RESPINTO IL RICORSO IN PENNSYLVANIA

Usa, anche la Corte Suprema dice “no” a Donald Trump

Respinto il ricorso dei Repubblicani in Pennsylvania. La decisione è stata presa all'unanimità dai nove giudici, compresi quelli nominati da Trump

di Redazione Esteri

(EPA)

2' di lettura

La Corte Suprema statunitense, nonostante la forte maggioranza conservatrice, ha respinto l'ultimo ricorso dei repubblicani che chiedevano di annullare la certificazione della Pennsylvania della vittoria di Joe Biden. La decisione è stata presa all'unanimità dai nove giudici, compresi quelli nominati dal presidente uscente Trump. Decisione presa all'unanimità dai nove giudici, compresi quelli nominati dal presidente uscente.

Biden giurerà in gennaio

Le elezioni sono finite, Joe Biden ha vinto e giurerà come presidente in gennaio”: così il portavoce di Joe Biden, Mike Gwin, ha commentato la decisione della Corte suprema Usa di respingere la richiesta dei repubblicani di bloccare in Pennsylvania la certificazione del voto a favore di Biden.Il rappresentante repubblicano degli Stati Uniti in Pennsylvania nord-occidentale, Mike Kelly, e altri ricorrenti avevano chiesto ai giudici di intervenire dopo che la Corte suprema dello Stato aveva respinto il loro caso.

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I repubblicani sostenevano che la legge espansiva del voto per corrispondenza della Pennsylvania fosse incostituzionale perché sarebbe stato necessario un emendamento costituzionale per autorizzarla. Trump e i suoi alleati hanno perso più di 40 volte nei tribunali federali e statali, ciò nonostante il procuratore generale del Texas, Ken Paxton, ha fatto ricorso alla Corte Suprema americana contro Georgia, Michigan, Pennsylvania e Wisconsin. Il procuratore texano accusa questi Stati, vinti da Biden, di avere violato la Costituzione in relazione alle modifiche apportate alle procedure elettorali vista la pandemia da coronavirus.

Paxton ha chiesto alla Corte Suprema di invalidare i 62 voti dei relativi collegi elettorali e di rinviare la riunione del 14 dicembre, data entro la quale è prevista l'elezione formale del presidente.

Le false accuse di irregolarità

La causa ripete numerose accuse false, confutate e non supportate di voto per corrispondenza e votazioni illegali in Georgia, Michigan, Pennsylvania e Wisconsin tanto che l'avvocato generale del Texas Kyle Hawkins non ha firmato il ricorso.

Tuttavia Trump è riuscito a usare le sue rimostranze, sempre risultate infondate, per costruire un nuovo consenso politico. Il presidente ha già raccolto più di 170 milioni di dollari da quando ha perso contro Biden, chiedendo donazioni per un 'fondo per la difesa elettorale'. La maggior parte di queste risorse verrà utilizzata per la sua carriera politica post-presidenziale: il Comitato di azione politica fondato da Trump già denominato Save America.


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