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Usa, Trump cancella mezzo milione di visti per lavoratori immigrati (compresi i dirigenti)

Bloccato per il resto dell'anno il programma degli H1-B. Il business denuncia rischi per la ripresa e l'innovazione

di Marco Valsania

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Bloccato per il resto dell'anno il programma degli H1-B. Il business denuncia rischi per la ripresa e l'innovazione


2' di lettura

Donald Trump dà un nuovo, brusco giro di vite contro l'immigrazione, anche quella più qualificata, affermando di voler proteggere centinaia di migliaia di posti di lavoro per gli americani dalla crisi causata dalla pandemia.

Stop agli H1-B
Il Presidente degli Stati Uniti ha firmato un ordine esecutivo che dal 24 giugno fino alla fine dell'anno blocca visti quali H1-B, quelli destinati spesso al personale hi-tech. Oltre a quelli riservati a dirigenti d'azienda di multinazionali, spesso trasferiti per periodi nelle diverse sedi, come a impieghi stagionali e a scambi accademici. Al bando, in un clima di confusione e incertezza sui dettagli esatti, saranno messi anche i giovani impiegati come “au pair”. Esentate saranno alcune categorie considerate indispensabili, quali lavoratori agricoli e ella sanità.

Mezzo milione di visti
L'ordine dovrebbe congelare in tutto la concessione di oltre mezzo milioni di visti, quindi nei calcoli dell'amministrazione salvare altrettanti posti per gli americani. Trump, che aveva già temporaneamente bloccato la concessione di carte verdi, i permessi di soggiorno permanenti, ha esplicitamente citato il «rischio di danneggiare i lavoratori americani» e gli «interessi dell’economia» nel firmare il nuovo provvedimento.

La denuncia delle imprese
È una tesi denunciata da molte aziende, che considerano invece essenziali i lavoratori stranieri qualificati e temono a venga oggi messa a rischio l'innovazione. «Questo è un attacco frontale all’abilità della nostra nazione di trarre vantaggio dall'attirare talento dal resto del mondo», ha affermato Todd Schulte, direttore di Fwd.us, associazione pro-immigrazione sostenuta dalla Corporate America. Coalizioni di aziende potrebbero decidere di presentare ricorso in tribunale contro il nuovo ordine sull'immigrazione.
Anche l'opinione pubblica oggi appare meno disposta alle azioni di Trump, anche quando i gioco sono le occupazioni meno qualificate: un sondaggio del Pew Center ha trovato che il 64% ritiene che gli immigrati svolgano mansioni che gli americani non vogliono. Tra gli stessi repubblicani affiorano resistenze: un alleato tradizionalmente fedele, il senatore della South Carolina Lindsey Graham, ha indicato di temere che le restrizioni creino “ostacoli alla ripresa economica”. Trump oltretutto ha anche in programma riforme permanenti del sistema dei visti H1-B: le 85.000 posizioni oggi assegnate con una lotteria verrebbero gestite invece con criteri più severi e concentrate unicamente suoi salari più alti.

La pandemia si aggrava
Trump è sotto assedio per il nuovo aggravarsi della pandemia, con gli Usa responsabili del 20% dei nuovi casi al mondo e infezioni in aumento in almeno 22 dei 50 stati del Paese. Alla Casa Bianca altri due membri dello staff presidenziale sono risultati positivi. Se New York è entrata ieri nella fase 2 della riapertura, con fino a 300.000 lavoratori tornati in ufficio, in stati che avevano ripreso le attività in mondo accelerato non Texas i casi sono raddoppiati

Trump pronto a denunciare truffe elettorali
Il Presidente ha anche reagito ai deludenti sondaggi sulla sua popolarità e agli affanni della sua campagna elettorale – in evidenza dopo il rally di Tulsa - rilanciando lo spettro di truffe elettorali a suo svantaggio alle urne di novembre. Ha ripetuto che il voto via posta sarebbe una ricetta per grandi manipolazioni, che milioni di schede verrebbero stampate da paesi stranieri e che quelle del 2020 potrebbero diventare le elezioni “più truccate nella storia”.

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