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Utility fiacche, alle prese con rischi regolatori e possibili aumenti tassi

Gli analisti si concentrano sul settore power generation

di Chiara Di Cristofaro

(Eugenio Marongiu - stock.adobe.com)

2' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 16 dic - Seduta fiacca per le utility, tra i settori più deboli in Europa e alle prese con i rischi regolatori che derivano da possibili interventi governativi sui prezzi. In un mercato con un FTSE MIB in netto rialzo, si muovono col freno tirato A2a, Italgas, Enel, Snam Rete Gas, Erg e Iren. Il comparto è frenato soprattutto perché pesa la prospettiva di un aumento dei tassi, che per ora riguarda gli Usa con tre ritocchi previsti per il prossimo anno. Ma gli analisti si concentrano sul settore power generation: «Il fatto che il Governo e l'Ue stiano valutando interventi strutturali nel settore della powergen è una notizia negativa perché aumenta il rischio regolatorio», commentano da Equita. Fra le utility italiane i principali power generators da produzione idroelettrica/WTE sono Enel, A2a e Iren. Fra le rinnovabili con maggiore esposizione al solare con conto energia e ad incentivi terminati c'è Erg (8-10% Ebitda) anche se la società ha già venduto forward (e non sta quindi beneficiando dell`andamento prezzi), spiega Equita.

Il presidente del Consiglio Mario Draghi ha sottolineato che nel 2022 il governo stanzierà ulteriori 3,8 md per ridurre le bollette, annullando gli oneri di sistema e riducendo l`Iva per le utenze domestiche e le piccole attività commerciali. Secondo Draghi però serve una soluzione strutturale e occorre fare una riflessione sul meccanismo di prezzo dell`energia: andranno cioè guardati i profitti che hanno avuto le società, che quindi saranno chiamate alla compartecipazione dei maggiori costi comuni, sottolineano gli analisti di Equita in un report. Inoltre, il ministro Cingolani ha indicato potenziali misure su base «volontaria» nel settore. Tra i possibili interventi, secondo Equita, ci potrebbe essere l`introduzione di un prezzo massimo per power generators idroelettrici/renewables/Wte oltre il quale la maggiore compensazione verrebbe girata a riduzione delle bollette elettriche. «Sarebbe una soluzione gestibile - dice Equita - perché le società hanno venduto forward su prezzi ben inferiori agli attuali». Un altro possibile intervento riguarda l`introduzione di un sistema «pay-as-bid» in cui per ogni tecnologia sarà definito un prezzo di mercato, ma con l`introduzione di cap. In questo caso, «il rischio sarebbe su come verrebbe definito il cap per tecnologia. Gli impianti idroelettrici solitamente hanno capitale investito basso e quindi cap basato sul ritorno sul capitale sarebbero un rischio».

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