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Usa-Italia: beni archeologici del valore di 14 milioni tornano a casa

Duro colpo al saccheggio e alla commercializzazione di opere antiche sottratte in epoche diverse al nostro paese, grazie alla collaborazione tra il procuratore distrettuale di Manhattan, i Carabinieri TPC, l’FBI e l’HSI

di Marilena Pirrelli

«Ercolano Fresco»

5' di lettura

La campagna di restituzioni di bei artistici sottratti all’Italia non si ferma, dopo quella di 200 reperti dello scorso dicembre. Il procuratore distrettuale di Manhattan Alvin L. Bragg , Jr., ha annunciato la restituzione all’Italia di 130 antichità e reperti archeologici risalenti tra il 2500 a.C. e il VI secolo d.C., per un valore di quasi 14 milioni di dollari. Sono stati oggetto di traffici illegali e recuperati dalle autorità giudiziarie statunitensi grazie alla collaborazione con il Comando per la Tutela del Patrimonio Culturale (TPC) dell'Arma dei Carabinieri.
Nel dicembre 2021 si è conclusa l’indagine penale durata diversi anni e in diversi paesi su Michael Steinhardt, tra i più grandi collezionisti d’arte antica del mondo, sequestrando 180 antichità rubate per un valore di 70 milioni di dollari e imponendo un divieto a vita, unico nel suo genere, di acquisire antichità. Dei 142 oggetti restituiti oggi, 60 sono stati recuperati dalle Gallerie Royal-Athena, 48 sono stati recuperati da Steinhardt e altri 34 sono stati sequestrati a seguito di altre indagini in corso. I beni sono stati formalmente consegnati al Console Generale d'Italia a New York, Fabrizio Di Michele, alla presenza del Procuratore Distrettuale della New York County Bragg, del Comandante TPC, Generale di Brigata Roberto Riccardi e del vice agente speciale di New York Marina Vides della US Homeland Security Investigations (”HSI”).

Aureo raffigurante testa di Nerone

“Sebbene i pezzi che vengono rimpatriati oggi abbiano un valore di milioni di dollari, i valori storici, artistici e culturali legati a ciascuna delle reliquie sono inestimabili. Questi manufatti meritano un posto nella loro terra natale”, ha affermato il procuratore distrettuale Bragg. “Ci sono troppi artefatti culturali importanti che vengono saccheggiati e trafficati illegalmente in tutto il mondo e continueremo a condurre queste indagini in coordinamento con i nostri partner delle forze dell’ordine”.
“Il rimpatrio di questi 142 capolavori, precedentemente trafugati o saccheggiati in Italia, è molto importante per il nostro Paese” ha affermato Fabrizio Di Michele, Console Generale d’Italia. “È, ancora una volta, una testimonianza della proficua collaborazione tra le autorità italiane e statunitensi, e in particolare tra la Procura distrettuale della contea di New York, l’Homeland Security Investigations e il Comando Tutela Patrimonio Culturale dei Carabinieri. Oggi ci uniamo ai nostri partner nel restituire all’Italia questi antichi manufatti, alcuni dei quali sono stati realizzati proprio agli inizi della civiltà. Ladri e cosiddetti “collezionisti” hanno tentato di depredare e contrabbandare questi oggetti, di tenerli in collezioni private o di venderli per un profitto illecito. Coloro che saccheggiano questi manufatti non stanno solo rubando reliquie del passato, ma stanno derubando il nostro futuro privando i nostri figli della possibilità di apprezzare la storia e l’arte di coloro che li hanno preceduti” ha affermato Ricky J. Patel, agente speciale dell’Homeland Security Investigations (HSI) di New York. “Ancora un concreto segno della collaborazione delle Autorità statunitensi per il recupero dei beni culturali trafugato. Il mio ringraziamento al Colonnello Matthew Bogdanos e ai suoi collaboratori”, ha commentato il Comandante dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale, Gen.B. Roberto Riccardi

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Pithos

I beni artistici che tornano a casa

Tra gli oggetti rimpatriati c’è l’affresco di Ercolano, sequestrato nell’ambito delle indagini su Steinhardt. Raffigurante un neonato Ercole che strangola un serpente, il pezzo risale al 50 d.C. ed è stato saccheggiato nel 1995 da una villa di Ercolano, un sito archeologico che è stato sepolto per millenni sotto la cenere vulcanica dell’eruzione infuocata del Vesuvio. Steinhardt ha acquistato l’Ercolano nel 1995 per 650.000 $ senza una provenienza precedente verificabile. Attualmente è valutato a 1.000.000 $ (nella foto d’apertura): Insieme all’affresco di Ercolano, l’ufficio del procuratore distrettuale di Manhattan ha rimpatriato altre 141 antichità, tra cui, tre affreschi risalenti al IV secolo a.C. provenienti da Paestum, sequestrati a seguito di un’indagine in corso. Questi dipinti raffigurano scene di donne in lutto e sono stati fatti a pezzi dal muro di una tomba da saccheggiatori. Rimpatriato anche un pithos arcaico risalente al 700 a.C. sequestrato a seguito di un’indagine in corso su Edoardo Almagià, italiano originario ed ex residente a New York.

