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Usa-Vaticano, la “svolta” con il cattolico Biden. In arrivo l’esplosivo Rapporto McCarrick sulla pedofilia nella Chiesa

L’appello dei vescovi Usa all’unità politica, ma anche dei cattolici, divisi al voto. Il nodo per Biden del futuro ambasciatore presso la Santa Sede

di Carlo Marroni

Joe Biden, chi e' il nuovo inquilino della Casa Bianca

L’appello dei vescovi Usa all’unità politica, ma anche dei cattolici, divisi al voto. Il nodo per Biden del futuro ambasciatore presso la Santa Sede


4' di lettura

Un'accortezza diplomatica. La Santa Sede ha aspettato che in Usa si votasse e ci fosse tempo per arrivare ad un vincitore certo. Ora che c'è un nuovo presidente, Joe Biden, può essere pubblicato il Rapporto Mc Carrick, destinato a svelare uno spaccato della chiesa americana sulla piaga della pedofilia. Martedì 10 novembre quindi sarà reso noto il lavoro di due anni di investigazione a tutto campo sui delitti commessi dell'ex cardinale Theodor McCarrick, spretato lo scorso anno dal Papa. Un porporato che in passato è stato potentisissimo e influente, e che è stato usato dall'ex nunzio Carlo Viganò, per lanciare accuse a Francesco, tanto da chiederne le dimissioni.

Le offensive anti-Francesco dai vescovi ammiratori di Trump

Una vicenda, questa, che in qualche modo si lega alla politica americana e alle elezioni. Già perchè l'episcopato americano, in larga parte ultraconservatore e fiero sostenitore di Donald Trump, ha sempre guardato con favore a queste accuse di Viganò, ex nunzio negli Stati Uniti, lui stesso legato a McCarrick come ampiamente documentato. Martedì quindi il rapporto disvelerà connessioni e coperture, ed è destinato ad avere enorme eco, certamente più Oltreoceano che in Europa, dove pure vicende di abusi sono state devastanti, ma con riflessi “politici” interni alla Chiesa più limitati. I vescovi americani da decenni sostengono perlopiù la destra repubblicana in chiave anti-aborto, in contrapposizione all'ala progressista più attenta ai temi dei poveri e degli immigrati (tema questo per la verità più trasversale). Barack Obama fu avversato apertamente per la sua riforma sanitaria che dava spazio all’assistenza per l’interruzione della gravidanza, che Trump ha colpito in più fasi. Ora con Biden – secondo cattolico dopo John Kennedy ad entrare alla Casa Bianca, che ha incontrato Francesco più volte – le cose cambieranno, anche se gradualmente.

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L'appello dei vescovi Usa all'unità (anche degli elettori)

E la Santa Sede? È intuibile che il Papa e i vertici della Curia – in testa il Segretario di Stato, cardinale Pietro Parolin – erano agli antipodi rispetto alle politiche trumpiane, e pur non avendo rilasciato ancora comunicati ufficiali la soddisfazione per come sono andate le cose trapela dall'ampio spazio che il portale Vatican News ha dato al messaggio dei vescovi americani. «Ora è il momento che i nostri leader si riuniscano in uno spirito di unità nazionale e si dispongano al dialogo e all'impegno per il bene comune», ha dichirato il presidente della Conferenza dei vescovi cattolici degli Stati Uniti, l'arcivescovo di Los Angeles, José H. Gomez, appartenente all'Opus Dei e considerato un conservatore in dottrina ma molto vicino ai migranti. Un appello all'unità rivolto anche agli stessi cattolici, divisi tra il Trump pro-life e il Biden centrato sui valori e i diritti di tutti, e pro-chioce su vita e famiglia.

Temi-chiave dell'agenda bilaterale: migranti ed ecologia

Tra Santa Sede e Usa i rapporti bilaterali durante la presidenza Trump sono stati molto erratici. Dal tema relativo ai migranti – a partire dalla barriera con il Messico, criticata dal Papa già prima dell'elezione nel 2016 – all’ambiente: l’enciclica Laudato Si’ è stata sempre avversata dalla destra. Diverso il dossier Cina, che ha visto l'offensiva diplomatica in settembre contro la conferma dell'accordo sulla nomina dei vescovi tra Roma e Pechino, culminata nella vista di Mike Pompeo e le pubbliche dichiarazioni contro ogni accordo con il regime cinese, con un chiara interferenza negli affari interni di un altro stato. Il Papa ha tirato dritto, e con Biden i toni certamente cambieranno. Cambierà anche l'ambasciatore dopo il 20 gennaio: da tre anni si era insediata a Villa Richardson Callista Gingrich – già produttrice tv – un nomina propiziata dal marito Newt, ex presidente della Camera dei rappresentanti Usa e candidato presidenziale repubblicano del 2012, un ultra-falco che domenica dal campo di golf di Trump (testimoniato da foto postate con la moglie) si è unito al coro sguaiato sui brogli e la corruzione.

Il nodo del prossimo ambasciatore presso la Santa Sede

Biden, cattolico che va a messa la domenica, forse questa volta sceglierà un rappresentante presso la Santa Sede di maggior peso ed esperienza, e comunque effettuerà la scelta con più attenzione, visto che anche negli otto anni di Obama erano stati mandati personaggi di secondo piano. A differenza di come fanno altri paesi come la Russia, che nominano diplomatici di primissimo livello, visto il peso che ha assunto Francesco negli equilibri geopolitici mondiali. Non solo. Le forzature conservatrici alimentate in questi anni da Steve Bannon, ex consigliere di Trump, hanno dato forza a spinte centrifughe che di fatto mandano fuori giri interi pezzi di chiesa, costretti ad inseguire agende pastorali del tutto vuote. L'offensiva tradizionalista contro Bergoglio partita dal Sinodo sulla famiglia nel 2015 si è snodata via via su altri aspetti, con membri dell'episcopato americano sempre nel mezzo.

Morto il prete pedofilo di “Spotlight”

Infine una notizia, che non c'entra con l'elezione di Biden, ma con la storia recente della chiesa americana. È morto a 89 anni Paul Shanley, il prete pedofilo al centro dello scandalo degli abusi sessuali da parte del clero nell'arcidiocesi di Boston, il primo caso clamoroso che portò anche al trasferimento a Roma del potentissimo cardinale Law. Il suo caso, insieme a quello di altri sacerdoti violenti, fu raccontato nel film “Spotlight”, ispirato all'indagine del Boston Globe che vinse il Pulitzer. Shanley era stato rimosso dal ministero dal Vaticano nel 2004 e condannato per stupro su minori un anno dopo in un caso storico davanti alla Corte Superiore del Middlesex. Dopo 12 anni di detenzione era stato scarcerato nel 2017.


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