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Usa-Cina, sempre più lontane / Il protezionismo di Trump contro la globalizzazione di Xi

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(REUTERS)

La Cina continua a impersonare il ruolo di alfiere della globalizzazione, in particolare attraverso lo strumento della”Belt and Road Initiative”, che coinvolge 69 Paesi: è culminata nel Forum dello scorso maggio a Pechino, durante il quale sono stati firmati accordi di cooperazione con 68 Paesi in vari settori, dal commercio alla finanza e alle infrastrutture. I bracci finanziari della globalizzazione cinese sono l'Asia Infrastructure Investment Bank e il Silk Road Fund, a testimonianza dell'iperattivismo di Pechino nel cercare di aumentare il peso internazionale del Dragone.Dall'altra parte del Pacifico troviamo invece il protezionismo di Donald Trump, solo in parte ammorbidito dopo la visita del presidente statunitense in Cina lo scorso aprile (da cui è nato il piano dei “cento giorni” sui negoziati commerciali). Gli ultimi segnali non sono però confortanti, con Trump orientato a limitare le importazioni di acciaio e alluminio per ragioni di “sicurezza nazionale”: sarebbe un pessimo segnale verso Pechino, che ha negli Stati Uniti il primo mercato di sbocco del suo export.L'analisi di Fabiana Fedeli e Victoria Mio, portfolio manager di Robeco, sottolinea ancora una volta come una guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina rischi di rivelarsi pesantissima per entrambi i Paesi. Per gli States, in particolare, il pericolo è quello di una fiammata dell'inflazione e di un conseguente irrobustimento del dollaro. Le due analiste sottolineano inoltre come più voci negli Usa chiedano di riprendere i negoziati per il TPP (Trans-Pacific Partnership), interrotti da Trump nel gennaio scorso.

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