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Usa, a sostegno di Trump presidente scendono in campo Melania e la dinastia

La First Lady: Donald è una persona autentica, vuole solo il bene dell’America. Pompeo esalta la politica estera del tycoon. Gli interventi dei figli Eric e Tiffany

dal nostro corrispondente Riccardo Barlaam

Usa 2020, Donald Trump Jr: Joe Biden come il mostro di Loch Ness

La First Lady: Donald è una persona autentica, vuole solo il bene dell’America. Pompeo esalta la politica estera del tycoon. Gli interventi dei figli Eric e Tiffany


6' di lettura

NEW YORK - Le elezioni americane sono diventate un referendum. Pro o contro Trump. La convention repubblicana senza pubblico, arrivata al secondo giorno, è tutta giocata sul culto della personalità del suo leader e del trumpismo. Non si parla di programmi politici, non ci sono i valori nel Grand Old Party, ormai ridotto a poca cosa, senza veri leader a sostenere il candidato dietro la sua ingombrante presenza. Più che la convention repubblicana è un Trump Show, che è l’ispiratore, il regista e la star di tutti gli interventi studiati ad arte dalla squadra di producer di “The Apprentice”, la sua vecchia trasmissione televisiva.

Da Melania ai figli fino a Mike Pompeo: secondo giorno della Convention repubblicana

Da Melania ai figli fino a Mike Pompeo: secondo giorno della Convention repubblicana

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L’assegno in bianco del partito
Il programma politico per il secondo mandato di Trump è un assegno firmato in bianco dal partito dell'elefantino. I punti del Trump 2.0 sono una lista di titoli. Dozzine di ambiziosi obiettivi senza alcun dettaglio. Il messaggio che viene fuori da tutti gli interventi che si sono succeduti finora nell'imponente architettura neoclassica dell'Andrew Mellon Auditorium di Washington, tra sfilate di bandiere e musiche patriottiche che collegano i vari momenti della convention senza pubblico, alcuni live e altri registrati, è un messaggio divisivo dai toni populisti: senza Trump l’America rischia la deriva verso la sinistra radicale del partito democratico: il duo Biden-Harris, che continua a guidare tutti i sondaggi, cambierà il paese in peggio. Trump dopo quattro anni alla Casa Bianca si definisce ancora “un outsider del partito e della presidenza”. Joe Biden è un uomo delle istituzioni, senatore democratico moderato da 40 anni e per due mandati vice presidente di Barack Obama. Ma il messaggio di paura e di rabbia viscerale passa.

Nuovo attacco al voto per posta
Il presidente ha accettato la candidatura da Charlotte, in North Carolina, arrivata all’unanimità nel partito, davanti alle braccia alzate dei 330 delegati con i telefonini che immortalavano il momento. E ha subito attaccato il voto per corrispondenza e il pericolo di frodi elettorali. Uno dei cavalli di battaglia sui cui batte per delegittimare l’esito elettorale in caso di sconfitta a suon di ricorsi legali. Ci è tornato ieri sopra con un tweet, condiviso in pochi minuti da oltre 15mila sostenitori: «80 milioni di voti postali sono un vantaggio sleale. È una road map verso il disastro. Frodi e voti persi come mai prima, tra il 20% e il 30% annullati».

Il sostegno a oltranza dei bianchi
Trump e il trumpismo hanno dato ormai un imprinting al partito repubblicano archiviando le radici liberiste piantate da Reagan 40 anni fa con un governo snello e un interventismo in politica estera, lasciando campo aperto all’ala più conservatrice. Trump è sostenuto dai settori più tradizionalisti della società americana, dal voto rurale e dai bianchi soprattutto, working-class, poco acculturata di solito, in gran parte uomini, spaventati dall’immigrazione, dal crescente multiculturalismo, dai cambiamenti demografici che li trasformeranno in minoranza nel 2040 secondo le previsioni e dalla perdita di leadership economica di fronte all’avanzata cinese.

L’incognita coronavirus
L'incognita rispetto ai piani di rielezione di Trump è rappresentata dal coronavirus. Nonostante i messaggi che si ripetono di un'America che tornerà presto grande. Il tassello mancante del messaggio è come e quando questo potrà avvenire. Con quasi 200mila morti e 6milioni di casi causati dal Covid, la pandemia fuori controllo nel paese e i milioni di americani che hanno perso il lavoro e a fine estate perderanno anche i benefit che ricevono dai piani di aiuto federali in scadenza: le compagnie aeree americane hanno annunciato ieri che in autunno lasceranno a casa 19mila dipendenti. Nonostante Wall Street continui a guadagnare, non è chiaro insomma come far ripartire Main Street. Qui davvero Trump, al di là dei fiumi di retorica di questi giorni, la Dinasty della famiglia Trump che si alterna sul palco e i trumpster più agguerriti, si gioca la rielezione. Una ricetta nella sua leadership contraddittoria non c’è ancora.

