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Big Tech, antitrust Usa apre una grande inchiesta su Facebook, Google, Amazon e Apple

di Marco Valsania


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3' di lettura

New York - Il Dipartimento della Giustizia americano ha aperto una vasta e formale inchiesta antitrust nei confronti di Big Tech. L'obiettivo è stabilire se le pratiche di colossi del calibro di Facebook, Alphabet, Amazon e Apple danneggino la concorrenza. L'offensiva federale potrebbe aumentare esponenzialmente le già forti pressioni per maggiore trasparenza e nuove regolamentazioni del settore, progressivamente intensificatesi negli Stati Uniti come in Europa.

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Il focus delle nuove indagini, a prova dell’ampiezza delle preoccupazioni delle autorità, sono le piattaforme che dominano il segmento dei motori di ricerca come dell’e-commerce e dei social media. Funzionari del ministero hanno fatto capire che la nuova iniziativa intende andare più in profondità rispetto a precedenti sforzi di controllo e verifica del settore da parte delle authority, dello stesso Dipartimento della Giustizia e della Ftc che lo scorso febbraio ha dato vita a una task force sul tema. Le due autorità sono i principali organismi antitrust statunitensi. «Valuteremo le condizioni competitive nei mercati online», hanno ora indicato i funzionari governativi.

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Le ramificazioni delle indagini, secondo gli analisti, potrebbero portare alla luce anche ulteriori problematiche di rispetto di norme, regole e leggi da parte delle aziende, al di là cioè di violazioni antitrust in senso stretto. Responsabile di coordinare l'intera azione sarà il vice ministro Jeffrey Rosen, segno che le indagini verranno seguito ai massimo livelli dell'amministrazione.

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Per quanto riguarda comportamenti monopolstici, negli Usa erano già in preparazione inchieste in particolare su Google di Alphabet e l'attuale decisione rappresenta così un passo ulteriore nato su questa base. Sia la Ftc che il ministero avevano lasciato inoltre trapelare nei mesi scorsi di considerare una priorita' un giro di vite nelle verifiche sui giganti di Internet e dell'alta tecnologia, sul loro ruolo nell'economia digitale e sul loro effetto in relazione al clima di libera concorrenza. Il Dipartimento ha di recente dato seguito a simili preoccupazioni convocando e ascoltando privatamente esperti tech e critici delle grandi societa' del settore per accelerare i tempi del suo nuovo esame.

Il Ministero statunitense finora si è concentrato anzitutto oltre che su Google anche su Apple, ma opererà a questo punto in stretto coordinamento con la Ftc per espandere il raggio d'azione. La Ftc da parte sua ha acceso ad oggi i riflettori su Facebook e Amazon. È  possibile che le due authority in futuro si dividano le inchieste invece che aziende per diverse pratiche e tematiche, accentuando una cooperazione in passato rivelatasi a volte scarsa e aumentando la potenziale efficacia di sanzioni e raccomandazioni.
Facebook, uno dei gruppi maggiormente nel mirino, ha appena concordato di pagare alla Ftc una multa da circa 5 miliardi di dollari per passate violazioni della privacy emerse dallo scandalo di Cambridge Analytica. Nelle ultime ore e' emerso che come parte della sanzione concordata il chief executive Mark Zuckerberg dovrà certificare personalmente il rispetto di obblighi di protezione della privacy dei consumatori prescritti dalle agenzie federali. E l'azienda verserà infine una multa di cento milioni alla Sec per inadeguata trasparenza e comunicazione al mercato sempre delle pratiche di privacy.

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