la difficile transizione

Usa, il Congresso aumenta le pressioni su Trump. Pence non esclude la rimozione

Secondo la Cnn il vicepresidente, che parteciperà alla cerimonia di insediamento di Joe Biden, non esclude il ricorso al 25mo emendamento per destituire Trump, se il presidente uscente dovesse dimostrarsi più instabile

Usa, Biden commenta l'attacco a Capitol Hill

3' di lettura

Il vicepresidente americano Mike Pence, che parteciperà alla cerimonia di insediamento del presidente eletto Joe Biden, non esclude il ricorso al 25mo emendamento per destituire Donald Trump, se il presidente uscente dovesse dimostrarsi «più instabile»: lo riporta la Cnn. Trump, però, sarebbe fiducioso sul fatto che Mike Pence non lo rimuoverà invocando il 25mo emendamento. Lo riporta l’agenzia Bloomberg citando alcune fonti, secondo le quali il presidente e alcuni dei suoi alleati sono anche convinti che i democratici si stiano spingendo troppo oltre con un possibile secondo impeachment che, a loro avviso, è difficile che passi in Senato.

Donald Trump starebbe comunque già lavorando alla sua squadra legale per difendersi da un impeachment, possibilità che è sempre sul tavolo, come testimoniato da una lettera della presidente della Camera Nancy Pelosi rivolta ai parlamentari Usa, ai quali ha chiesto di «essere pronti a tornare a Washington». Nella lettera, Pelosi non ha esplicitato con chiarezza le sue intenzioni, ma ha detto che il presidente deve essere ritenuto in qualche modo responsabile dei disordini scoppiati in Campidoglio lo scorso mercoledì, nei quali cinque persone hanno perso la vita, tra le quali un ufficiale di polizia. La presidente della Camera si sta comunque muovendo con cautela, dato che il presidente eletto Joe Biden ha chiarito che vuole che il partito si concentri sulla sua agenda e combatta il coronavirus piuttosto che perseguire un altro impeachment. Questa iniziativa, infatti, farebbe puntare i riflettori ancora una volta su Trump invece che sulla preparazione per l’imminente amministrazione di Biden. Inoltre la Camera avrebbe solo pochi giorni per agire prima dell'insediamento del nuovo presidente, e non è chiaro se il Senato potrebbe portare avanti un processo entro una settimana. Condannare Trump richiederebbe il sostegno di un numero significativo di senatori del partito repubblicano.

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Apple e Amazon rimuovono la app Parler

Intanto Apple e Amazon hanno rimosso la app Parler dai loro servizi, dopo che il social media è stato tra i più utilizzati per organizzare le rivolte di mercoledì al Campidoglio. Apple ha cancellato Parler dal suo App Store, mentre l'unità cloud di Amazon ha interrotto l'hosting della società di social media a partire da domenica sera. Le due tech company si sono quindi aggiunte a Google, che già venerdì aveva rimosso l'app dal suo Google Play Store, affermando che creava una «minaccia urgente e continua alla sicurezza pubblica». Parler, che è popolare tra i gruppi estremisti che cercano un'alternativa ai siti di social media più di utilizzati (come Facebook e Twitter), si descrive come un «social media senza pregiudizi e di libertà di parola incentrato sulla protezione dei diritti degli utenti» e prima della sua rimozione sabato era balzato in cima alle classifiche dell'App Store di Apple, diventando l'app gratuita più scaricata sullo store, classificandosi al 18 ° posto tra le app gratuite sull'App Store di Apple negli ultimi 90 giorni.

Il Papa: promuovere la riconciliazione e tutelare la democrazia

Sulla situazione americana è intervenuto anche papa Francesco nel corso dell’Angelus domenicale, rivolgendo «un saluto affettuoso al popolo degli Stati Uniti d'America, scosso dal recente assedio al Congresso». «Prego per coloro che hanno perso la vita, cinque, l'hanno persa in quei drammatici momenti e ribadisco - ha proseguito il Pontefice - che la violenza è autodistruttiva, sempre: nulla si guadagna con la violenza e tanto si perde». «Esorto le autorità dello Stato e l'intera popolazione a mantenere un alto senso di responsabilità al fine di rasserenare gli animi, promuovere la riconciliazione nazionale e tutelare i valori democratici radicati nella società americana», ha concluso Francesco.

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