Melania: Donald vuole il bene dell’America
La first lady Melania Trump, che in questi anni ha sempre avuto un atteggiamento low profile rispetto all'ingombrante personalità del marito, è stata la voce più importante della seconda serata a supporto della candidatura. Ha parlato dal Giardino delle Rose della Casa Bianca appena rinnovato, con il sottofondo delle cicale. Un discorso misurato senza mai attaccare gli avversari “per non dividere ulteriormente il paese”, ha detto la prima first lady straniera. Una donna riservata, dalla bellezza magnetica ma poco propensa ad apparire in pubblico. A volte riluttante addirittura al fianco di un marito a dir poco ingombrante. Non vive da tempo con il marito alla Casa Bianca ma con il figlio quattordicenne Bannon in una residenza in Virginia e appare solo nelle occasioni ufficiali. Il suo discorso è stato limato fino all’ultimo dai collaboratori della ex modella slovena ricordando la gaffe del 2016 quando l’accusarono di aver copiato ampie parti del discorso di Michelle Obama. Melania Trump ha parlato alle donne, agli strati più deboli del paese, e ha cercato di dare una immagine diversa del tycoon come presidente, come marito e come padre. «Donald è una persona autentica, vuole solo il bene dell’America».

Ha ricordato le vittime del coronavirus e le loro famiglie e ringraziato i lavoratori in prima linea nella lotta della pandemia. Donald l’ha baciata davanti ai fotoreporter in un perfetto quadretto di famiglia americana felice al termine dell’intervento, con lo sfondo delle bandiere a stelle e strisce.

Le critiche dei democratici
I democratici hanno criticato la scelta del luogo. Contestano l’utilizzo di parte della Casa Bianca ipotizzando una violazione dell’Hatch Act del 1939 che vieta a personaggi pubblici di usare alcuni luoghi, come la Casa Bianca appunto, la casa di tutti gli americani, per le loro attività politiche. Le stesse critiche avanzate a Mike Pompeo, il capo della diplomazia, e possibile candidato repubblicano nel 2024, che ieri ha parlato da Gerusalemme, dove l’amministrazione Trump ha deciso di spostare l’ambasciata americana, vantando i meriti dell’America first del suo presidente nella politica estera e in Medio Oriente in particolare. Si è trattato del primo intervento a una convention di partito di un segretario di stato in carica in almeno 75 anni. Nella serata sono intervenuti altri due figli della Dinasty Trump, Eric e Tiffany, oltre a personaggi pubblici come il governatore dell’Iowa Kim Reynolds e il senatore Rand Paul.

Eric e l’inchiesta sulla Fondazione Trump
Eric Trump è il vicepresidente della Trump Organization e due giorni fa ha ricevuto un invito a comparire dalla Procura generale di New York per una inchiesta di frode fiscale che riguarda la fondazione del presidente sul valore degli asset: 120 milioni di dollari di vecchi debiti sui cui sarebbero stati impropriamente ricevuti incentivi e riduzioni fiscali.L’altro fratello, Donald Trump Junior con il suo discorso è stato il protagonista della prima serata. Trump jr ha detto “che bisogna combattere il razzismo e che i poliziotti sono eroi”.

Proteste e due vittime dopo i colpi della polizia a Jacob Blake
Parole che suonano stonate dopo l’ultimo episodio di violenza: Jacob Blake, 29enne afroamericano, rimasto paralizzato per gli spari alla schiena dei poliziotti, dopo che aveva cercato di pacificare due persone in strada e cercava di risalire sulla sua auto, con i figlioletti seduti dietro. L’episodio è avvenuto a Kenosha, città di 100mila abitanti nel sudest del Wisconsin, a nord di Chicago, dove è stato dichiarato il coprifuoco, con auto incendiate e due giorni di proteste. Al momento si contano due vittime. Il governatore del Wisconsin ha dichiarato lo stato di emergenza e i familiari di Blake invitano alla calma. Le proteste si sono allargate in queste ore a Portland, Seattle, Minneapolis e New York.

«No Justice No Peace»
A pochi giorni dalla grande manifestazione di venerdì prossimo del movimento Black Lives Matter a Washington, al grido di “No Justice No Peace”, 49 anni dopo il celebre discorso di Martin Luther King “I have a dream” sul superamento delle divisioni razziali, proteste che danno adito ai timori di sicurezza degli americani. E soffiano sul fuoco delle dichiarazioni di Mark e Patricia McCloskey alla convention: la coppia di St Louis, in Missouri, diventata celebre perché durante i cortei Black Lives Matter erano usciti dalla loro casa brandendo i fucili sui manifestanti per ribadire il diritto a difendersi. «I democratici non proteggono i cittadini dai criminali. Per questo non fate errori, la vostra famiglia non sarà sicura nella America democratica radicale».

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    Riccardo Barlaamcorrispondente da New York

    Luogo: New York, USA

    Lingue parlate: inglese, francese

    Argomenti: economia, finanza e politica internazionale

    Premi: Premio Baldoni (2008), Harambee (2013), Overtime Film Festival (2017)

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