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Utility ancora sotto riflettori, attesa per vertice Ue su tetto prezzi

Il price cap allo studio dell’Unione europea per il settore delle rinnovabili sarebbe di 200 euro per megawattora, superiore alle previsioni

di Stefania Arcudi

(IMAGOECONOMICA)

2' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - All'indomani di una seduta brillante, in cui hanno tenuto a galla gli indici europei, i titoli delle utility sono ancora sotto i riflettori e si muovono all'insegna della cautela, in attesa del vertice dei ministri Ue, durante il quale dovrebbero essere discusse misure per contenere il caro-prezzi, con la proposta di un tetto ai prezzi delle importazioni russe (Mosca ha già minacciato ritorsioni e lo stop alle forniture se l'Europa andrà in questa direzione) e di possibili linee di credito d'emergenza per gli operatori del mercato energetico.

Così, mentre il FTSE MIB è debole, tengonoEnel ed Hera, male A2a, Snam Rete Gas, Italgas e Terna. Secondo indiscrezioni riportate dai quotidiani, compreso Il Sole 24 Ore, la Commissione europea proporrà un piano energia in cinque punti, che prevede risparmi vincolanti sui consumi, contributi di solidarietà sugli extra profitti delle società che non utilizzano gas per produrre elettricità e incassano profitti consistenti, contributi di solidarietà per le società oil, gas e coal, aiuti alle utility in difficoltà per le garanzie e tetto al prezzo del gas russo. Il price cap allo studio dell’Unione europea per il settore delle rinnovabili sarebbe di 200 euro per megawattora, superiore alle previsioni (Equita per esempio stima sul 2023 circa 130 euro al megawattora come cap ai prezzi di mercato).

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Secondo una bozza circolata sui media, la Commissione europea raccomanderebbe che i governi introducano un prelievo sui ricavi dei produttori di elettricità da fonti diverse dal gas quando i prezzi di mercato superano i 200 euro e i ricavi in eccesso sarebbero redistribuiti per aiutare imprese e famiglie. Secondo gli analisti si tratterebbe di un compromesso «migliore rispetto a quanto riflesso al momento dai prezzi di Borsa delle utility». Valutando il piano nel suo complesso, secondo Equita, «in particolare l'introduzione di un cap a 200 euro è a nostro avviso positiva sia per la riduzione del rischio regolatorio, sia per il livello di prezzo che lascia comunque agli operatori spazio per incamerare parte dei benefici dei prezzi di borsa, che in molti casi compensano le perdite nei segmenti retail)». Tra le maggiori beneficiarie gli analisti indicano Enel, Iren, A2a, Erg e Acciona Energia, anche se «resta comunque da verificare come queste norme saranno recepite a livello nazionale e quanto inciderà l'eventuale cap ai prezzi del gas russo, che potrebbe implicare prezzi energia più bassi del cap alle rinnovabili».


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