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Commercio: Usa, Canada e Messico firmano il testo definitivo del nuovo accordo Usmca

Un successo per il presidente Trump che ha preteso di riscrivere un accordo, il Nafta, che aveva favorito le delocalizzazioni delle aziende Usa in Messico attirate dalle condizioni di lavoro più favorevoli. L’ok anche dai democratici dopo le modifiche al testo per incoraggiare la produzione negli Usa e migliorare le retribuzioni dei lavoratori

dal nostro corrispondente Riccardo Barlaam


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Da sinistra, Chrystia Freeland, Jesus Seade e Robert Lighthizer (Reuters)

4' di lettura

NEW YORK - L’accordo sul testo definitivo dell’Usmca, il nuovo trattato commerciale tra Stati Uniti, Canada e Messico, è stato finalmente raggiunto. L’ultimo via libera è arrivato dalla Camera a maggioranza democratica. La Casa Bianca puntava a raggiungere questo risultato entro la fine dell’anno. Ma non era scontato. I  democratici, con la speaker Nancy Pelosi in prima fila, hanno accettato di approvare il nuovo accordo commerciale in cambio di diverse modifiche al testo per incoraggiare la produzione automobilistica negli Stati Uniti e migliorare le retribuzioni dei lavoratori.

Via libera al testo definitivo
Nella stessa giornata a Città del Messico si è svolta la cerimonia ufficiale per firmare finalmente il testo definitivo del nuovo trattato alla presenza del presidente Andres Manuel Lopez Obrador, del vice primo ministro canadese Chrystia Freeland (che aveva seguito le negoziazioni con Trump lo scorso anno), del Rappresentante al commercio Usa Robert Lighthizer, dell’omologo messicano Jesus Seade e del consigliere della Casa Bianca, il genero del presidente, Jared Kushner.

Nonostante le criticità rilevate dall'amministrazione americana, il primo Nafta in questi anni ha fatto crescere enormemente l'integrazione economica tra le tre nazioni. Il nuovo accordo commerciale, come detto, si chiama United States, Mexico, Canada Trade Agreement, o Usmca e rimpiazzerà, appunto, il North American Free Trade Agreement (Nafta), il patto del 1994 che ha portato gli scambi commerciali tra i tre paesi a 1.200 miliardi di dollari l’anno.

Successo per Trump
Il presidente Donald Trump ha lanciato le negoziazioni per riscrivere il Nafta nel suo primo anno alla Casa Bianca. Ha rispettato la promessa elettorale di rivedere «il peggiore accordo commerciale di sempre» per gli Stati Uniti. Ma non è stato facile convincere i leader di Canada e Messico, riluttanti davanti alle richieste del loro maggior partner commerciale di rivedere i termini dell’intesa. I negoziati con il Canada e il Messico, con diversi round, sono andati avanti per oltre un anno senza nessun risultato, fino all’autunno 2018 quando si arrivò all’accordo dei tre paesi sul primo testo. Ora dopo un anno con il testo definitivo rivisto dai rispettivi parlamenti si è giunti alla firma definitiva.

Si tratta del primo grande successo per Trump nella sua battaglia unilaterale protezionistica. Su Twitter subito il presidente ha rimarcato questo risultato. «L’accordo commerciale Usmca va bene. Sarà il migliore e più importante accordo commerciale mai stipulato dagli Usa. Buono per tutti - agricoltori, industria manifatturiera, settore energetico, sindacati» ha twittato. «La cosa più importante è che finalmente abbiamo eliminato il peggior trattato per il nostro paese, il Nafta!».

Più di un anno di trattative
Negli Stati Uniti per arrivare a un accordo definitivo sull’Usmca c’è voluto oltre un anno, per le modifiche richieste dai democratici e dai sindacati che hanno preteso e alla fine sono riusciti a modificare l’impianto originario del primo accordo raggiunto nell’autunno 2018.

L’annuncio del 10 dicembre segue poi settimane di intense negoziazioni con il Messico sulle proposte americane di rivedere le regole legate alla produzione e all’export di acciaio e alluminio, di farmaci e servizi legati a internet, oltre alle nuove regole sul lavoro. «Siamo riusciti infine ad arrivare a un accordo. E siamo convinti che è un buon accordo per il Messico, come lo è per il Canada e per gli Stati Uniti», ha detto il presidente Lopez Obrador.

Anche la speaker della Camera Nancy Pelosi annunciando l’intesa sul testo definitivo dell’accordo ha detto «che non c’è dubbio che questo trattato commerciale sia molto meglio del Nafta», ma la versione che è uscita dalla Camera, ha spiegato «è infinitamente migliore di quella iniziale proposta dall’amministrazione». L’annuncio di Pelosi è arrivato nello stesso giorno in cui alla Camera, la Commissione giustizia ha presentato i due articoli con cui accusa di impeachment il presidente Donald Trump per abuso di potere e ostruzionismo della Camera sulla questione dell’Ucrainagate.

Il vecchio Nafta va in pensione
Il Nafta vecchio di 25 anni va dunque in pensione. L’accordo aveva eliminato gran parte dei dazi e delle barriere commerciali tra Stati Uniti, Messico e Canada. I critici dell’accordo Nafta, compreso Trump, ma anche i sindacati e molti parlamentari democratici, lamentavano il fatto che il patto commerciale in questi anni è stato un “job killer” per gli Stati Uniti, ha causato la perdita di tanti posti di lavoro perché ha incoraggiato le fabbriche a delocalizzare oltre il confine sud per capitalizzare i minori costi del lavoro messicani e rispedire poi le merci negli Stati Uniti “duty free” senza nessun tipo di ritorno per il paese.

Il nuovo accordo è più protezionista e rispetta maggiormente le condizioni dei lavoratori. Nancy Pelosi è convinta che non dividerà il suo partito come era stato con il Nafta. Dello stesso avviso i sindacati . «Le nuove regole commerciali sono più giuste per la classe lavoratrice e hanno creato un nuovo standard di riferimento per le future negoziazioni commerciali», ha detto Richard Trumka, presidente del sindacato Afl-Cio. «Il presidente Trump ha aperto i negoziati ma la classe lavoratrice lo ha concluso».

Giudizio positivo dalle imprese
Anche i gruppi imprenditoriali salutano l’intesa con favore, come la Camera di Commercio americana: «Crediamo che l’approvazione finale di questo accordo raggiunta su una base bipartisan arriverà per la fine dell’anno, e ne beneficeranno in maniera particolare gli agricoltori, le industrie manifatturiere e le piccole aziende», ha scritto in una nota Thomas Donohue, ceo della Us Chamber of Commerce.

Il nuovo accordo commerciale contiene delle norme pensate per riportare le aziende manifatturiere negli Stati Uniti. Per esempio, prevede che il 40-45% delle auto siano prodotte in stabilimenti che pagano gli operai almeno 16 dollari l’ora, cosa che avviene negli Usa, in Canada ma non in Messico. Per questo motivo lo scorso aprile il Messico ha approvato una riforma del lavoro che prevede, gradualmente, un aumento delle retribuzioni per gli operai messicani e anche il rispetto degli standard occidentali sulle condizioni di lavoro.

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    Riccardo Barlaamcorrispondente da New York

    Luogo: New York, USA

    Lingue parlate: inglese, francese

    Argomenti: economia, finanza e politica internazionale

    Premi: Premio Baldoni (2008), Harambee (2013), Overtime Film Festival (2017)

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