sale la tensione

Usa, scattano nuove sanzioni contro il ministro degli esteri iraniano Zarif

Congelati tutti gli asset che Zarif ha negli Stati Uniti e divieto di ingresso nei confini statunitensi. Il capo della diplomazia iraniana potrebbe incontrare anche inediti ostacoli a spostamenti fuori dal proprio Paese

di Marco Valsania


Pressing Usa sull'Europa per la missione nel Golfo

2' di lettura

NEW YORK - La strategia di “massima pressione” americana contro l'Iran schiaccia con le sue sanzioni il Ministro degli Esteri di Teheran Javad Zarif. La decisione contro Zarif, annunciata mercoledì sera dalla Casa Bianca, era stata preannunciata in giugno ma la sua entrata in vigore rappresenta un drastico giro di vite: il Dipartimento di Stato aveva infatti finora insistito per ritardarla, citando il rischio di paralizzare del tutto qualunque opzione diplomatica nei confronti di Teheran.

Vittima della misura potrebbero adesso essere in realtà tutti i paesi, a cominciare dall'Europa, che stavano tentando di tenere tuttora in vita soluzioni negoziali alla crisi.

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Le sanzioni sono state decretate in risposta a quelle che gli americani considerano dimostrazioni di crescente aggressività da parte del governo iraniano, tra le quali un recente nuovo test missilistico e il sequestro d'una petroliera battente bandiera britannica nello Stretto di Hormuz. Teheran risponde che le sue azioni sono state invece la replica a violazioni americane.

La scelta di Washington minaccia nei fatti di complicare le strategie dell'Unione Europea. Le sanzioni ordinano infatti sì il congelamento di ogni asset che Zarif abbia negli Stati Uniti e il divieto a qualunque suo ingresso nei confini statunitensi. Ma anche aziende e individui che abbiano rapporti con il ministro potrebbero finire nel mirino. E il capo della diplomazia iraniana potrebbe incontrare inediti ostacoli a spostamenti fuori dal proprio Paese. Le capitali europee avevano visto ad oggi proprio in lui un interlocutore per cercare di mantenere in vita l'accordo di denuclearizzazione del 2015 anche senza il sostegno di Washington.

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Il Segretario di Stato americano Mike Pompeo ha dichiarato che Zarif è stato preso di mira perché sarebbe un «sostenitore chiave» delle politiche dell'Ayatollah Ali Khamenei. «Gli Stati Uniti inviano un chiaro messaggio al regime iraniano che il suo recente comportamento è completamente inaccettabile», ha rincarato il Segretario al Tesoro Steven Mnuchin. Zarif ha risposto con sarcasmo. «Grazie per avermi considerato una tale minaccia alla vostra agenda».

La saga dell'assedio a Teheran non è però finita e ulteriori mosse potrebbero mostrare quanto la spirale delle tensioni si stia davvero aggravando. Il Dipartimento di Stato deve decidere giovedi' se rinnovare o meno esenzioni da sanzioni per tre progetti del nucleare civile iraniano nei quali un ruolo cruciale spetta alla cooperazione internazionale. Le esenzioni di 90 giorni adesso in scadenza sono state ritenute in passato un modesto gesto distensivo bilaterale. Il governo Usa potra' inoltre valutare permessi speciali per consentire a Zarif di recarsi alle Nazioni Unite. E funzionari americani hanno indicato che verrà anche valutato caso per caso se esponenti esteri che trattino con Zarif possano essere considerati immuni dal pericolo di un arresto negli Stati Uniti.

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