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Usa-Corea, esercitazioni dopo quattro anni. Il Giappone valuta missili a lunga gittata

Intanto le forze armate cinesi il 22 agosto 2022 inizieranno una serie di esercitazioni a fuoco vivo in alcune aree del Mar Cinese orientale

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2' di lettura

Per la prima volta in 4 anni, Washington e Seul riprenderanno domani, in Corea del sud, le esercitazioni militari comuni, mentre cresce la minaccia nucleare nordcoreana e la Cina rafforza la sua presenza intorno a Taiwan.

Nelle manovre, che dureranno 11 giorni, coinvolgeranno jet, tank e migliaia di soldati, in una simulazione di conflitto contro il regime di Kim Jong Un.

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Le annuali esercitazioni estive, chiamate “Ulchi Freedom Shield”, erano state ridotte a video war game nel 2018 da Donald Trump, che dopo il suo primo incontro con Kim a Singapore aveva ordinato un ridimensionamento delle manovre comuni definendole costose e provocatorie.

La Cina fa esercitazioni a fuoco vivo

Domani 22 agosto 2022 le forze armate cinesi inizieranno una serie di esercitazioni a fuoco vivo in alcune aree del Mar Cinese orientale, non distanti dalle acque di Taiwan. Lo ha reso noto l’amministrazione cinese per la sicurezza marittima, riporta Tass. Le esercitazioni dureranno dalle 02 ora locale fino alle 16. Le autorità hanno annunciato il divieto di navigazione nelle aree designate. Le forze ei mezzi che saranno coinvolti nelle esercitazioni non sono specificati.

Il Giappone vuole missili in grado di colpire Cina e Corea del Nord

Il governo giapponese sta valutando un aggiornamento dei sistemi di missili a lungo raggio per tenere il passo con quella che viene considerata la sempre crescente minaccia dalla vicina Cina. Lo anticipa il giornale Yomiuri Shimbun, che cita fonti non identificate, spiegando che l’esecutivo guidato dal premier conservatore Fumio Kishida intende dotarsi di missili nave-terra per estendere la gittata dagli attuali 100 chilometri a circa 1.000 chilometri, considerati sufficienti a raggiungere le aree costiere della Cina e della Corea del Nord.

Ulteriori investimenti dovrebbero essere comunque realizzati per consentire alle navi e agli aerei giapponesi per poter utilizzare i nuovi apparati, e in grado di colpire obiettivi terrestri, riferisce il quotidiano, che specifica come i missili sarebbero schierati nella regione sud-occidentale del Kyushu e nelle isole che costeggiano Taiwan.

Il progetto rientra nell’obiettivo di Tokyo di ridurre il divario con la Cina, confrontandosi simultaneamente con le minacce che arrivano dalla Corea del Nord.

La costituzione pacifista giapponese, formulata subito il dopoguerra, limita la spesa militare al finanziamento di capacità difensive; tuttavia, le recenti tensioni geopolitiche, in primo luogo il conflitto tra Russia ed Ucraina, e la recente assertività dimostrata dalla Cina nello stretto di Taiwan, hanno spinto il Giappone a riconsiderare i programmi di spesa. Il premier Kishida ha ribadito a più riprese di voler aumentare in modo significativo il budget per le spese militari mantenuto vicino a circa l’uno per cento del Pil. I media locali hanno anche riferito che è probabile che il ministero della Difesa giapponese richiederà 5.500 miliardi di yen (40,2 miliardi di dollari) per il prossimo anno fiscale, in leggero aumento rispetto ai 5.180 miliardi richiesti per l’anno in corso. Secondo i dati più aggiornati del White Paper sulla Difesa a Tokyo, il Giappone spende lo 0,95% del Pil, contro l’1,2% della Cina e il 3,1% degli Stati Uniti.


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