disoccupazione al minimo storico

Usa, le aziende si rubano il personale a suon di aumenti e benefit

dal nostro corrispondente Riccardo Barlaam

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3' di lettura

NEW YORK - Piena occupazione, Pil in crescita oltre il 4%, Wall Street che continua a ritoccare i record, la Fed che può alzare i tassi senza troppi patemi. Scoppia di salute l’economia americana e il “problema” del momento è la difficoltà delle aziende a reperire personale. Un problema particolarmente acuto nel retail. Già da qualche settimana molte big company hanno lanciato un allarme per la carenza di lavoratori temporanei. Da qui, annunci roboanti, campagne di marketing aggressive e, ovviamente, aumenti di salari accompagnati da ogni tipo di benefit.

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Gli Stati Uniti viaggiano verso la piena occupazione, con l'economia che cresce oltre il 4 per cento, Wall Street che continua a ritoccare i record, la Fed che rialza i tassi e il rendimento dei Bond decennali ai massimi da sette anni. L'altra faccia della medaglia è che le aziende americane non riescono a trovare tutti i lavoratori stagionali di cui hanno bisogno: il tasso di disoccupazione a livelli storicamente molto bassi unito alle ottime stime sulle vendite per l'imminente periodo di shopping del black Friday e delle festività fa sì che già da qualche settimana molte big company hanno lanciato un allarme per la carenza di lavoratori temporanei. Non riescono a trovarli. Così fanno a gara a chi offre di più. Tra annunci roboanti, campagne di marketing aggressive, salari più elevati e benefit vari per conquistare i temporary workers. “Cerchiamo fashion lovers” recita lo slogan della catena di abbigliamento Express. Lego per i suoi store è alla ricerca di addetti “entusiasti e pieni di energia”. Mentre la catena di negozi di sportswear e outdoor L.L. Bean invita a unirsi “al team di outsiders”, gente fuori dagli schemi.

Insomma le catene di retail e di fast food che caratterizzano il panorama urbano americano sono alla ricerca disperata di personale. Oltre alle pubblicità, le aziende ricorrono a piccoli incentivi. Così se Macy's alla paga per i lavoratori a termine aggiunge anche una “card” per i regali di natale, Mc Donald's promette cibo gratis ai suoi lavoratori, ma anche un bonus di 50 dollari per acquistare l'abbonamento Metro Card per i mezzi pubblici. La catena di supermercati Target offre, oltre allo stipendio, una carta regalo da 500 dollari o una vacanza a Miami o a New York. La catena di abbigliamento Gap propone sconti del 50% ai dipendenti a termine e un servizio di baby sitting aziendale. Walmart, la prima catena retail americana (e mondiale) “regala” agli stagionali la toeletta per i cani o l'abbonamento per la palestra.

Accanto ai bonus sono aumentati anche gli stipendi. Qualche giorno fa Amazon ha annunciato che dal primo novembre alzerà a 15 dollari l'ora il salario minimo dei suoi 350mila dipendenti americani, compresi quelli della catena di supermarket Whole Foods da poco acquisita. Target ha alzato la paga base a 12 dollari l'ora. Secondo una ricerca della società specializzata Snag, le catene della grande distribuzione e i fast food in media dallo scorso anno hanno alzato i salari base dei lavoratori a termine del 54%. Ma evidentemente tutto questo non basta a soddisfare l'enorme domanda di stagionali.

Deloitte prevede un incremento delle vendite nelle prossime festività di circa il 6% rispetto allo scorso anno, con un giro d'affari di 1.100 miliardi di dollari favorito dal buon andamento dell'economia e dalla crescente capacità di spesa degli americani. Secondo Andrew Challenger, vice presidente della società di lavoro interinale Challenger, Gray e Christmas, nella prossima stagione natalizia ci sarà da parte delle società della grande distribuzione e della ristorazione veloce la maggiore domanda di personale a termine da 45 anni a questa parte, cioè dagli anni Settanta.

Tra novembre e gennaio negli Stati Uniti verranno assunti 700mila lavoratori a termine, con un incremento di occupati a tempo del 5% sul 2017, stando ai dati della società di ricerca specializzata Snag. La verità è che ora negli Stati Uniti molta gente sta meglio, e chi prima accettava di lavorare nel periodo natalizio per avere un piccolo reddito aggiuntivo, ora preferisce restarsene a casa. Una buona cosa per loro, evidentemente. Un grande problema per l'industria dei fast food e della grande distribuzione.

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