vertice di guerra alla casa bianca

Usa, Trump ha valutato le opzioni per attaccare l’Iran

Il presidente che non concede la vittoria a Biden e blocca la transizione ha discusso il bombardamento del sito nucleare di Natanz in un vertice alla Casa Bianca nei giorni scorsi: i responsabili della Sicurezza nazionale lo avrebbero convinto a non procedere «per evitare un conflitto più ampio»

Il numero 2 di Al Qaida vittima in Iran del Mossad

Il presidente che non concede la vittoria a Biden e blocca la transizione ha discusso il bombardamento del sito nucleare di Natanz in un vertice alla Casa Bianca nei giorni scorsi: i responsabili della Sicurezza nazionale lo avrebbero convinto a non procedere «per evitare un conflitto più ampio»


3' di lettura

Donald Trump, in un vertice alla Casa Bianca della scorsa settimana, ha chiesto ai suoi collaboratori di valutare le opzioni per attaccare il principale sito nucleare iraniano. Ma ha poi deciso di non compiere il drammatico passo. I contenuti della riunione sono stati divulgati dal New York Times e dall’agenzia Reuters che citano fonti interne all’amministrazione uscente. Il summit si è svolto nello Studio Ovale giovedì 12 novembre, a due mesi dalla fine del mandato di Trump, ed erano presenti i massimi collaboratori del presidente sulla Sicurezza nazionale: tra questi, il vicepresidente Mike Pence, il segretario di Stato Mike Pompeo, il nuovo segretario alla Difesa ad interim Christopher Miller e il generale Mark Milley, presidente del Joint Chiefs of Staff.

Attaccare l’Iran: la linea della Casa Bianca

Trump - che rifiuta di concedere la vittoria e contesta i risultati delle elezioni presidenziali del 3 novembre - dovrà consegnerà tutti i poteri presidenziali al democratico Joe Biden entro il 20 gennaio ma nel corso del vertice ha voluto approfondire le modalità e le implicazioni di un attacco all’Iran. Secondo la fonte - citata dal New York Times - i consiglieri sono poi riusciti a convincere Trump a non insistere sull’attacco che avrebbe potuto provocare un conflitto più ampio. «Ha chiesto quali siano le opzioni. Gli hanno fornito gli scenari e alla fine ha deciso di non andare avanti», ha detto il funzionario. La Casa Bianca ha rifiutato di commentare la vicenda.

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Trump ha trascorso tutti e quattro gli anni della sua presidenza impegnandosi in una politica aggressiva contro l’Iran, ritirandosi nel 2018 dall’accordo sul nucleare iraniano negoziato dal suo predecessore democratico, Barack Obama, e imponendo sanzioni economiche contro Teheran.

La riunione convocata da Trump si è svolta il giorno dopo che un rapporto degli esperti delle Nazioni Unite ha mostrato che l’Iran aveva terminato lo spostamento di una serie di centrifughe avanzate da un impianto nel suo principale sito di arricchimento dell’uranio a una struttura sotterranea, in una nuova violazione del suo accordo nucleare del 2015 con le grandi potenze mondiali. Mentre lo stock di uranio accumulato dall’Iran ha superato da tempo i limiti concordati.

Le tensioni con Teheran

Alireza Miryousefi, portavoce della missione iraniana presso le Nazioni Unite a New York, ha affermato che il programma nucleare iraniano ha solo scopi pacifici ed è destinato a uso civile e che le misure di Trump non hanno modificato la strategia del suo Paese. «Tuttavia, l’Iran ha dimostrato di essere in grado di usare la sua legittima potenza militare per prevenire o rispondere a qualsiasi iniziativa da parte di qualsiasi aggressore», ha aggiunto.

A gennaio, Trump ha ordinato un attacco con droni che ha ucciso il generale iraniano Qassem Soleimani all’aeroporto di Baghdad. Ma la Casa Bianca ha evitato conflitti militari più ampi e ha cercato di ritirare le truppe statunitensi dalle zone calde del mondo in linea con la promessa di fermare quelle che Trump ha definito le «guerre infinite».

Un attacco al principale sito nucleare iraniano a Natanz potrebbe sfociare in un conflitto regionale e rappresentare una seria sfida di politica estera per Biden. Anche il team di transizione di Biden, che non ha avuto accesso all’intelligence sulla Sicurezza nazionale a causa del rifiuto dell’amministrazione Trump di iniziare la transizione, ha rifiutato di commentare.

Le mosse di Biden sulla Sicurezza nazionale

Il presidente eletto Joe Biden sta tuttavia cercando di anticipare i tempi anche sulla Sicurezza nazionale. Per martedì 17 novembre ha convocato un incontro per avviare la transizione e la collaborazione con le agenzie nazionali di intelligence. Non potendo contare sui responsabili della Sicurezza nazionale ancora in carica (almeno ufficialmente), Biden si affida agli esperti dell'amministrazione Obama, così come a persone che hanno lasciato il governo durante gli anni di Trump e che collaborano.

John Kelly, ex capo di gabinetto della Casa Bianca con Trump, è tra quelli che hanno avvertito che la mancanza di accesso di Biden ai dossier delle agenzie per la Sicurezza nazionale potrebbe essere una minaccia per gli Stati Uniti.


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