Europa

Coronavirus, ultime notizie. Brusaferro: «Curva contagi decresce, età media dei malati è 48 anni. No raduni a Natale». Locatelli: «Numeri incompatibili con impianti sci»

● Usa, più di 13 milioni di casi
● Los Angeles vieta raduni al di fuori della famiglia
● In Messico record di contagi giornalieri, oltre 12mila
● Regno Unito, Rt sotto quota 1 per la prima volta da agosto
Lombardia, Piemonte e Calabria tornano arancioni. Sicilia e Liguria promosse a gialle
● Coronavirus, il punto: newsletter

● Verso stop ristoranti a Natale e Santo Stefano: cosa è successo ieri 27 novembre

(ANSA)
  • Bonaccini, penso scuola aprirà ai primi di gennaio

    Sul fronte scolastico, alla luce dell'emergenza Coronavirus, “penso che si aprirà ai primi di gennaio perché la quasi totalità delle regioni preferisce così. La cosa che a me interessa non è qualche settimana in più o in meno, a me interessa che al più presto i nostri ragazzi, gli studenti, tornino a scuola”. Lo ha detto il presidente dell'Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini intervenendo al telegiornale della Tgr regionale.

  • Bonaccini, se avanti così Emilia Romagna gialla tra una settimana. Mi auguro non servano restrizioni locali

    Sul fronte dell'emergenza coronavirus, “se le cose proseguono in questo modo, cioè con una riduzione del numero di ricoverati e del numero di contagiati - rispetto alla prima ondata siamo scesi da 1,64 a poco più di dell'1 con Rt con zero che stabilisce quale sia il contagio per persona - torneremo zona gialla tra una settimana, che poi è il tempo, le tre settimane” che il Governo usa per decidere “se cambiare di colore”. Lo ha detto il presidente dell'Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini intervenendo al telegiornale della Tgr regionale. Con una recente ordinanza, adottata nelle scorse ore, ha proseguito, “abbiamo deciso che da domenica i negozi riapriranno, così come la corsistica, la musica. Bisogna avere grande cautela perchè non possiamo rischiare che a gennaio-febbraio ci troviamo una nuova ondata”. Poi, ha argomentato ancora Bonaccini, “se torniamo zona gialla bar e ristoranti potranno riaprire Però dobbiamo tutti quanti tenere conto dei nostri comportamenti per evitare guai peggiori perché il virus c'è ancora, non è ancora debellato del tutto e quindi se non vogliamo che arrivi una nuova pandemia economica e sociale bisogna che sconfiggiamo prima di tutto la pandemia sanitaria”.

  • Nardella, sistema autonomie non ha retto, va rivisto

    Durante la pandemia “ci siamo resi conto che questo meccanismo istituzionale non è fatto per affrontare una pandemia. Il rapporto tra Comuni, Regioni e Stato non ha risposto in modo adeguato, non ha retto alla prova. Il sistema delle autonomie va rivisto, tenendo conto di questa terribile esperienza. L'autonomia in certi casi può diventare un problema sicuramente nella gestione dell'emergenza dove rapidità, verticalità ed efficienza sono requisiti necessari”. Lo ha detto il sindaco di Firenze, Dario Nardella, durante una diretta Facebook con il sindaco di Bergamo Giorgio Gori. “In emergenza - ha aggiunto Nardella - bisogna verticalizzare le decisioni, rendere più rapidi gli effetti di ciò che si decide, serrare i ranghi creando dei luoghi di confronto che devono però essere fortemente centralizzati”. Commentando poi l'idea dei colori per le Regioni, secondo Nardella, “ci ha dato la possibilità di confrontarci e di spiegare ai cittadini quali solo le diverse gradazione e stimolarli nell'impegno a tornare alla fasce di colore diverso. Abbiamo fatto tanti errori, ma il meccanismo dei colori è stato il meno peggiore”.

  • Nardella, sistema autonomie non ha retto, va rivisto

    Durante la pandemia “ci siamo resi conto che questo meccanismo istituzionale non è fatto per affrontare una pandemia. Il rapporto tra Comuni, Regioni e Stato non ha risposto in modo adeguato, non ha retto alla prova. Il sistema delle autonomie va rivisto, tenendo conto di questa terribile esperienza. L'autonomia in certi casi può diventare un problema sicuramente nella gestione dell'emergenza dove rapidità, verticalità ed efficienza sono requisiti necessari”. Lo ha detto il sindaco di Firenze, Dario Nardella, durante una diretta Facebook con il sindaco di Bergamo Giorgio Gori. “In emergenza - ha aggiunto Nardella - bisogna verticalizzare le decisioni, rendere più rapidi gli effetti di ciò che si decide, serrare i ranghi creando dei luoghi di confronto che devono però essere fortemente centralizzati”. Commentando poi l'idea dei colori per le Regioni, secondo Nardella, “ci ha dato la possibilità di confrontarci e di spiegare ai cittadini quali solo le diverse gradazione e stimolarli nell'impegno a tornare alla fasce di colore diverso. Abbiamo fatto tanti errori, ma il meccanismo dei colori è stato il meno peggiore”.

  • Medico rianimazione, a Natale rinuncio ad abbracci

    A prescindere da quale sarà il colore che la politica assegnerà alle regioni per l'emergenza Covid, Antonio Galzerano, 44 anni, medico della rianimazione dell'ospedale di Perugia ha già deciso che a Natale non vedrà la madre e le sorelle che vivono a Roma. “Mi mancano i miei affetti, mi manca la mia famiglia” ma “rinuncio a riabbracciarli, rinuncio dolorosamente ai baci” ha annunciato su Facebook. “Perché non posso sottoporli a un rischio inaccettabile” ha spiegato all'ANSA. “Il mio Natale - ha sottolineato - non sarà né rosso, né arancione, né giallo (i colori scelti per i vari livelli di restrizioni - ndr) ma azzurro come il cielo che ho visto a Belluno dopo un turno in ospedale quando cercai la luce dopo essere stato in mezzo a tanta sofferenza e la vidi nel cielo proprio in quel colore”. “Per tornare alla nostra vita di prima -dobbiamo accettare e imparare ad amare a distanza, con una telefonata o una videochiamata. Perché l'incolumità nostra e degli altri viene prima”. “Tutti gli anni - ha scritto ancora in un post - aspetto il Natale, come di consuetudine, per rivedere i mei cari, per riabbracciarli, per sorridere e stare bene insieme. La mia famiglia non è lontana, anzi è vicina, è tutti i giorni accanto a me: è nei miei pensieri e c'è ogni volta che ne ho bisogno, c'è. Ma questo Natale rinuncio alla tradizione, quella a cui sono strettamente legato”. “Indipendentemente da quali saranno i 'colori' non li voglio incontrare per non sottoporli a un rischio inaccettabile”. Per il dottor Galzerano “amore a distanza” sono in fondo “quei piccoli gesti” con i quali ha imparato a “dialogare” con i pazienti della rianimazione, dai tempi in cui il Covid non esisteva. Sentimenti che ha racchiuso nel libro “L'azzurro e il grigio. Diario di un medico dentro e fuori la terapia intensiva”. “Il mio maestro è stato il professor Davide Mazzon - ha ricordato Galzerano - e dopo una delle prime volte a reparto con lui mi disse: 'dopo io e te ce ne andiamo a fare una corsa sulla neve e a parlare'. Lo facemmo all'imbrunire il colore azzurro di quel giorno mi è rimasto dentro. Per questo indipendentemente dal Covid il mio Natale non sarà rosso o arancione ma proprio azzurro”.

  • Toti, da mezzanotte Liguria Gialla, sono orgoglioso

    “Da mezzanotte la Liguria sarà in zona Gialla, bar e ristoranti potranno riaprire. Abbiamo il migliore rt d'Italia, in un mese abbiamo dimezzato la capacità di penetrazione del virus. Sono molto orgoglioso”. Lo ha detto il presidente della Liguria Giovanni Toti facendo il punto sulla epidemia. La Liguria da questa notte passa da Arancione a Gialla. “Scendono anche gli isolati a domicilio - ha aggiunto Toti - un altro dato con segno negativo che conferma che stiamo andando nella direzione giusta. Purtroppo abbiamo ancora oggi un numero di morti importante. Preghiamo tutti perchè anche questo numero, il più drammatico, cominci a scendere”. “Siete voi - ha detto in streaming Toti agli ascoltatori - i veri di artefici di tutto questo, dello sforzo collettivo che ha portato a questo traguardo. Speriamo di potere arrivare a un Natale sereno. Magari con bar e ristoranti aperti anche la sera nei giorni di festa. Certo non ci saranno feste in piazza, veglioni e trombette, ma speriamo che i nostri ristoratori possano lavorare”.

  • Francia: 12.580 nuovi casi, 213 decessi

    Sono stati 12.580 i nuovi casi di Covid-19 in Francia nelle ultime 24 ore, secondo il sito della Sanità del governo, per un tasso di positività dei tamponi pari all'11,4% (contro 11,7% di ieri). Sono state 213 le vittime da ieri, mentre calano ancora rianimazioni (-106 rispetto a ieri, totale 3.777) e ricoveri (-480, totale 26.168).

  • Test di massa nell'Aquilano, 50 casi su 9.395 tamponi

    Sono 23 i comuni in cui oggi sono state svolte le attività di test, nell'ambito dello screening di massa promosso sulla popolazione della provincia dell'Aquila. Su un totale di 9.395 tamponi eseguiti, sono stati accertati 50 casi di Covid-19. Questi i dati aggiornati alle 17 di oggi: Balsorano, 1 positivo su 379 tamponi; Barisciano (8 su 648); Bisegna (0 su 101); Capistrello (0 su 430); Carapelle Calvisio (0 su 50); Castel di Sangro (2 su 699); Castelvecchio Calvisio (0 su 61); Celano (2 su 570); Cerchio (3 su 80); Gioia De Marsi (2 su 138); Luco dei Marsi (1 su 375); Magliano dei Marsi (3 su 596); Montereale (1 su 777); Navelli (2 su 116); Ortucchio (3 su 435); Pescocostanzo (3 su 360); Prezza (2 su 138); Rocca Pia (0 su 102); Roccaraso (2 su 183); San Benedetto dei Marsi (1 su 618); San Vincenzo Valle Roveto (0 su 155); Scoppito (0 su 50); Tione degli Abruzzi (0 su 116); Trasacco (14 su 1318). Domani partiranno i comuni di: Canistro, Carsoli, Oricola, Castel del Monte, Goriano Sicoli e Sante Marie.

  • Soccorritori positivi, chiude una sede 118 nel Barese

    A causa del contagio Covid di quasi tutti i medici e infermieri, una intera postazione del 118, quella che serve l'area di Bitonto (Bari), è rimasta scoperta. L'attività è stata temporaneamente sospesa perché solamente un medico e due infermieri non sono risultati positivi al primo giro di tamponi e non era, quindi, possibile garantire il servizio in sicurezza

  • Ferraresi, stop a allevamenti per pellicce in Italia

    “È senz'altro positiva l'ordinanza del ministro Roberto Speranza, che ha sospeso l'allevamento dei #visoni a scopo precauzionale fino al febbraio 2021. Nel frattempo però stanno cominciando i primi abbattimenti dopo l'accertamento di casi positivi al #Covid-19. I tempi sono maturi per dire basta agli allevamenti per le pellicce in Italia”. Lo scrive su FB Vittorio Ferraresi, sottosegretario alla Giustizia e deputato M5S. “Lo stanno già facendo Paesi importanti come Francia e Olanda, apriamo una discussione in Parlamento. Ripartiamo dalla proposta di legge del MoVimento 5 Stelle presentata nel 2018 per il divieto di allevamento, cattura e uccisione di animali per la produzione di pellicce. Lavoriamo insieme a una legge di civiltà, che risparmierebbe tanta sofferenza”, conclude.

  • Fonti, governo orientato ad aprire scuole il 7 gennaio

    Tutti in classe dal 7 gennaio. E' l'orientamento prevalente nel governo, in vista del varo del nuovo dpcm con le misure anti contagio da Covid. Nel vertice di venerdì notte Conte e i capi delegazione non hanno preso una decisione finale: “La discussione sulla scuola è ancora aperta”, viene spiegato. Ma fonti dei diversi partiti di maggioranza confermano che i ragazzi delle superiori dovrebbero tornare in classe solo all'inizio del nuovo anno, mentre a dicembre proseguirebbe per loro la didattica a distanza anche nelle zone gialle. Aprire a dicembre - è il ragionamento - vorrebbe dire portare i ragazzi in classe una o due settimane al massimo prima di richiudere a Natale: meglio fissare fin d'ora l'orizzonte di gennaio.

  • Presidente Valle d’Aosta, valutiamo nostra ordinanza per negozi

    Per la prossima settimana “stiamo valutando anche l'impugnativa dell'ordinanza” ministeriale, se il ministero dovesse confermare al zona rossa per la Val d'Aosta, e “di fare una nostra ordinanza, con apertura eventualmente degli esercizi di vicinato, che è quanto sarebbe ammesso in zona arancione”. Lo ha detto all'ANSA il presidente della Regione Valle d'Aosta, Erik Lavevaz, dopo aver appreso l'intenzione da parte del ministro della Salute, Roberto Speranza, di voler confermare la zona rossa per la regione alpina.

  • Serracchiani, Conte avvii campagna informazione vaccini

    “Avviare una campagna di comunicazione per informare i cittadini dell'importanza e opportunità di vaccinarsi, facendo ampio uso dei media tradizionali e dei canali social, eventualmente anche ricorrendo a testimonial popolari, e contemporaneamente avviare ogni azione utile a smascherare le cosiddette “fake news” sull'utilizzo dei vaccini che continuano a circolare in rete. La richiesta non ha connotazioni partitiche e auspico possa essere condivisa trasversalmente”. Lo chiede la presidente della commissione Lavoro della Camera Debora Serracchiani al presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte con un'interrogazione sottoscritta dai colleghi dem Elena Carnevali, Andrea Frailis, Stefania Pezzopane e Antonio Viscomi. Ricordando che “lo stesso Ministro Speranza ha annunciato che il Piano per le vaccinazioni contro Covid-19 è una priorità assoluta del Governo”, la parlamentare spiega che “una volta disponibili in massa i vaccini, l'adesione consapevole da parte della popolazione sarà l'arma migliore che abbiamo a disposizione per combattere la pandemia. Poiché le caratteristiche della campagna vaccinale anti-Covid sarà necessario informare per tempo il pubblico e rassicurarlo sulla sicurezza dell'immunizzazione”. “E' al contempo necessario contrastare la diffusione di false notizie che - aggiunge Serracchiani - potrebbero insinuare preoccupazioni o diffidenza nei confronti dei vaccini, un fenomeno che l'Oms ha definito una minaccia globale”.

  • Dl Ristori quater: bozza, più risorse per polizia e pompieri

    Nuove risorse in arrivo con il decreto Ristori quater per finanziare le forze di polizia, anche locale, e i vigili del fuoco alle prese con l'emergenza Covid. Una prima bozza del decreto Ristori quater prevede che dal 25 novembre e fino al 31 dicembre per lo svolgimento dei maggiori compiti legati al coronavirus, sia autorizzata una spesa di 62,3 milioni per il pagamento al personale delle forze di polizia cosi divisi: 48,5 milioni per le indennità di ordine pubblico e 13,7 per gli straordinari. Per lo stesso periodo è poi stanziata un'ulteriore spesa di 5,3 milioni per le prestazioni di lavoro straordinario dei vigili del fuoco.

  • Tamponi al Torino, Giampaolo spera per la Samp

    E' fissato per domani un nuovo giro di tamponi in casa Torino, con il tecnico Marco Giampaolo che spera di ricevere buone notizie. L'allenatore attende infatti il tampone negativo che gli permetta di tornare alla guida dei granata e sfidare lunedì la sua ex squadra, la Sampdoria. Giampaolo era risultato positivo al Covid-19 lo scorso 13 novembre, esattamente 15 giorni fa.

  • A Verona sensi unici pedonali anti assembramento

    Troppo afflusso di gente in centro storico a Verona diventato a rischio assembramenti in emergenza Covid. Così oggi pomeriggio è stato attivato il piano di viabilità pedonale con senso unico in via Mazzini e accesso con contingentamento tra la stessa via Mazzini, via Cappello e Corso Portoni Borsari. Si tratta nel quadrilatero più affollato per lo shopping nella città scaligera, tra l'altro in coincidenza con il finesettimana caratterizzato dal “black friday”. Ai varchi per regolare l'afflusso dei pedoni sono state collocate pattuglie della Polizia Locale.

  • Wuhan, coronavirus in alimenti surgelati importati

    La città di Wuhan in Cina centrale ha dichiarato che sono risultati positivi al nuovo coronavirus tre campioni prelevati dagli imballaggi di alimenti congelati importati. Lo ha dichiarato sabato la commissione sanitaria municipale. Secondo la commissione, due campioni sono stati prelevati in un magazzino refrigerato da carne bovina congelata proveniente dal Brasile e il terzo in un altro magazzino da pesce basa congelato proveniente dal Vietnam. Le autorità locali hanno sigillato i prodotti e condotto tamponi molecolari sul personale che ha avuto un contatto diretto con gli alimenti, mettendolo in quarantena. Finora tutti i risultati sono stati negativi. Le spedizioni di alimenti surgelati dai quali sono stati prelevati i campioni contaminati non erano state immesse sul mercato. La Cina ha aumentato gli sforzi per bloccare la diffusione di Covid-19 attraverso gli alimenti importati. A metà novembre il ministero dei Trasporti ha rilasciato una serie di linee guida per prevenire la trasmissione di Covid-19 tramite gli alimenti surgelati importati per mezzo di trasporto su strada e acquatico. Il meccanismo di prevenzione e controllo congiunto del Consiglio di Stato contro la Covid-19 ha anche presentato un piano per implementare una gestione sull'intera catena, a circuito chiuso e tracciabile degli alimenti surgelati importati.

  • Primario rianimazione Pavia, «il peggio sembra passato»

    “Siamo arrivati vicini al picco di ricoveri in terapia intensiva registrato a fine marzo, nella fase più acuta della pandemia di Covid-19. La sensazione è che adesso la situazione si vada stabilizzando: da alcuni giorni il numero dei nostri ricoverati è rimasto stabile, e la speranza è che possa ridursi nel corso delle prossime settimane”. A sostenerlo è il prof. Francesco Mojoli, direttore del reparto di Anestesia e Rianimazione del Policlinico San Matteo di Pavia. Negli ultimi cinque giorni il numero dei ricoverati per Coronavirus nella terapia intensiva del San Matteo è oscillato tra 54 e 51 (ieri il dato era di 52). “La nuova ondata di contagi purtroppo è arrivata, come in parte era anche prevedibile - afferma Mojoli -. Rispetto alla scorsa primavera, è un'onda meno devastante; ma, anche se più bassa e lenta, si annuncia probabilmente più duratura. In marzo e aprile era stata interrotta dal lungo lockdown nazionale. Adesso si sono scelte misure in parte diverse, tenendo conto anche delle preoccupazioni economiche e della stanchezza della popolazione. Puntare su limitazioni parziali delle libertà personali, regolate in base all'andamento epidemiologico, può rivelarsi la scelta giusta: si limita l'impatto sulle strutture sanitarie, ma non si esasperano eccessivamente le persone”. Rispetto alle settimane drammatiche vissute negli ospedali in marzo ed aprile, oggi in molti casi si riesce ad avere un migliore approccio terapeutico con i pazienti. “L'esperienza fatta sul campo è stata utile - conferma il professor Mojoli -. Adesso conosciamo meglio la malattia, e sappiamo le cose da fare e quelle da evitare. Non dimentichiamo che in Italia siamo stati i primi nel mondo, dopo i cinesi, ad essere attaccati dal virus. Come capita spesso quando si deve combattere contro un nemico sconosciuto, si provano diverse armi: ma dopo la prima battaglia, ci si rende conto di quelle da utilizzare e quali invece vanno scartate. Come avviene anche per altre patologie, uno degli obiettivi più importanti è sostenere le funzioni vitali del paziente evitando possibili effetti collaterali”.

  • 225.000 test, tasso positività scende 11,7%

    I tamponi per il coronavirus eseguiti in Italia nelle ultime 24 ore sono 225.940, secondo i dati del ministero della Sanità. Il tasso di positività è quasi dell'11,7%, in calo dell'1,1% circa rispetto a ieri.

  • Pediatri, bimbi vettori virus solo nell'8% dei casi

    I più piccoli raramente trasmettono il Covid: solo nell'8% delle infezioni di Sars-Cov-2 i bambini e ragazzi sono stati vettori della trasmissione. Mentre nell'epidemia di influenza aviaria H5N1 in oltre il 50% dei casi l'infezione è stata portata in famiglia dai bambini. Ad affermarlo sono gli esperti della Società Italiana di Infettivologia Pediatrica (Sitip), che hanno presentato, in occasione del Congresso digitale straordinario della Società Italiana di Pediatria (Sip), i risultati di un'ampia analisi condotta attraverso molti studi scientifici. Mentre prosegue il dibattito sul ritorno a scuola a volte associato al ruolo dei bambini nella diffusione dell'epidemia. “In realtà, tutte le indagini effettuate in vari Paesi del mondo - sottolinea Guido Castelli Gattinara, presidente Sitip - dimostrano che i bambini e ragazzi sono fonte di infezione in una percentuale variabile a seconda dei lavori, dal 5% al 9% delle infezioni da coronavirus”. Tra gli studi esaminati, una vasta metanalisi pubblicata a settembre su Jama Pediatrics su un campione di 41.600 bambini e 269.000 adulti, che ha mostrato come la condizione di 'contatto infetto' riguarda circa la metà nei bambini rispetto agli adulti. Che i più piccoli presentino poca capacità di trasmettere il virus lo dimostrano anche gli studi sui focolai nelle scuole: “A giugno in Inghilterra - spiega Giangiacomo Nicolini, specialista in malattie infettive all'Ospedale San Martino di Belluno e membro del Consiglio direttivo Sitip - su 30 focolai scolastici la trasmissione dai e ai bambini ha interessato solo 8 casi e da bambino a bambino solo 2 casi su 30”. E uno studio italiano, di Danilo Buonsenso, pediatra della Fondazione Policlinico Agostino Gemelli Irccs di Roma, sembra confermarlo: “Al 5 ottobre un singolo caso di infezione veniva riportato in più del 90% delle scuole, mentre un cluster epidemico con più di 10 studenti è stato riportato da una sola scuola”.

  • 118, presa in carico di chi non respira sia immediata

    “La presa in carico del paziente Covid con problemi respiratori deve essere immediata. L'intervento deve essere standard: tutte le ambulanze devono essere fornite di ventiilatori ad alta pressione ed emogasanalizzatori per verificare con precisione le condizioni del paziente. Se vogliamo salvare le persone, davanti agli ospedali devono essere organizzate strutture recettive intermedie in attesa della presa in carico del reparto. Non si può continuare a tenere malati severi in attesa per ore dentro i mezzi di soccorso, che poi finiscono in intensiva senza più speranze di vita”. Lo ha detto all'ANSA il presidente della Sis 118 nazionale Mario Balzanelli.

  • Ministro Gran Bretagna, «ospedali rischiano essere sopraffatti»

    Sos ospedali nel Regno Unito, che potrebbero essere “sopraffatti” se non si prendono provvedimenti più stringenti contro la diffusione del Covid: lo ha detto oggi il ministro Michael Gove. Intanto Nadhim Zahawi, ministro per l'Industria, è stato nominato da Boris Johnson responsabile per le vaccinazioni contro il coronavirus nel Regno Unito, come annunciato dal numero 10 di Downing Street e ripreso dai media. La sua nomina ad interim, si legge sui media, durerà fino alla prossima estate e fungerà anche da raccordo sinergico fra il dipartimento all'Attività economica, Industria ed Energia con quello alla Salute, del quale Zahawi - 53 anni, parlamentare conservatore dal 2010, eletto nel collegio della città shakesperiana di Stratford-on-Avon, origini curde - delegherà temporaneamente alcune competenze. I giornali rilevano come il mandato fino alla prossima estate faccia pensare che il governo ha in mente un piano nazionale di vaccinazioni che durerà almeno sei mesi. Gove, ministro dell'ufficio di Gabinetto del governo Johnson, ha esternato su alcuni media la sua preoccupazione che i parlamentari dovrebbe prendere “decisioni difficili” per contenere il contagio del coronavirus, andando contro la sensibilità di molti suoi compagni di partito Tory, perché il sistema ospedaliero britannico altrimenti il congestionamento.

  • Nuovo screening a Vo': sindaco, orgoglio di aiutare la scienza

    “I cittadini di Vo' ormai hanno capito di essere essenziali nello studio del virus, l'adesione a questo nuovo screening è avvenuta con grande disponibilità da parte di tutti”. Così il sindaco di Vo', Giuliano Martin, ha commentato il nuovo screening (tampone, e prelievo venoso) cui oggi e domani si sottopongono 160 abitanti del comune ai piedi dei Colli Euganei. “Siamo orgogliosi - ha aggiunto - di poter essere d'aiuto nello studio di questo virus, abbiamo aderito con grande entusiasmo alla richiesta di aiuto da parte degli scienziati, siamo abituati a farci monitorare, quello di oggi, che monitora la risposta anticorpale al Covid, servirà per comprendere in che modo somministrare il vaccino”. Vo' era stato il comune che per primo aveva registrato un decesso per Covid 19 in Italia, prima zona rossa del Veneto. Già la scorsa primavera i cittadini erano stati sottoposti a un “tampone di massa” per rilevare la diffusione del virus, poi c'erano state le analisi sulla risposta immunitaria nei Dna dei componenti della popolazione.

  • Secondo decesso tra ospiti di una Rsa nel Barese

    - Nella Rsa Domus Sancta Familia di Locorotondo, in provincia di Bari, è morto un anziano risultato positivo al Covid. Si tratta del secondo decesso tra gli ospiti della struttura in cui è stato scoperto un focolaio di coronavirus con 36 contagi, di cui 7 operatori. Il sindaco Antonio Bufano ha comunicato il decesso esprimendo ai familiari e conoscenti le sue “più sentite condoglianze e quelle di tutta l'Amministrazione comunale. Al personale e ai medici che continuano a lavorare giorno e notte per garantire la massima tutela di tutti i presenti nella struttura, va il mio grazie”, aggiunge il primo cittadino di Locorotondo.

  • Rezza, mai finita prima ondata,solo abbassata altezza

    “Qualcuno dice che abbiamo avuto una prima ondata epidemica, una seconda e potremmo averne una terza. In verità non c'è stata alcuna ondata portata al termine. Non abbiamo creato un'alta percentuale di popolazione immune per cui automaticamente un'ondata ha raggiunto il picco e questo si è esaurito”. Lo ha detto Gianni Rezza, direttore generale della Prevenzione presso il Ministero della Salute, intervenendo durante il Congresso Straordinario Digitale della Società Italiana di Pediatria (Sip). Di fatto, ha aggiunto Rezza, “abbiamo solo troncato l'altezza della prima ondata con dure misure di lockdown”, dopo di che “il rilassamento ha portato una ripresa epidemica, che chiamiamo seconda ondata”. Con queste nuove misure restrittive, “stiamo assistendo ad una diminuzione dei casi, quindi questa onda la stiamo tenendo più bassa e se noi rilassassimo nuovamente queste misure vedremmo di nuovo crescere l'onda epidemica. Ma non si tratterebbe di una terza ondata, bensì della una ripresa di una onda che è stata in qualche modo tenuta più bassa”.

  • Anestesisti Campania, De Luca offende chi rischia vita

    “Affermare pubblicamente e, con decisione, che esiste una 'piccola percentuale di farabutti che cerca di non fare il suo dovere', evitando i ricoveri in Terapia Intensiva, soprattutto in orario 20-08, per poter affrontare in modo più sereno la nottata, se riferita agli anestesisti-rianimatori, i principali Operatori delle Terapie Intensive, è assolutamente offensivo per una categoria di professionisti che sta rischiando la vita ogni giorno da molti mesi, per garantire l'adeguata assistenza sanitaria ai cittadini campani”. Lo afferma Giuseppe Galano, presidente campano della Aaroi-Emac (Associazione Anestesisti Rianimatori Ospedalieri Italiani Emergenza Area Critica) in una lettera aperta al presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, dopo le affermazioni del governatore nella sua diretta Facebook di ieri. “Tali affermazioni - spiega Galano, che è anche a capo del 118 di Napoli - rischiano, inoltre, di essere fuorvianti per l'opinione pubblica, catalizzando, ingiustamente, le ire, le preoccupazioni e le insoddisfazioni di quest'ultima, spesso causate da un sistema in sofferenza, su professionisti che, invece, sacrificano, ogni giorno, se stessi e i propri affetti per adempiere al proprio dovere. Non basta l'espressione 'piccola percentuale', per evitare che da eroi si finisca per essere dei 'farabutti' per i tanti cittadini che, loro malgrado troppo spesso, sono alla ricerca spasmodica di assistenza e per presunte inefficienze di sistema di un colpevole, anche in un evento epocale catastrofico come quello che stiamo vivendo per il Covid 19. Presidente, forse le sarà sfuggito che le chiamate della Centrale 118 vengono indirizzate ai referenti delle strutture Covid 19 che appartengono alle direzioni sanitarie, per cui le chiamate non vengono assolutamente intercettate dagli anestesisti rianimatori. Presidente De Luca, se crede che vi siano degli atteggiamenti 'non professionali' o addirittura delinquenziali, in un momento storico delicatissimo, metta in atto ogni possibile controllo per evidenziarlo e, ovviamente, arginarlo, punendo i responsabili così come la legge prevede”.

  • Zaia, no all'assembramento deve valere per tutti

    “Se il tema è no all'assembramento, deve essere no per tutti. Non è che si decide di chiudere le piste da sci per l'assembramento... All'incontro per il Dpcm chiederò che sia chiara la questione degli assembramenti e dirò che riguardo allo sci è il meno pericoloso della categoria degli assembramenti”. Così il presidente del Veneto, Luca Zaia.

  • Sicilia, vertice Regione dopo passaggio a zona gialla

    Un vertice è in corso alla Regione per valutare le nuove misure da adottare in Sicilia dopo il passaggio dall'area arancione a quella gialla in base all'ordinanza firmata ieri dal ministro della Salute Roberto Speranza che entrerà in vigore dalla mezzanotte di oggi. All'incontro partecipano il Governatore Nello Musumeci, l'assessore alla Salute Ruggero Razza e il capo della segreteria tecnica del Presidente Giacomo Gargano. Secondo alcune indiscrezioni verrebbe confermata la didattica a distanza per gli studenti delle scuole superiori, la chiusura di teatri, cinema, parchi, palestre e piscina e il divieto di circolazione attualmente in vigore dalle 22 alle 5 del mattino. Dovrebbe permanere anche il limite del 50% di riempimento nel trasporto pubblico e la chiusura dei centri commerciali nei festivi e prefestivi. E' possibile invece, già a partire da domani, la riapertura dei negozi e la possibilità di somministrazione fino alle 18 di bar, ristoranti e pizzerie ai quali era stata imposta la vendita di cibo solo per asporto.

  • Iss,Valle d’Aosta rischio moderato con alta probabilità crescita

    La classificazione complessiva del rischio legato all'epidemia da Covid-19 in Valle d'Aosta è “moderata con probabilità alta di progressione a rischio alto”, secondo quanto emerso durante la conferenza stampa sull'analisi dei dati del Monitoraggio regionale della Cabina di regia nella sede del ministero della Salute. E' la stessa classificazione del Piemonte, mentre quella della Lombardia è “alta”. Entrambe le regioni da domani passeranno in fascia arancione, mentre la Valle d'Aosta - non senza proteste - è stata confermata rossa. E' proprio in virtù di questi dati che la Val d'Aosta ha chiesto al ministro Speranza la revisione della zona rossa. In Valle d'Aosta la valutazione della probabilità di diffusione del virus è “bassa” (come il Piemonte, in Lombardia è “moderata”) mentre è “moderata” la valutazione riguardante il sovraccarico dei servizi ospedalieri (tre regioni del Sud e il Veneto hanno una valutazione “bassa” e tutte le altre “alta”). I dati sono stati illustrati dal presidente dell'Istituto superiore di Sanità, Silvio Brusaferro.

  • Zaia, a incontro Dpcm dirò che stato polizia non serve

    “Lunedi e martedi ci sarà un nuovo incontro con il governo in vista del prossimo Dpcm: capiremo quali strumenti proporranno. Io sono convinto che lo stato di polizia non serve. E' inutile e insostenibile perchè non possiamo rincorrere i cittadini per far multe”. Così il presidente del Veneto, Luca Zaia, secondo il quale “bisogna investire su un processo di coinvolgimento della popolazione, perchè e è cambiato qualcosa nel terrazzino dove si sosteneva 'andrà tutto bene' a 'sono fatti tuoi'. Vuol dire che qualcosa di mezzo c'è nella popolazione. E c'è il rischio che lo spazio possa essere occupato da altri, dal fronte negazionista, dal fronte che dice che è tutta un'invenzione, che il virus c'è ma non è così grave, o che 'i morti non esistono' o che 'sarebbero morti comunque””. Nei primi due giorni della prossima settimana Zaia si confronterà con gli altri colleghi delle Regioni e il Governo: “con il ministro Boccia e Speranza sicuramente - ha detto -, e non escludo ci possa essere anche il premier Conte, il ministro Gualtieri. Dipende cosa discuteremo”.

  • I volontari controllano chi è in sorveglianza attiva

    Sinergia tra Asl2 e i volontari della Protezione civile e della Croce Rossa gestire e controllare le persone in sorveglianza attiva a causa del covid. “Nata dal Prefetto di Savona, abbiamo accolto con grande favore quest'iniziativa attivandoci fin da subito per poterla mettere in pratica in tempi brevi con le risorse necessarie”, spiega Paolo Cavagnaro, Commissario Straordinario di ASL2. I numerosi volontari opportunamente formati nelle settimane scorse stanno supportando gli operatori ASL principalmente in tre ambiti di attività: nell'indagine epidemiologica (contact tracing), nella sorveglianza telefonica dei pazienti a domicilio e nell'organizzazione degli appuntamenti per i tamponi in macchina (drive through)”. “Si tratta di un mirabile esempio di sinergia e raccordo tra i bisogni dei cittadini, l'azione delle istituzioni pubbliche e la nobiltà dell'impegno civile.” conclude il Prefetto di Savona Antonio Cananà.

  • Feste in appartamento a Bologna, studenti multati

    Ancora feste di studenti in appartamento a Bologna, in via Zamboni venti giovani di nazionalità spagnola, tra i 21 e i 27 anni, sono stati multati dai Carabinieri per il mancato rispetto delle norme anti-Covid. Dopo gli episodi di sabato scorso in via Turati e di qualche settimana prima in via Mazzini sui quali è intervenuta la polizia, intorno alle 3.30 di questa mattina i militari del Nucleo radiomobile hanno raggiunto un appartamento nel cuore della zona universitaria, dopo le segnalazioni di alcuni residenti che sentivano schiamazzi e musica. Nell'abitazione c'erano venti studenti e sono stati multati, con verbali da 400 euro a testa, per non avere rispettato le regole per contenere i contagi da coronavirus. Lo stesso è toccato anche ad altri otto studenti che avevano organizzato un'altra festa in un appartamento in via dei Mille, anche questa interrotta, ieri sera a mezzanotte e mezza, dai Carabinieri della Compagnia Bologna Centro che hanno multato i partecipanti.

  • In Italia tra i bimbi 149 casi di Kawasaki e Kawa-Covid

    Durante la prima ondata pandemica sono stati 53 i casi di sindrome multi-infiammatoria sistemica nei bambini - anche detta 'Kawa-Covid' - e 96 quelli da malattia di Kawasaki classica registrati in Italia, per un totale di 149, ma non c'è stato nessun decesso. Tutti i bambini osservati, inoltre, non avevano malattie pregresse, ma è possibile fossero geneticamente predisposti. Sono i dati che emergono da una ricerca promossa dal Gruppo di Studio di Reumatologia della Società italiana di Pediatria (Sip), presentato al Congresso straordinario digitale Sip e che coinvolto circa 200 pediatri in tutta Italia. Studio che verrà riaperto a breve per continuare a raccogliere dati anche nella seconda ondata perché “abbiamo notizia di casi di sindrome multi-infiammatoria sistemica che si stanno ripresentando in varie parti d'Italia”, precisa uno degli autori Andrea Taddio, associato di Pediatria all'Università di Trieste. “Le forme iperinfiammatorie sistemiche - sottolinea Angelo Ravelli, direttore della Clinica Pediatrica dell'Istituto Gaslini di Genova, e tra gli autori dello studio - non sono condizioni diverse dalla malattia di Kawasaki, ma fanno parte di un unico spettro di patologia che va dalle forme meno gravi a quelle più gravi. Quando il Sars-Cov-2 con una forte carica virale colpisce soggetti con una particolare predisposizione genetica, in un'età non abitualmente colpita dalla malattia di Kawasaki, può dare delle forme molto più aggressive, dette sindromi multi-infiammatorie sistemiche o Kawa-Covid, ma che fanno parte comunque dello stesso spettro clinico”.

  • Argentina, lockdown resta in sole due città

    Lockdown finito in Argentina, tranne che in due città. Il presidente, Alberto Fernández, ha annunciato che, grazie ai positivi risultati ottenuti con le misure di contrasto della pandemia da coronavirus, l'Argentina esce da oggi dalle misure di confinamento, adottando però ovunque unicamente un meccanismo di Distanziamento sociale preventivo obbligatorio (Dispo). Lo ha reso noto l'ufficio stampa presidenziale, precisando che le città che restano in confinamento sono San Carlos de Bariloche e Puerto Deseado. “Nelle ultime settimane - ha dichiarato il capo dello Stato - abbiamo visto un netto miglioramento sia nell'area metropolitana di Buenos Aires, sia nel resto del Paese. Abbiamo verificato che nelle ultime due settimane i casi di contagio sono scesi nettamente, di circa il 30%”. Dopo aver sottolineato che “ha funzionato l'intervento specifico realizzato dalle autorità sanitarie in dieci province argentine”, il capo dello Stato ha assicurato che “il lavoro non è finito” perché “la pandemia è lungi dall'essere stata sradicata”. Fernández infine ribadito che “stiamo approntando piani in base a cui “fra gennaio e marzo procederemo alla vaccinazione di 13 milioni di persone, ossia il 25% della popolazione nazionale”. Il ministero della Salute argentino ha intanto reso noto che nelle ultime 24 ore sono morte 275 persone (in totale da marzo 38.216), e 7.846 sono risultate positive che portano il bilancio degli ammalati a 1.235.257.

  • Turismo della neve rischia perdita fino a 70%

    Il Covid-19 rischia di far perdere al turismo montano invernale il 70,2% del fatturato che nelle ultime stagioni era arrivato a superare i 10 miliardi di euro. Emerge da una ricerca che l'ANSA pubblica in anteprima fatta da Jfc, che ogni anno pubblica l'Osservatorio Skipass Panorama Turismo. “Le stime aggiornate a fine novembre - spiega il responsabile di Jfc Massimo Feruzzi - segnano dati in assoluto campo negativo con un bilancio previsionale di fine stagione stimato, purtroppo, in soli 3 miliardi 100 milioni rispetto ai 10 miliardi 409 milioni della stagione invernale 2018/2019 (ultima non “investita” dalla pandemia)”. Il turismo montano invernale incide per una quota di circa l'11% sul totale del pil turistico nazionale, rappresentando quindi una cifra di poco superiore all'1% del complessivo pil italiano.

  • In Puglia occupato 44% posti letto terapia intensiva

    Il tasso di occupazione dei posti letto di terapia intensiva Covid in Puglia è arrivato al 44%, sopra la media nazionale di un punto percentuale. È quanto emerge dal rapporto di Agenas, l'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, aggiornato al 27 novembre. Per quanto riguarda, invece, i posti letto Covid di “area non critica”, come malattie infettive e pneumologia, il tasso di occupazione è pari al 50%, in linea con la media nazionale ma in aumento rispetto a sette giorni fa, quando era fermo al 44%

  • Veneto, +3.498 contagi e 83 morti

    Curva dei contagi Covid in crescita costante in Veneto. Oggi i nuovi casi positivi sono 3.498 (ieri la crescita era stata di 3.418), per un totale dall'inizio dell'epidemia che raggiunge 140.972 infetti (compresi i decessi e i guariti). Lo riferisce il bollettino quotidiano della Regione. Il report segnala anche un'impennata dei morti, 83 in più rispetto a ieri, per un dato complessivo di 3.644. Anche la pressione sugli ospedali non deflette: in area medica sono ricoverati oggi 2.592 malati Covid (+16), e tornano a salire anche le terapie intensive, dove sono ricoverati 328 pazienti (+7). I soggetti attualmente positivi sono 78.572 (+ 1.684).

  • Marche, 473 positivi in 24 ore su 1.610 nuove diagnosi

    Sono 473 i positivi al Covid rilevati nelle Marche nelle ultime 24ore su 1.610 tamponi testati nel percorso nuove diagnosi. Lo rende noto il servizio Sanità della Regione Marche. La provincia di Macerata ha il più alto numero di casi con 143, seguita da Ancona con 119, Ascoli Piceno con 68, Pesaro Urbino con 65, Fermo con 51, oltre a 27 casi da fuori regione. Sono 57 i soggetti sintomatici, ci sono poi contatti in setting domestico (111), contatti stretti di casi positivi (148), contatti in setting lavorativo (29), contatti in ambienti di vita/socialità (3), contatti in setting assistenziale (4), contatti con coinvolgimento di studenti di ogni grado di formazione (20), screening percorso sanitario (12). Per altri 89 casi si stanno ancora effettuando le indagini epidemiologiche.

  • Rischio Lazio, per la prima volta da alto a moderato

    «La classificazione del rischio complessivo nel Lazio per la prima volta è passata da alto a moderato. Questo è uno elemento importante, coerente con uno scenario di trasmissione pari a 1». Lo ha detto l'assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D'Amato, in conferenza stampa.

  • Coldiretti, perdita 41 miliardi con stop ristoranti a Natale

    Il taglio delle spese di fine anno a tavola rischia di dare il colpo di grazia ai consumi alimentari degli italiani che nel 2020 scendono al minimo da almeno un decennio, con un crack senza precedenti per la ristorazione che dimezza il fatturato (-48%) per una perdita complessiva di quasi 41 miliardi di euro nel 2020. A rilevarlo è Coldiretti con un' analisi su dati Ismea. L'organizzazione agricola sottolinea che «a preoccupare è anche il nuovo Dpcm per l'ipotesi di chiusura di tutti i bar e ristoranti alle 18 per Natale e Santo Stefano».

  • Brusaferro, incidenza a 7 giorni ancora alta

    Ci sono due incidenze degli Rt a 7 e a 14 giorni, il primo e' piu' sensibile ma serve avere l'occhio sempre a entrambi gli indicatori. “L'incidenza a 7 giorni e' ancora elevata” in generale. Lo ha spiegato il presidente dell'Iss Silvio Brusaferro sui dati del monitoraggio in conferenza stampa rispondendo ad una domanda sui dati del Friuli Venezia Giulia, spiegando che i dati di contagio sono ancora alti e per questo serve attenzione. I valori, ha anche spiegato, sono una indicazione dinamica. L'obiettivo, ha ricordato, e' andare in modo significativo sotto il valore Rt con 1.

    Covid, Brusaferro: curva ricoveri appiattisce alto numero decessi
  • Locatelli: Natale e Capodanno diverso, attuali numeri incompatibili con sci

    “Sarà un Natale diverso, il primo e auspicabilmente l'ultimo grazie ai vaccini. Tutto quello che eravamo abituati a vedere a Capodanno non potrà avere corso, è inimmaginabile e incompatibile. Va detto con assoluta chiarezza come la celebrazione religiosa dovrà essere compatibile con le misure concordate già con la Cei per quello che riguarda la fede cattolica per evitare focolai e trasmissioni”: lo ha detto il presidente del Consiglio Superiore di Sanità Franco Locatelli in conferenza stampa sui dati del monitoraggio.

    Locatelli ha poi spiegato che gli attuali numeri “non sono compatibili con l'apertura degli impianti sciistici”, sottolineando che un messaggio forte “sono sicuro che lo daranno anche i Paesi Ue”.

  • Toscana, Giani: nelle ultime 24 ore 1.196 nuovi casi

    I nuovi casi positivi registrati nelle ultime 24 ore in Toscana sono 1.196 su 16.371 tamponi molecolari e 3.539 test rapidi effettuati. È quanto rende noto sul suo profilo Fb il presidente della Toscana Eugenio Giani. Il post è accompagnato, come già accaduto nei giorni scorsi, da una foto di sanitari. Oggi protagonista è personale dell'ospedale di Lucca, “donne e uomini in terapia intensiva”, scrive Giani, che “lavorano duramente giorno e notte per salvare delle vite, per permettere a ciascuno di noi di riabbracciare i propri affetti. Dobbiamo resistere, tutti insieme”.

  • Brusaferro: tempo di abbassare curva,no raduni a Natale

    “Il Natale avrà una sua unicità” ma questo è il tempo di “abbassare la curva. Con questi numeri è molto difficilie immaginare qualsiasi tipo di spostamento di massa, aggregazioni e raduni” in particolare di persone che provengono da quadri epidemiologici diversi”. Così il presidente dell'Istituto Superiore di Sanità, Silvio Brusaferro, alla conferenza stampa sull'analisi dei dati del Monitoraggio Regionale della Cabina di Regia.

  • Brusaferro: Rt ancora poco sopra 1 porta aumento casi, evitare aggregazioni

    “Un Rt ancora poco sopra a 1 porta ad un aumento di casi”. Così il presidente dell'Istituto Superiore di Sanità, Silvio Brusaferro, alla conferenza stampa sull' analisi dei dati del Monitoraggio Regionale della Cabina di Regia, descrivendo la situazione delle regioni. In 9 permane rischio alto da più di 3 settimane. Brusaferro ha raccomandato di “evitare tutte le occasioni di aggregazione” ed “evitare in tutti i modi assembramenti”.

  • Brusaferro, curva terapie intensive verso appiattimento

    La curva relativa all'occupazione dei posti letto e di terapie intensive va verso l'appiattimento. Mentre il segnale dei decessi è ancora molto elevato. “non ci si può rilassare”. Così il presidente dell'Istituto Superiore di Sanità, Silvio Brusaferro, alla conferenza stampa sull'analisi dei dati del Monitoraggio Regionale della Cabina di Regia.

