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Usa pensano di chiudere ambasciata a Cuba dopo gli attacchi misteriosi

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Tutto ruota attorno al Palazzone bianco sul Lungomare dell’Avana che da decenni è l’avampasto americano a Cuba. Il segretario di Stato Usa Rex Tillerson ha annunciato alla Cbs che l'amministrazione Trump «sta considerando» di chiudere l'ambasciata dopo una serie di misteriosi “incidenti” che hanno colpito almeno 21 diplomatici a Cuba, con sintomi vari che vanno dalla perdita o dai disturbi dell'udito alla nausea e al mal di testa. Gli investigatori hanno evocato varie teorie, da attacchi sonici ad armi elettromagnetiche o apparecchiature di spionaggio difettose. Tillerson dice che la questione è davvero «molto seria». L'Avana respinge ogni responsabilità.

È il presidenre Raul Castro a negare qualsiasi addebito. Il capo dello stato ha incontrato il rappresentante diplomatico più alto in grado nell'isola, l'incaricato d'affari Jeffery DeLaurentis, smentendo appunto personalmente il fatto, ha precisato l'agenzia Ap, sottolineando che le autorità cubane hanno tra l'altro offerto il via libera ad eventuali indagini nell'isola da parte dell'Fbi.

Washington ha da tempo denunciato una serie di 'attacchi acustici' condotti fra l'autunno del 2016 e la primavera del 2017, con 16 diplomatici americani colpiti. Dopo un nuovo recente attacco, il numero delle 'vittime' era salito a 19.

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