AnalisiL'analisi si basa sulla cronaca che sfrutta l'esperienza e la competenza specifica dell'autore per spiegare i fatti, a volte interpretando e traendo conclusioni al servizio dei lettori. Può includere previsioni di possibili evoluzioni di eventi sulla base dell'esperienza.Scopri di piùnon solo sanzioni

Usa a tenaglia sui gasdotti: stop a Gazprom, aiuti (e armi) per EastMed

Accanto alle sanzioni contro i nuovi gasdotti russi, NordStream2 e TurkStream, gli Stati Uniti hanno varato anche misure per favorire lo sviluppo di un hub del gas nel Mediterraneo orientale, compresa la fine dell’embargo sulle armi a Cipro. Il primo effetto è stato accelerare l’EastMed: il 2 gennaio Israele, Grecia e la stessa Cipro firmeranno gli accordi intergovernativi

di Sissi Bellomo

default onloading pic
(Epa)

Accanto alle sanzioni contro i nuovi gasdotti russi, NordStream2 e TurkStream, gli Stati Uniti hanno varato anche misure per favorire lo sviluppo di un hub del gas nel Mediterraneo orientale, compresa la fine dell’embargo sulle armi a Cipro. Il primo effetto è stato accelerare l’EastMed: il 2 gennaio Israele, Grecia e la stessa Cipro firmeranno gli accordi intergovernativi


3' di lettura

Da un lato le sanzioni contro i nuovi gasdotti russi, dall’altro un sostegno – politico, economico e militare – per lo sviluppo di un hub del gas nel Mediterraneo orientale. Gli Stati Uniti nei giorni scorsi non solo hanno costretto Gazprom a sospendere la costruzione del NordStream2, ma con una mossa a tenaglia hanno varato anche altri provvedimenti di legge, il cui primo effetto è stato spianare la strada all’EastMed.

L’accordo intergovernativo per la pipeline che punta a portare in Europa il gas del Bacino di Levante sarà firmato il 2 gennaio ad Atene da Grecia, Israele e Cipro. E non è un caso che l’annuncio sia arrivato adesso, perché gli Usa hanno appena tradotto in legge la promessa di sostenere e difendere (se necessario con le armi) il progetto.

Mentre l’attenzione degli esperti di energia si è focalizzata soprattutto sullo stop a NordStream 2, giunto mentre Russia e Ucraina si accordavano sul transito del gas, tra le norme approvate la settimana scorsa dal Congresso Usa c’è anche un testo dal titolo eloquente: «Eastern Mediterranean Security and Energy Partnership Act».

Tra i punti principali, la fine dell’embargo alla vendita di armi a Cipro, finanziamenti e addestramento militare a favore della Grecia e la creazione di un organismo «per facilitare la cooperazione energetica tra Usa, Israele, Grecia e Cipro».

A presentare il disegno di legge (inserito anch’esso nel pacchetto sulla difesa, come le sanzioni contro NordStream2 e TurkStream) era stato il senatore democratico Bob Menendez, che ora acclama «l’alba di un nuovo giorno», quello che segna un maggiore coinvolgimento di Washington in un’area geografica strategica per i suoi interessi, nel mercato del gas e non solo.

La scoperta di ricchi giacimenti – compreso l’egiziano Zohr, sviluppato da Eni, e l’israeliano Leviathan, di cui Tel Aviv ha appena autorizzato l’avvio – ha reso incandescenti le relazioni nel Mediterraneo orientale, spingendo Washington a rivendicare una posizione di controllo, per arginare l’influenza di Russia e Turchia.

Ankara, sanzionata dalla Ue per le interferenze con le trivellazioni al largo di Cipro, di recente si è accordata con Tripoli per ridisegnare i confini delle acque territoriali di Turchia e Libia, con un atto denunciato come «illegale» da altri Paesi dell’area, Grecia in testa.

L’Italia è finora rimasta defilata. Ma il nostro Paese – individuato come destinazione finale del gas del Bacino di Levante – ha comunque un ruolo centrale nel Risiko dell’energia che si sta giocando nel Mediterraneo.

Alla firma dell’accordo intergovernativo per EastMed non ci saremo, se non come osservatori. Ma anche il progetto Igi Poseidon, il gasdotto di collegamento tra EastMed e la Puglia, procede a passi spediti. Il cda della joint venture paritaria tra Edison e la società greca Depa ha deciso «all’unanimità» (guarda caso proprio venerdì scorso) di «accelerare lo sviluppo di EastMed».

Gli studi preliminari, cofinanziati dalla Ue, saranno completati entro due anni, promette la jv, «aprendo così la strada al raggiungimento delle condizioni per la decisione finale di investimento».

Bruxelles potrebbe presto elargire altri finanziamenti. EastMed è infatti inserito nella nuova lista dei Progetti europei di interesse comune (Pic), che il Parlamento Ue deve vagliare entro aprile.

Ed è probabile che anche gli Usa non faranno mancare un aiuto: tra le varie misure varate nei giorni scorsi, c’è l’istituzione di un fondo da un miliardo di dollari a favore di infrastrutture che promuovano l’indipendenza energetica (dalla Russia, si intende) dell’Europa Centrale e Orientale.
@SissiBellomo

Per approfondire:
NordStream 2 fermo per sanzioni Usa
Gas, la Turchia sfida Cipro in casa di Eni e Total
Energia, così l'Italia ha perso la partita per diventare «hub» del gas
Il gas di Israele esportato via Egitto. Storico accordo nel Bacino di Levante

Riproduzione riservata ©
Per saperne di più

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti