la nuova amministrazione

Usa, Biden prepara il team di transizione (aspettando i fondi governativi)

Il “transition team” deve superare vari ostacoli: l’Amministrazione dei servizi governativi deve stabilire che il risultato delle elezioni è definitivo.

di Redazione Esteri

Usa 2020, Biden e Harris insieme per unire gli americani

Il “transition team” deve superare vari ostacoli: l’Amministrazione dei servizi governativi deve stabilire che il risultato delle elezioni è definitivo.


3' di lettura

La transizione. Con i nodi da sciogliere, i pericoli e i ricorsi. Gli Stati Uniti si apprestano ad affrontare una fase complessa, in un contesto affastellato di criticità: il Covid e la crisi economica. Il presidente eletto statunitense, Joe Biden, e la sua vice, Kamala Harris, hanno fatto il primo passo pubblico verso la nuova amministrazione: hanno lanciato un sito web per il loro “transition team”, la squadra di collaboratori che prepara l’ingresso alla Casa Bianca. Il team sta già lavorando, ma non ancora a pieno ritmo in attesa che la General Services Administration, l’Amministrazione per i servizi generali, identifichi un vincitore; un annuncio puramente formale che garantirà agli uomini di Biden una serie di risorse governative. In particolare l’accesso ai fondi del governo.

Le priorità

Il Processo di transizione è un punto chiave, previsto dalla legge e punta a garantire che il nuovo presidente sia pronto a governare già dal primo giorno del suo mandato. Biden ed Harris hanno creato il sito web BuildBackBetter.com, che delinea quattro priorità immediate: la pandemia da coronavirus, la recessione, il cambiamento climatico e il razzismo sistemico. Sull’account Twitter “Biden-Harris Presidential Transition o @transition46”, che ha già raccolto migliaia di follower in poche ore, si legge che «il lavoro nei prossimi 73 giorni servirà a costruire le fondamenta della nuova amministrazione con sanità, sicurezza e il carattere delle nostre comunità al primo posto». Biden si appresta ad annunciare la sua task force anti-Covid-19.

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Da candidato, ha ripetutamente criticato il presidente Trump per aver gestito male la pandemia, rendendo la questione un punto focale della sua campagna elettoraleper la presidenza degli Stati Uniti, che sabato 7 novembre hanno registrato oltre 100 mila nuovi casi di coronavirus per il quarto giorno consecutivo. Il lavoro è supervisionato da Ted Kaufman, ex senatore del Delaware e uno dei più stretti consiglieri di Biden: fu nominato per sostituirlo al Senato quando lui divenne vicepresidente nel 2009, e ha contribuito a scrivere un aggiornamento alla legge che disciplina il processo di transizione, approvato nel 2015 e firmato dal presidente Barack Obama. Il team di transizione di Biden ha già ricevuto computer e iPhone dal governo perché le comunicazioni siano sicure e quasi mille metri quadrati di uffici nell’Herbert C.Hoover Building a Washington, anche se la gran parte del lavoro verrà svolta in modalità remota a causa della pandemia.

Sono già state ottenute le autorizzazioni di sicurezza temporanee, vagliate al controllo dall’Fbi per accelerare il via libera a chi potrà ricevere le informazioni dall'intelligence. In settimana, un gruppo di esperti sarà assegnato a tutte le principali agenzie governative e inizierà a elaborare i piani per attuare l’agenda di Biden.

L’ultimo braccio di ferro

Un importante passo atteso è che il Capo dell'amministrazione dei servizi governativi stabilisca che i risultati delle elezioni sono definitivi, consentendo al team di lavorare a pieno ritmo (per esempio l’ingresso vero e proprio nelle agenzie) e di ottenere l’accesso ai fondi del governo. I funzionari di Biden sono pronti a un’azione legale se il capo - Emily Murphy, nomina politica fatta da Trump - ritarderà la decisione. Pamela Pennington, portavoce di Murphy, ha fatto sapere che l’annuncio ci sarà «una volta che il vincitore sia chiaro sulla base del processo stabilito dalla Costituzione»; e, fino a quel momento, il “transition team” riceverà solo un accesso limitato alle risorse del governo. L’ultima volta che il trasferimento di potere subì ritardi fu nel 2000, quando l’incertezza sui risultati della corsa tra l’allora vicepresidente Al Gore, democratico, e il governatore del Texas, George W. Bush, repubblicano, si trascinò fino a quando la Corte Suprema concluse il riconteggio della Florida che, il 12 dicembre, diede a Bush la vittoria.

Ma l’inizio rallentato del lavoro dell’amministrazione Bush fu tra le ragioni chiamate in causa dal Rapporto della Commissione sull’11 settembre: un vulnus pericoloso per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti, colpiti al cuore meno di otto mesi dopo l’inaugurazione. Il sito buildbackbetter.com espone in maniera più dettagliata il programma che l’amministrazione Biden-Harris si propone di realizzare. Dopo una parte dedicata alle biografie di Biden e Harris, sul sito si può leggere il manifesto programmatico della nuova amministrazione: «Non ricostruiremo solo ciò che ha funzionato in passato. Questa è la nostra opportunità per ricostruire meglio che mai»; e anche la lista delle sue priorità: Covid-19, ripresa economica, equità razziale e cambiamento climatico.

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