al via audizioni sull’ucraina-gate

Usa: l’impeachment diventa pubblico, occhi puntati sui testimoni

Alla commissione per le audizioni sfileranno l’ambasciatore a Kiev, Taylor, e il funzionario del ministero degli Esteri, Kent, che hanno già raccontato delle pressioni dell’entourage di Trump per mettere sotto indagine i Biden


default onloading pic
(Afp)

3' di lettura

Al Congresso, davanti alla commissione delle audizioni della Camera, sfileranno da martedì 13 novembre i testimoni del caso Ucraina che vede il presidente Donald Trump sotto inchiesta per i presunti tentativi di scambio “aiuti contro inchieste sui Biden (rivali politici)” effettuati nei confronti del Paese dell’Est Europa. Una serie di audizioni che potrebbero concludersi con l’impeachment di Trump deciso dal Senato e con la sua rimozione dalla Casa Bianca.

I testimoni dal vivo non più testi scritti
La serie di accuse è già ampiamente emersa nel corso delle testimonianze che i principali protagonisti della vicenda hanno reso ma a porte chiuse alla speciale commissione audizioni del Congresso. I testi scritti risultanti dalle testimonianze sono poi trapelati alla stampa e sono stati pubblicati dai principali quotidiani americani. I testimoni dovranno adesso ripetere le stesse cose ma in pubblico, con le telecamere che li riprenderanno e gli spettatori che osserveranno le espressioni del viso e ogni eventuale incertezza. Inoltre i testimoni saranno sottoposti al fuoco di domande dei Repubblicani che cercheranno di far emergere contraddizioni e di screditare così le prove di accusa.
I testi chiave sono l’ambasciatore statunitense a Kiev, Bill Taylor; il vice del Segretario di Stato George Kent; l’ex ambasciatrice in Ucraina Marie Yovanovitch.

William Taylor, l’ambasciatore
Il primo a sedersi sulla sedia dei testimoni sarà Bill Taylor, il capo della diplomazia americana in Ucraina. È stato lui a dire di aver saputo che alcuni funzionari di Trump avevano condizionato la concessione di aiuti a Kiev per 400 milioni di dollari e un i ncontro alla Casa Bianca all’avvio di inchieste “sensibili” politicamente perché riguardanti il figlio di Joe Biden, il front runner democratico per le elezioni presidenziali di novembre 2020. «A metà luglio era diventato abbastanza chiaro - ha detto l’ambasciatore il 22 ottobre scorso - che l’incontro voluto dal presidente ucraino Volodymyr Zelenskiy era condizionato alle indagini su Burisma e le presunte interferenze ucraine nelle elezioni presidenziali del 2016». Burisma è la società ucraina nella quale il figlio di Biden, Hunter, era consigliere di amministrazione.

L'ambasciatore statunitense a Kiev, Bill Taylor(Photo by SAUL LOEB / AFP)

L’idea di Trump era di perseguire la teoria che non già la Russia ma l’Ucraina avevano interferito nelle elezioni americane. «Penso sia folle fermare l’assistenza per la sicurezza nel Paese a causa di una campagna politica» disse l’ambasciatore ai funzionari della Casa Bianca che stavano gestendo la vicenda. Nella sua testimonianza Taylor non si è spinto a coinvolgere direttamente il presidente, dicendo che credeva che le pressioni arrivassero da Rudolph Giuliani, avvocato personale di Trump con il quale però egli non aveva parlato.

George Kent, il funzionario
Dopo Taylor sarà la volta del vice assistente del segretario di Stato Mike Pompeo, George Kent. Nella testimonianza del 15 ottobre ha detto che era allarmato dagli sforzi di Giuliani e di altri funzionari per intensificare le pressioni sull’Ucraina affinché mettesse sotto inchiesta i Biden e le elezioni del 2016.

Il vice del Segretario di Stato George Kent (Photo by Eric BARADAT / AFP)

«Potus (l’acronimo di President Of The United States, Ndr) voleva solo che il presidente ucraino Zelenskiy andasse davanti a un microfono per dire le parole: indagini, Biden, Clinton» Kent ha detto di aver sentito riferire da altri funzionari. Ha inoltre aggiunto che l’ex sindaco di New York, ora avvocato personale di Trump, ha condotto la campagna, vincente, per far fuori l’allora ambasciatrice in Ucraina, Marie Yovanovitch. «Giuliani ha portato avanti una campagna per molti mesi, piena di bugie e di informazioni scorrette sull’ambasciatrice». Lo stesso Kent, responsabile per i Paesi dell’Est Europa presso il Dipartimento di Stato, era stato attaccato da Giuliani a fine maggio e gli era stato riferito di tenere un profilo basso sulla vicenda ucraina.

L'ex ambasciatrice Usa in Ucraina Marie Yovanovitch (Getty Images/AFP)

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...