dopo i pacchi a obama, clinton, soros

Usa, arrestato l’Unabomber: è un fan di Trump. Il presidente: no alla violenza politica

di Redazione online

Usa, trovati altri 2 pacchi bomba


3' di lettura

Continuano l’indagini sui pacchi bomba indirizzati a «oppositori di Trump» negli Stati Uniti. A finire in manette ieri è stato Cesar Sayoc, 56enne della Florida, con l’accusa di avere inviato almeno 13 ordigni esplosivi. L’ultimo pacco bomba, il 14esimo, era indirizzato - secondo quanto ha riferito la Cnn - al donatore dei democratici Tom Steyer, ma è stato intercettato dall'Fbi. Sayoc
rischia sino a 48 anni di carcere per cinque reati federali, tra cui l'invio di sostanze esplosive e minacce ad ex presidenti (Obama e Clinton). Gli ordigni trovati finora nei pacchi sospetti «non erano finti ma contenevano materiale
potenzialmente esplosivo», ha rivelato il direttore dell'Fbi Chris Wray, ammonendo che potrebbero essercene altri in circolazione.

Il movente? Ancora troppo presto per parlarne, ha aggiunto. Sayoc ha alle spalle una storia piena di precedenti penali e almeno 8 arresti, non solo per furto, frode e droga ma anche per una minaccia bomba nel 2002 (un anno e mezzo con lan condizionale). Risulta registrato come repubblicano. Unam cinquantina di agenti lo ha arrestato in un parcheggio nel suom furgone bianco, dove viveva dopo che i genitori lo hanno cacciato da casa. Un furgone tappezzato di foto di Trump, simboli della presidenza Usa, bandiere americane, slogan contro i «media
disonesti” e un adesivo offensivo verso la Cnn, destinataria di due pacchi esplosivi e uno dei bersagli preferiti del tycoon, come tutti quelli cui erano indirizzati gli ordigni sospetti per posta: da Barack Obama a Hillary Clinton, dall'ex capo della Cia John Brennan al premio Oscar Robert De Niro.


Loading...
Usa, arrestato il sospetto Unabomber

Trump: la violenza politica non è consentita, ma i media strumentalizzano
La «violenza politica non deve mai essere consentita» negli Stati Uniti. Lo afferma il presidente americano, Donald Trump, lodando le forze dell'ordine
per aver catturato l'Unabomber che ha inviato pacchi bomba a
esponenti democratici. L’inquilino della Casa Bianca non ha però risparmiato una steccata ai media, rei di «strumentalizzare» le azioni dell’Unabomber in chiave politica. Il caso è motivo di un ovvio imbarazzo per il presidente, che poche ore prima dell'arresto sembrava aver abbracciato la teoria cospirativa alimentata da opinionisti di destra, secondo cui si trattava di «bombe false» e di una campagna democratica per sabotare il Grand Old Party. «I repubblicani stanno facendo così bene nel voto anticipato e nei sondaggi, ed ora accade questa cosa della 'Bomba' e il momento favorevole frena. Le notizie ora
non parlano di politica. Molto spiacevole quello che sta succedendo. Repubblicani, uscite e votate!», aveva twittato.

Dopo la svolta però, Trump è stato costretto a correggere il tiro. «Li perseguiremo, lui, lei, chiunque possa essere, con la massima severità prevista dalla legge», ha promesso alla Casa Bianca, ringraziando l'Fbi per il lavoro «incredibile» e «rapido». «Non consentiremo mai che la violenza politica si
radichi in America e sono impegnato a fare tutto ciò che è in mio potere come presidente per fermarla, e per fermarla ora», ha aggiunto, rilanciando la necessità di unire il Paese. Ma è lo stesso refrain che ripete da giorni, salvo poi
smentirsi su Twitter e nei comizi, attaccando violentemente i suoi oppositori e i media. Da accertare ancora se l'arrestato è un 'lone wolf', un lupo solitario che ha agito da solo, come pare, o se abbia dei complici. Se però fosse confermato il suo
profilo di supporter fanatico di Trump, democratici e media liberali avrebbero gioco facile a ribadire che la retorica incendiaria del tycoon può essere pericolosa.

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti