ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùlavoro

Usa, brusca frenata nei nuovi impieghi mentre avanza la pandemia

Create 245.000 buste paga a novembre, la metà del previsto e il dato più debole da maggio. Oltre 10 milioni i senza lavoro. Tagli nel retail.

di Marco Valsania

Create 245.000 buste paga a novembre, la metà del previsto e il dato più debole da maggio. Oltre 10 milioni i senza lavoro. Tagli nel retail.


3' di lettura

Frena bruscamente la creazione di posti di lavoro negli Stati Uniti, segno del nuovo indebolimento della ripresa sotto i colpi della drammatica recrudescenza della pandemia. In novembre i nuovi impieghi sono stati 245.000, poco più della metà di quanto previsto dagli analisti e un dato nettamente inferiore alle (riviste) 610.000 buste paga create in ottobre e 711.000 in settembre.

Quinta frenata consecutiva del lavoro

Per il mercato del lavoro si tratta del quinto mese consecutivo in rallentamento – e il dato più debole da maggio, da quando il recupero occupazionale era iniziato. Il tasso di disoccupazione è ugualmente sceso al 6,7% dal 6,9% precedente ma rimane quasi doppio rispetto al 3,5% pre-crisi e non tiene contro degli americani scoraggiati che rinunciano a cercare lavoro svanendo dalle statistiche. Ad oggi solo poco più della metà dei posti persi a primavera a causa della pandemia, oltre 22 milioni, sono stati recuperati. All'appello mancano ancora almeno 9,8 milioni di posti dai livelli di febbraio. Il numero totale di senza lavoro è stimato dal governo in 10,7 milioni.

Loading...

Allarme per danni di lungo periodo

Gli allarmi per le profonde ferite della crisi, anzitutto sul mercato del lavoro, si sono moltiplicati. Il chairman della Federal Reserve Jerome Powell ha denunciato come un protratto sganciamento da una occupazione possa tradursi in danni permanenti per milioni di americani. Soccorsi straordinari governativi sono a loro volta incerti: numerosi programmi di aiuti sono in scadenza a fine anno, compresi sussidi federali d'emergenza per milioni di disoccupati, e il Congresso sta cercando di trovare un compromesso su un nuovo pacchetto immediato da 908 miliardi di dollari per superare almeno l'immediata emergenza. Il presidente eletto Joe Biden ha a sua volta lanciato appelli per interventi pubblici senza indugi e il suo Segretario al Tesoro entrante, Janet Yellen, ha parlato nei giorni scorsi di una nuova “tragedia americana”.

Il nodo dei disoccupati permanenti

Sintomo di queste ferite di periodo è il numero di americani che ha perso il posto in modo permanente. Nelle classificazioni del Dipartimento del Lavoro è salito a 3,7 milioni, in aumento di 2,5 milioni da febbraio a oggi. Il tasso di partecipazione alla forza lavoro scivolato al 61,5%, quasi due punti percentuali inferiore a febbraio. La disoccupazione colpisce inoltre anzitutto chi ha redditi inferiori: i posti considerati a basso salario sono nell'insieme calati del 20% da inizio anno stando ad alcuni studi.

Il riaggravarsi della pandemia

Le pressioni sul mercato del lavoro si sono moltiplicate davanti a nuovo aggravarsi della pandemia. Numerosi stati americani hanno reintrodotto di recente più severe precauzioni sanitarie e limitazioni alle attività, che potrebbero ostacolare il business, in risposta ai numeri record del coronavirus – sia nei casi che nei ricoveri e decessi – in attesa di vaccini la cui distribuzione nella popolazione in generale potrebbe richiedere ancora diversi mesi.

Retail in calo, manifatturiero delude

In novembre il pubblico impiego è diminuito di 99.000 posti, risentendo della perdita di 93.000 impieghi a causa della fine del censimento. Il settore retail ha eliminato 35.000 posti. La ristorazione ha perso altri 17.000 impieghi. Anche dove sono state create buste paga, le cifre hanno deluso: il manifatturiero, guidato dall'auto, ha riportato 27.000 assunzioni nette, meno di quanti ipotizzati. E l'ospitalità 31.000, un calo del 90% rispetto al mese precedente e tuttora in debito di 3,4 milioni di posti rispetto a febbraio. Le costruzioni hanno creato 27.000 impieghi, i servizi professionali 60.000 (metà temporanei), la sanità 47.000. Sono invece aumentati in modo robusto gli impieghi in alcuni, particolari settori: trasporti e impieghi nei magazzini, sostenuti dal boom dell'e-commerce, hanno dato vita a 145.000 impieghi.

Riproduzione riservata ©
  • default onloading pic

    Marco ValsaniaGiornalista

    Luogo: New York, Usa

    Lingue parlate: Italiano, Inglese

    Argomenti: Economia, politica americana e internazionale, finanza, lavoro, tecnologia

Per saperne di più

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti