«March for Our Lives»

Usa, più di mezzo milione di persone in marcia contro le armi

di Marco Valsania


In migliaia alla "March for our lives" contro le armi in Usa

2' di lettura

New York - Hanno marciato in centinaia di migliaia in ottocento citta', americane e per solidarieta' nel mondo, da Washington fino a Londra e Tokio. Un fiume umano guidato dagli studenti e partito dal cuore della capitale degli Stati Uniti, dove sono arrivati da ogni parte del Paese in forse mezzo milione e piu' per dar vita alla “March for Our Lives”, la Marcia per le Nostre Vite. Una mobilitazione di massa inedita contro la violenza delle armi troppo facili e letali che in America, ultima tragedia in ordine di tempo, il mese scorso ha tolto la vita a 17 studenti e insegnanti del liceo di Parkland in Florida. Come prima era accaduto alla scuola elementare di Sandy Hook. E prima ancora a Columbine e in innumerevoli altri istituti, chiese, uffici, locali e concerti.

La marcia dei giovani contro le armi invade Washington D.C. Ci sono anche Clooney e McCartney

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A queste ferite aperte nella societa' americana, e alla lobby delle armi che le perpetua rivendicando vecchi diritti costituzionali e piu' recente potere politico, hanno risposto all'unisono le grandi marce di ieri, ispirate proprio dai giovani sopravvissuti di Parkland. Dal loro determinato “basta”, in strada come sui social media, a stragi insensate nel vuoto di leggi e restrizioni.

La dimostrazione nella capitale si e' snodata lungo Pennsylvania Avenue, nei pressi di Capitol Hill, sede di un Congresso che finora rimane in preda a paralisi - e all'influenza dell'associazione National Rifle Association - nel passare o anche solo discutere nuove leggi. Hanno aderito personalita' e celebrita'. Ma i protagonisti sono rimasti gli studenti e la loro piattaforma. Non si propongono improbabili rivoluzioni della Costituzione ma invocano chiare e pragmatiche soluzioni: la messa al bando di arsenali d'assalto e caricatori high-capacity, a raffica; accanto a severi controlli su tutti coloro che acquistano armi, eliminando scappatoie alle fiere o sui siti online.

Nulla di questo e' ad oggi avvenuto. La Casa Bianca, orfana di Donald Trump volato nel suo resort di Mar-a-Lago in Florida, ha espresso sostegno ai dimostranti, “coraggiosi giovani americani”, affermando che “la sicurezza dei ragazzi e' una priorita' assoluta”. Il presidente, dopo iniziali promesse di riforma, ha pero' ridimensionato di recente l'impegno, archiviando idee di strette quali l'innalzamento dell'eta' minima per il porto d'armi a 21 anni da 18 per sottolinearne altre assai controverse - e care alla stessa Nra - quali armare gli staff scolastici. Ne', anche ieri, sono mancate contro-proteste a favore delle armi in alcune citta'. Il movimento che si e' dato appuntamento a Washington tuttavia insiste e, secondo alcuni osservatori, potrebbe avere un impatto duraturo, un test che avverra' alle elezioni di novembre per il rinnovo del Parlamento. Per preparare la marcia aveva gia' organizzato un fermo delle lezioni in tutte le scuole americane; una seconda giornata di protesta e' prevista per il 20 aprile.
Marco Valsania

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