  • Brusaferro: curva decresce ma situazione un po’ a metà, media casi intorno ai 48 anni

    La curva è in decrescita anche se la situazione in Italia è un po' a metà. Così il presidente dell'Istituto Superiore di Sanità, Silvio Brusaferro, alla conferenza stampa sull'analisi dei dati del Monitoraggio Regionale della Cabina di Regia. Brusaferro ha spiegato che “l'età mediana” dei casi di Covid in Italia è “intorno a 48 anni”. Questo indica che sono sempre più anziani a contrarre l'infezione. Da qui l'importanza di proteggere queste categorie. Per i deceduti l'età media supera gli 80 anni.

  • Recovery: Bonomi, rischio Italia non sfrutti opportunità

    “Il Piano Next Generation Eu rappresenta una opportunità senza precedenti per realizzare un programma massiccio di investimenti pubblici e privati, che rilanci la competitività del sistema produttivo italiano nella fase di ripresa post-pandemia”. Così il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, in un videomessaggio alla presentazione del rapporto annuale sugli “Scenari industriali” del Centro studi di Confindustria. “Il rischio che l'Italia non riesca a sfruttare pienamente questa opportunità purtroppo è molto alto”, ha aggiunto Bonomi, secondo cui “per minimizzarlo sarebbe auspicabile che il piano fosse perseguito individuando pochi, grandi progetti su nodi strategici per lo sviluppo del Paese” e con una governance “unitaria” a livello nazionale.

  • Oltre 400mila decessi in Europa

    Sono più di 400mila i decessi in Europa dovuti al nuovo coronavirus, secondo un conteggio dall'Afp sulle segnalazioni fornite dalle autorità sanitarie. L'Europa è la seconda area più colpita al mondo dalla pandemia con 400.649 morti in totale (per 17.606.370 infezioni), dietro all'America Latina e ai Caraibi (444.026 morti, 12.825.500 casi). Negli ultimi sette giorni sono stati registrati più di 36.000 decessi, il bilancio più pesante in una settimana dall'inizio della pandemia. In totale, quasi due terzi dei decessi in Europa sono stati segnalati nel Regno Unito (57.551 decessi, 1.589.301 infezioni), Italia (53.677, 1.538.217), Francia (51.914, 2.196.119), Spagna (44.668, 1.628.208) e Russia (39.068, 2.242.633).

  • Calabria: Longo, questa terra ha bisogno di noi urgentemente

    “Nella mia carriera ho sempre affrontato sfide. Ringrazio il governo per la fiducia che mi ha dato. Spero di poterla ripagare. Il mio è un grande atto di amore verso la Calabria e verso il popolo calabrese. Io sono stato in Calabria negli anni '80 per la seconda guerra di 'ndrangheta. Poi sono tornato come questore di Reggio nel 2012, poi come prefetto di Vibo nel 2017. La mia ricetta è lavorare seriamente e occuparmi della popolazione. La popolazione calabrese ha bisogno di noi, urgentemente”. Così il prefetto Guido Nicolò Longo, nominato oggi commissario ad acta per la sanità in Calabria poco fa su Rai Radio1 al Giornale radio. Alla domanda se fosse stato chiamato dal premier Conte, Longo ha risposto: “Sì, mi hanno chiamato sia il presidente del Consiglio che il ministro dell'Interno.” Poi un commento su Gino Strada: “E' una persona di grandissimo livello, capacissima, che vuole fare del bene al popolo calabrese. Certamente andremo d'accordo, anche se non ci conosciamo”.

    Il prefetto Guido Longo in una foto d'archivio. ANSA

  • Giappone, nessuna chiusura delle scuole

    Nessuna chiusura simultanea delle scuole in Giappone, anche se dovesse essere introdotto lo stato di emergenza a fronte dell'incremento repentino dei casi di coronavirus registrati nelle ultime settimane. Lo ha ribadito il ministro dell'Istruzione e della Scienza, Koichi Hagiuda, in una conferenza stampa, a chi gli chiedeva se la situazione attuale fosse simile a quella già verificatasi, quando a fine febbraio l'ex premier Shinzo Abe decise una serrata degli istituti che lasciò perplessi le autorità scolastiche e molte famiglie. “La percentuale di studenti e bambini che possono sviluppare sintomi del Covid è molto bassa, e attualmente non rileviamo una diffusione della malattia nelle aule predisposte allo studio. Non stiamo valutando una chiusura come quella decisa in primavera”, ha spiegato Hagiuda.

    Il ministro ha anche detto che alcune decisioni verranno prese in maniera indipendente dalle commissioni interne degli istituti, ma che le istanze in cui le scuole potranno essere chiuse saranno limitate, e si baseranno sulla necessità di garantire l'istruzione agli studenti, preservando al tempo stesso la salute fisica e mentale dei bambini. Riguardo ai tradizionali test di ammissione delle università, previsti in gennaio, Hagiuda ha detto che si svolgeranno regolarmente come da programma e che agli atenei verrà chiesto di prendere misure appropriate contro il virus.

  • Germania: 1.028.089 nuovi casi, 15.965 morti

    I nuovi casi confermati in Germania sono 21.695, per un totale di 1.028.089. Il bilancio delle vittime è aumentato di 379, portando il totale a 15.965.

  • Nuovo record in Russia, oltre 27mila casi in 24 ore

    I casi di coronavirus in Russia sono cresciuti di 27.100 unità nelle ultime 24 ore, segnando un nuovo record, fino a raggiungere le 2.242.633 infezioni totali. Lo ha detto il centro di crisi anti-coronavirus. I decessi sono stati invece 510, rispetto ai 496 segnalati il giorno prima. In totale i morti sono dunque 39.068. Il numero dei decessi ha superato i 500 per la terza volta questa settimana. Lo riporta la Tass.

  • In Messico record contagi giornalieri, oltre 12 mila

    Il Messico ha registrato ieri un nuovo record giornaliero di contagi da coronavirus, con 12.081 casi rilevati in un giorno per un totale di 1.090.675. Lo hanno reso noto le autorità sanitarie. Nelle ultime 24 ore sono morte 631 persone a causa del Covid-19 in Messico, per un totale ufficiale di 104.873 decessi.

  • Los Angeles vieta raduni al di fuori famiglia

    La contea di Los Angeles, dove era gia' stato introdotto il coprifuoco per frenare la diffusione dei contagi da Covid-19, ha varato un nuovo decreto in cui invita la popolazione a rimanere in casa e vieta a partire da lunedi' ogni raggruppamento di persone, pubblico o privato, al di fuori di ogni singolo nucleo familiare.

  • Covid: Usa, oltre 13 milioni casi, 1 milione in 6 giorni

    Gli Stati Uniti hanno superato i 13 milioni di contagi da coronavirus. Secondo la Johns Hopkins University i nuovi casi sono stati oltre un milione in sei giorni: il 21 novembre erano 12 milioni. Le vittime dall'inizio della pandemia sono 264.624.

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