Interventi

Utilities pronte per la ripartenza

di Giovanni Valotti

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3' di lettura

Un gruppo di parlamentari ha recentemente presentato un’interrogazione al ministro dell’Ambiente Costa per sapere come intenderà assicurare che la raccolta dei rifiuti non si interrompa, «con il rischio di causare gravi ulteriori conseguenze per la salute pubblica». Il terribile momento che il Paese sta vivendo, in piena emergenza coronavirus, mette in drammatica evidenza il ruolo fondamentale e insostituibile delle imprese che si occupano di servizi pubblici essenziali.

La vita di ogni cittadino è accompagnata ogni minuto dall’azione di una utility i cui operatori sono proprio in questi giorni in prima fila, a evitare che lo stato di emergenza possa compromettere il soddisfacimento di bisogni fondamentali della popolazione. Svolgono il loro lavoro con grande senso di responsabilità e nelle condizioni di massima sicurezza possibile. E sempre in questi giorni meglio si comprende, probabilmente, l’importanza di imprese che hanno nella loro missione la creazione di valore pubblico e nel loro modello di business la vicinanza ai territori. Numerose sono ad esempio le iniziative promosse per sostenere attraverso donazioni la gestione dell’emergenza, così come, a prescindere dai provvedimenti del Governo, molte aziende si sono attivate volontariamente per sostenere imprese e cittadini in un momento di grande difficoltà economica, attraverso aiuti alle famiglie bisognose o dilazioni nel pagamento delle bollette, riuscendo al tempo stesso a mantenere gli impegni verso i propri fornitori.

In altri termini, le utilities sono una grande e insostituibile risorsa del Paese. Soprattutto sono imprese che, mentre gestiscono tra mille difficoltà il presente, stanno già pensando al futuro. Poiché storicamente hanno contribuito alla sviluppo delle infrastrutture e dei servizi anche in momenti di ciclo economico negativo, potranno giocare un ruolo fondamentale per far ripartire l’economia.

Si pensi al volume di investimenti che le utilities sono pronte a mettere in campo per sostenere il Green deal: dalla decarbonizzazione, alla transizione energetica, all’economia circolare, alla mobilità elettrica, al miglioramento della qualità e della resilienza del servizio idrico. Ante crisi, il settore aveva stimato in oltre 50 miliardi di euro gli investimenti mobilitabili, tutti collegati a infrastrutture e servizi fondamentali per il Paese e i cittadini. Superata l’emergenza queste saranno risorse che le imprese potranno destinare alla ripresa dell’economia.

A due condizioni.

La prima è che la gestione della fase emergenziale e il necessario sostegno agli operatori economici e ai cittadini in difficoltà, non comprometta nel breve l’equilibrio economico- finanziario delle utilities.

Un esempio per tutti: dilazioni o sgravi nel pagamento delle bollette dovrebbero trovare significativa copertura in misure di sostegno pubblico all’emergenza. Qualora gravassero sui bilanci delle imprese potrebbero avere impatti tali da generare percorsi di crisi difficilmente reversibili e comunque in contrasto con un possibile ruolo di rilancio dell’economia.

La seconda è che Governo e Parlamento mettano in grado le utilities di sprigionare appieno e rapidamente la propria forza d’urto. In questa direzione è auspicabile, almeno in una fase straordinaria post-emergenza, una decisa semplificazione di tutte le procedure autorizzative, dei controlli, delle normative sui contratti e sugli appalti pubblici, dei vincoli alla gestione, in primis sulle assunzioni. Una sorta di zona temporale franca per far ripartire il Paese.

Insomma, le utilities stanno facendo ogni giorno la loro parte. Soprattutto sono pronte a essere protagoniste della ripartenza. Chiedono solo di essere messe nelle condizioni per continuare a essere una forza essenziale e irrinunciabile del Paese.

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