ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùNuova corsa al riarmo

Usa: l’esplosione nucleare in Russia è quella del missile invisibile Skyfall

L’incidente della settimana scorsa a Severodvinsk avrebbe causato cinque morti. L’intelligence militare americana preoccupata dai nuovi test di Mosca

di Marco Valsania


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3' di lettura

Lo spettro di una mini-Chernobyl. Forse un incidente paragonabile al sottomarino nucleare Kursk affondato nel mare di Barents. Per l’intelligence e gli esperti americani, un misterioso disastro atomico avvenuto in Russia la scorsa settimana e adesso filtrato tra reticenze, ritardi e contraddizioni del Cremlino è soprattutto altro ancora: la dimostrazione che la Russia sta sperimentando, in una delle sue “città segrete” dedicate alla ricerca militare, un sistema di missili considerato particolarmente pericoloso e preannunciato già nel 2018 da Vladimir Putin in persona: un’arma battezzata in Occidente Skyfall, capace di gittata illimitata e di evadere le difese, dotata sia di testata che d’un sistema propulsivo nucleari - insomma una sorta di reattore volante.

E un segnale esplicito di minacciose corse al riarmo senza più i freni di trattati sugli armamenti che potrebbero essere in preparazione tra Mosca e Washington.

Il Presidente Donald Trump ha twittato fin dalla notte di lunedì, davanti all’emergere delle prime, chiare informazioni, che la tragedia ha destato «preoccupazione nelle vicinanze e anche ben più lontano», anche se non ci sono indicazioni di vaste nuvole radioattive come nel caso di Chernobyl dalle rilevazioni di paesi vicini quali Finlandia o Norvegia. «Se fosse stato un incidente davvero grave avremmo notato maggiori radiazioni più lontano», ha commentato Pavel Podvig, senior research fellow all’Istituto per il disarmo dell’Onu a Ginevra.

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Trump ha però di fatto riportato le allarmate conclusioni dei servizi segreti americani sul fronte dei rischi militari, oltre che di ulteriori incidenti, quando ha precisato che si è trattato di «una esplosione di Skyfall; noi abbiamo una simile ma più avanzata tecnologia». Ha aggiunto che «stiamo imparando molto dal fallimento e dell’esplosione missilistica in Russia».

Un tweet a sua volta subito diventato controverso: ha voluto suggerire l’esistenza di simili programmi americani? È dagli anni Sessanta che riedizioni del cosiddetto Project Pluto, per sviluppare missili a propulsione nucleare capaci di volare per settimane a bassa altitudine, non vengono rispolverate.

Da Mosca, che si trova a 400 chilometri di distanza dal luogo dell’incidente, le autorità non hanno ufficialmente riconosciuto che il nuovo sistema missilistico sia coinvolto nel disastro. Ma le successive dichiarazioni hanno suggerito la gravità di quanto avvenuto nella regione nordoccidentale della Russia di Arkhangelsk, nei pressi della città di Sarov e del circolo polare artico. Iniziali generiche spiegazioni che facevano riferimento solo a test su sistemi di propulsione a carburante liquido, sono state sostituite da ammissioni che le radiazioni si erano temporaneamente moltiplicate rispetto ai livelli normali nella città portuale di Severodvinsk.

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La versione ufficiale - e restano dubbi che sia attendibile o definitiva - ha poi riconosciuto che almeno cinque scienziati sono morti nell’esplosione in una località che gli americani considerano l’equivalente dei loro laboratori di Los Alamos.

Durante i funerali delle vittime Alexei Likhachev, chief executive officer del monopolio nucleare di stato Rosatom, ha citato esperimenti «con nuove tecnologie», destinate a sviluppare fonti di energia di piccole dimensioni usando «materiale radioattivo, inclusi materiali fissili e radioisotopi» per conto, tra l’altro, del Ministero della Difesa.

Con le mezze ammissioni russe e le valutazioni dell’intelligence, anche gli esperti americani indipendenti di arsenali e disarmo nucleare hanno dato credito alla tesi dell’esperimento fallito sul nuovo missile atomico. «Siamo convinti si sia trattato del Burevestnik», ha affermato Jeffrey Lewis del Middlebury Institute of International Studies a Monterey usando il nome russo dell’ordigno. Foto satellitari hanno mostrato la nave Serebryanka, specializzata nel trasporto di carburante nucleare, nei pressi di una piattaforma al largo della costa che fa parte del sito per i test atomici ed epicentro dell’esplosione. Il missile in questione, battezzato Burevestnik dal nome di un uccello marino e noto alla Nato come SSC-X-9-Skyfall, è in grado di volare con traiettorie meno prevedibili di tradizionali missile intercontinentali.

E, se davvero sviluppato, potrebbe scrivere un capitolo significativo dell’accelerazione di piani di riarmo dopo la recente fine del trattato che vietava ordigni nucleare terrestri a gittata intermedia, sull’onda di denunce di Washington e della Nato che Mosca l’aveva violato, e con in vista la scadenza nel 20121 del New Start, trattato sui missili a lunga gittata.

Riproduzione riservata ©
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    Marco ValsaniaGiornalista

    Luogo: New York, Usa

    Lingue parlate: Italiano, Inglese

    Argomenti: Economia, politica americana e internazionale, finanza, lavoro, tecnologia

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