Testa a testa

Usa, nelle dispute sui conteggi la Corte Suprema non sarà un facile approdo

Gli avvocati di Trump saranno agguerriti ma i passaggi intermedi sono molti e la Corte Suprema teme il peso di una decisione troppo politica

di Redazione Esteri

Usa 2020, Trump: 'Ho vinto, andremo alla Corte Suprema'

Gli avvocati di Trump saranno agguerriti ma i passaggi intermedi sono molti e la Corte Suprema teme il peso di una decisione troppo politica


2' di lettura

Una lunga battaglia politica e giudiziaria. Il testa a testa tra il presidente Donald Trump e lo sfidante Joe Biden, finora avvincente, rischia di trasformarsi in un incubo, mascherato di ricorsi. Che “The Donald” ha già anticipato. Tuttavia, prima di arrivare alla Corte Suprema, vi saranno molti passaggi intermedi e solo se il sistema elettorale rivelerà grandi falle sarà inevitabile. Molti osservatori e costituzionalisti americani ricordano i passaggi preliminari, gli step che precedono la Corte Suprema: se ci saranno contestazioni in molti stati e solo se queste contestazioni verranno ritenute valide, allora ci potrà essere un riconteggio nelle contee “incriminate”.

Se i supposti brogli dovessero venire rilevati e se fossero in grado di cambiare il risultato allora il ricorso alla Corte Suprema sarebbe plausibile. Gli avvocati di Trump faranno di tutto per ribaltare un esito eventualmente sfavorevole ma non è affatto semplice ottenere il risultato.

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Il cronoprogramma

Il cronoprogramma del voto postale è articolato: alcuni Stati hanno accettato le schede postali anche il giorno del voto, purché siano state spedite entro il 3 novembre. Altri Stati accettano le schede oltre il 3 novembre, ovvero con date distinte: la Pennsylvania il 6 novembre, Iowa il 9 novembre, Minnesota il 10 novembre, North Carolina il 12 novembre, Ohio il 13 novembre. Per conoscere il nome del presidente degli Stati Uniti sarà necessario il conteggio definitivo delle schede elettorali e del voto postale degli stati ancora in bilico. Nel Michigan e in Pennsylvania lo staff di Donald Trump presenta un'azione legale. Va ricordato che i due partiti, Democratici e Repubblicani, possono fare ricorso alle Alte Corti locali e solo in caso estremo alla Corte Suprema. Le date cruciali sono queste: entro l'8 dicembre debbono esser concluse le controversie e questo termine vale anche per il riconteggio dei voti negli Stati, per le cause nei tribunali e per il ricorso alla Corte Suprema.

E infine il 14 dicembre è il giorno in cui avverrà l'elezione del presidente che spetta al Collegio elettorale formato da 538 grandi elettori. Il candidato democratico Biden, il più votato di sempre, invita alla pazienza, chiedendo di contare ogni voto. Ma Trump torna ad agitare lo spettro dei brogli, e attacca minacciando di rivolgersi alla Corte Suprema.

Il timore di una decisione troppo politica

Il giudice John Roberts, capo dell’Alta Corte, cercherà di evitare che sia la Corte Suprema a decidere chi sarà il presidente. Si tratterebbe di una decisione molto politica. Infatti se la Corte Suprema venisse trascinata nella ratifica di una rielezione di Trump ciò potrebbe compromettere la solidità della democrazia costituzionale. Interessante infine constatare che il dibattito sui ricorsi e sulla guerra delle schede elettorali è stato analizzato da Cnn; il grande gruppo ha proposto un fact checking rigoroso arrivando a dichiarare che «quasi tutto ciò che ha detto Trump sul funzionamento della macchina elettorale è sbagliato».

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