Un aureo raffigurante testa di Nerone, sul verso, l’effigie della Virtù, risalente al 60-61 d.C., provento di rapina a mano armata avvenuta il 20 febbraio 1977 presso la Sala medaglie del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, nel dicembre 2020, il Nucleo TPC di Torino lo ha localizzato presso un'importante casa d'aste americana dove era programmata la vendita. L'attivazione del Federal Bureau of Investigation, grazie al Reparto Operativo TPC, ha permesso di fermare l’asta e recuperare il bene.

Il Comandante dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale, Gen.B. Roberto Riccardi alla consegna dei reperti

Un mosaico romano raffigurante “Medusa” rinvenuto nella villa del “Quarto di Montebello” in via Flaminia a Roma, nel mese di gennaio 2021, è stato segnalato dall'ufficio FBI di Los Angeles che ha interessato il Reparto Operativo TPC, accertando che il mosaico romano era localizzato negli Stati Uniti, giunto agli inizi del ‘59, per poi essere custodito in un magazzino di Los Angeles sin dal 1980. Questi due imponenti beni sono di manifattura delle Fiandre, risalenti alla metà del XVI secolo, raffiguranti rispettivamente “Scena allegorica e stemma nobiliare”, delle dimensioni di 267 x 252 cm, e “Ritorno dell'arca dell'alleanza”, di 342 x 470 cm. Erano stati trafugati a febbraio del 1995 in una galleria d'arte specializzata in arte tessile antica di Milano. Il bene segnalato è risultato essere suddiviso in 16 pannelli, 14 dei quali ancora integri, mentre i restanti risultavano frammentati. Le verifiche preliminari condotte da FBI Los Angeles ne hanno ricondotto la provenienza all'area archeologica di Ostia.

Arazzo, Scena allegorica e stemma nobiliare

Due arazzi sono stati individuati grazie all’attività di monitoraggio dell’online svolta dagli specialisti della Sezione Elaborazione Dati del Comando TPC, che gestisce la “Banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti” che hanno rintracciato i due beni sul Bollettino delle Ricerche n.18 edito dal Comando Generale dell'Arma dei Carabinieri – Servizio per le ricerche delle opere d'arte rubate. A distanza di 25 anni dal furto, un arazzo è ricomparso come arredo di una lussuosa casa di ispirazione rinascimentale spagnola di Palm Beach (Florida) e l'altro è stato individuato nel sito di una casa d'aste di Jacksonville, sempre in Florida. Grazie all'intervento del Federal Bureau of Investigation, attivato dal Reparto Operativo TPC, sono state condotte le indagini sotto la direzione del Pool Tutela Patrimonio Artistico della Procura della Repubblica di Roma e i due beni sono stati bloccati e messi in sicurezza. All'evidenza della loro provenienza, gli attuali detentori hanno rinunciato al possesso, per la restituzione in favore dell'avente diritto italiano.

I beni archeologici recuperati dal Manhattan District Attorney's Office, guidato dal Procuratore Distrettuale della New York County, dott. Alvin Bragg

La squadra al lavoro

L’assistente del procuratore distrettuale Matthew Bogdanos, capo dell’unità per il traffico di antichità e consulente legale senior, ha supervisionato le indagini, che sono state condotte dall’assistente del procuratore distrettuale Yuval Simchi-Levi; l’analista investigativo supervisore Apsara Iyer, gli analisti investigativi Giuditta Giardini, Alyssa Thiel, Daniel Healey e Hilary Chassé; e gli agenti speciali John Paul Labbat, Robert Mancene e Christopher Rommeney della Homeland Security Investigations. Il supporto investigativo è stato fornito dall’ufficiale di mandato TPC Angelo Ragusa, dalla dott.ssa Daniella Rizzo e dal dott. Christos Tsirogiannis. Hanno conllaborato alle indagini del procuratore distrettuale Bragg l’Eskenazi Museum of Art dell’Indiana University, il Museum of Fine Arts-Boston, le Royal-Athena Galleries e il Toledo Museum of Art.

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