serata è stato quando il moderatore ha formulato la stessa domanda ai sei candidati: chi tra voi è il candidato migliore per sconfiggere Trump? Biden senza indugi si è detto pronto per un faccia a faccia con il tycoon: «Saprò come metterlo alle corde», ha detto.

Al termine le telecamere della Cnn hanno mostrato un particolare: Warren e Sanders dopo le scintille si sono lasciati senza stringersi la mano con il labiale che mostrava fuori audio parole apparentemente concitate. Buttigieg, per la prima volta apparso sottotono davanti alle telecamere, ha lanciato un auspicio in chiusura condiviso da tutti: «È il momento di gettare il trumpismo nella spazzatura».

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    Riccardo Barlaamcorrispondente da New York

    Luogo: New York, USA

    Lingue parlate: inglese, francese

    Argomenti: economia, finanza e politica internazionale

    Premi: Premio Baldoni (2008), Harambee (2013), Overtime Film Festival (2017)

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