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Wisconsin, 17enne uccide 2 manifestanti durante la rivolta per Jacob Blake

Kyle Rittenhouse è stato tratto in arresto con l’accusa di omicidio intenzionale. Non si ferma la scia di sangue dopo il ferimento del 29enne afroamericano

di Marco Valsania

Wisconsin, polizia spara a un afroamericano: auto date alle fiamme a Kenosha

Kyle Rittenhouse è stato tratto in arresto con l’accusa di omicidio intenzionale. Non si ferma la scia di sangue dopo il ferimento del 29enne afroamericano


4' di lettura

Un 17enne bianco ammiratore della polizia è stato arrestato nella giornata di mercoledì a seguito dell’uccisione di due persone a Kenosha, Wisconsin, durante violenti scontri che hanno fatto seguito al ferimento di Jacob Blake. Kyle Rittenhouse, di Antioch, Illinois, è stato preso in custodia per sospetto di omicidio intenzionale di primo grado,secondo quanto riferiscono le agenzie. Avrebbe ucciso due manifestanti e, successivamente, si sarebbe allontanato. In Wisconsin il governatore Tony Evers ha dichiarato lo stato di emergenza, dopo i disordini che hanno fatto seguito alle violenze da parte della polizia nei confronti di un altro cittadino afroamericano, questa volta gravemente ferito. Un’altra tragedia a sfondo razziale, tra la comunità nera e le forze dell’ordine. Questa volta nella cittadina di Kenosha in Wisconsin. Un dramma che ha subito innescato nuove ondate di proteste in numerose altre città americane, contro gli abusi ai danni delle minoranze etniche, e domande di giustizia. Come anche nuove notti di disordini e scontri, di saccheggi di negozi, incendi di palazzi e vetture, mentre l’America si interroga su una continua e profonda crisi razziale e sociale che oggi si somma a quella economica e alla pandemia.

Una persona è rimasta uccisa a colpi di pistola e altre due sono rimaste ferite martedì notte a Kenosha, nello stato americano del Wisconsin, durante le manifestazioni contro la polizia per Jacob Blake, l'afroamericano rimasto ferito da alcuni agenti. Più tardi i morti sono saliti a due. Dai video postati on line si vedono numerose persone correre per le strade di Kenosha con in sottofondo il rumore dei colpi di pistola e alcuni giovani a terra. “Tre persone sono state colpite da proiettili, una di queste è morta”, ha detto lo sceriffo della contea David Beth. La sparatoria è avvenuta nella terza notte di proteste contro la polizia dopo che il 29enne afroamericano Blake è stato colpito alla schiena da diversi colpi di pistola, il tutto ripreso da un video. Il giovane è rimasto paralizzato alle gambe dopo che i proiettili hanno raggiunto la spina dorsale e frantumato alcune vertebre.

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Il caso Jacob Blake

Jacob Blake, la vittima delle pallottole degli agenti, è ricoverato in ospedale in serie condizioni, paralizzato dalla vita in giù. A riportarlo è stato il padre del 29enne. Agenti gli hanno sparato a bruciapelo, domenica pomeriggio, sette o otto volte alla schiena. Lo hanno fatto mentre cercava di risalire in auto dove si trovavano, seduti sul sedile posteriore, tre giovanissimi figli, di 8, 5 e 3 anni di età. Dai conoscenti la vittima è stato descritto come un padre affettuoso, in tutto ha sei figli e spesso giocava con loro. Blake sembra fosse tuttavia oggetto di un mandato di arresto, stando ad alcune fonti di stampa americane, emesso a maggio per una disputa familiare. La polizia non ha indicato se gli agenti fossero al corrente del mandato o meno, né se si fossero recati sul posto per separate ragioni.

Il dramma

La tragedia, ripresa in un agghiacciante video di una ventina di secondi da un vicino di casa di Blake, è avvenuta a Kenosha, centomila abitanti, un tempo centro manifatturiero dell’auto a metà strada tra Milwaukee e Chicago sul lago Michigan. La dinamica degli avvenimenti è sotto indagine da parte delle autorità, con i poliziotti che sono stati al momento sospesi dal servizio attivo. La polizia a Kenosha non è tenuta a indossare telecamere fino al 2022. Da quanto appare sul video amatoriale, uno degli agenti afferra la maglietta di Blake girato di spalle e mentre quest’ultimo fa per entrare in auto gli spara ripetutamente e a bruciapelo nella schiena. Il corpo di Blake si accascia dentro il veicolo. Secondo l’avvocato della famiglia della vittima, la polizia era arrivata sul luogo dopo una chiamata per violenza domestica.

Nuove proteste contro polizia e razzismo

La tragedia, in attesa di risultati delle indagini, ha rilanciato negli Stati Uniti dure accuse contro gli abusi delle forze dell’ordine ai danni delle minoranze etniche, dando vita a due giorni di manifestazioni a Kenosha, con escalation della tensione e scene di violenza e scontri nella notte. Palazzine, negozi, vetture, sono stati dati alle fiamme o sono stati al centro di episodi di vandalismo. Un’intera area di business in un quartiere centrale è stata devastata, da un ristorante a un negozio di materassi e a uno di elettronica. Il governatore democratico dello Stato, Tony Evers, ha condannato l’azione degli agenti ma ha mobilitato almeno 125 soldati della guardia nazionale per cercare di mantenere l’ordine nella cittadina. È stato istituito anche un coprifuoco.

«Proiettili che feriscono il Paese»

Molte le prese di posizione sulla tragedia, dal mondo dello sport fino a quello della politica. Tra i tanti atleti di colore impegnati contro il razzismo, ha chiesto giustizia la stella della pallacanestro professionistica LeBron James. Il candidato democratico alle elezioni presidenziali Joe Biden ha domandato che gli agenti rispondano delle loro responsabilità. «I loro proiettili feriscono l’anima della nostra nazione», ha detto. Leader repubblicani locali hanno invece risposto anzitutto con un messaggio di legge e ordine.

Ultima di tante vittime

Quella di Blake è soltanto l’ultima tragedia a sfondo razziale di queti mesi. Un secondo afroamericano, il 31enne Trayford Pellerin, è stato ucciso venerdì scorso dalla polizia a Lafayette in Louisiana. Pellerin aveva un coltello e quando ha cercato di scappare la polizia ha aperto il fuoco. Dure proteste per uso di forza eccessiva hanno ripetutamente scosso anche la Louisiana negli ultimi giorni. Gli Stati Uniti quest’anno sono stati traumatizzati da ripetuti episodi di grave violenza della polizia contro la comunità nera, su tutti l’uccisione per soffocamento di George Floyd in maggio a Minneapolis. Episodi che hanno innescato mobilitazioni di massa con pochi precedenti contro il razzismo sistemico tuttora presente nel Paese, accompagnati da domande di profonde riforme della polizia. Fino ad allora, affermano i manifestanti, la tragedia di Kenosha appare destinata a ripetersi troppo spesso.

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