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Utility sotto i riflettori con rally prezzi gas, Bonomi chiede intervento Governo

Il picco dei prezzi pone problemi per le famiglie, ma anche per il Governo, le imprese e gli esercenti, che si trovano ad affrontare il fuoco incrociato del caro-bolletto e del calo dei consumi

di Stefania Arcudi

(EPA)

2' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Mentre il rialzo dei prezzi del gas continua a tenere banco, anche sul fronte politico, diventando uno dei temi caldi della campagna elettorale per le prossime elezioni, le utility restano osservate speciali a Piazza Affari, dove il FTSE MIB è poco mosso (Italgas, Snam Rete Gas, Hera, A2a, Enel e Terna). Venerdì i contratti del gas naturale scambiati ad Amsterdam sono arrivati a cedere quasi il 10% a un minimo di 283 euro al megawattora, salvo poi tornare sopra i 300 euro, dopo il record di giovedì in chiusura a 321,414 euro e dopo avere toccato giovedì nell'intraday i 324 euro, non distante dal top di 345 euro del 7 marzo. Per fare un paragone a fine agosto 2021 il gas naturale scambiato ad Amsterdam valeva 27,28 euro.

Il picco dei prezzi, che hanno superato i 300 euro al megawattora sulla piattaforma Ttf di Amsterdam, pone una serie di problemi per le famiglie, che si trovano a pagare bollette molto più salate, ma anche per il Governo, che deve pagare le forniture dall'estero, per le imprese, soprattutto quelle più energivore (ovvero quelle che consumano più energia per la produzione e le attività), e per gli esercenti, che si trovano sotto il fuoco incrociato di bollette più alte e consumi in calo. Come ricordano gli analisti di Equita, «tra le ipotesi allo studio ci sono un maggiore deficit di bilancio per favorire misure sul settore, il sostegno ai rigassificatori e la vendita di gas agli utenti energivori a prezzi regolamentati attraverso l'intervento del Gse come acquirente. Anche l'introduzione di un tetto massimo a livello europeo sui prezzi del gas dovrebbe essere discussa in ottobre».

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Per altro, come riporta Il Sole 24 Ore, la volatilità dei prezzi alimenta in misura esponenziale i problemi di approvvigionamento delle imprese e le aziende fornitrici di gas non faranno, nelle prossime settimane, nuovi contratti alle aziende che non siano quelle storicamente rifornite. Intanto, anche il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, in un'intervista al Corriere della Sera è tornato a chiedere l'intervento del Governo per trovare una soluzione al caro-energia.

«Di fronte all'emergenza nazionale, penso che Quirinale e palazzo Chigi dovrebbero chiedere ai partiti uno sforzo immediato per varare nuove misure», ha detto il numero uno degli industriali, sottolineando che «i partiti devono essere responsabili, ma il governo deve agire». Secondo Bonomi, «se ci fosse un terremoto, un governo dimissionario interverrebbe o no? Be’, oggi c’è un terremoto economico e non sarebbe comprensibile se il governo non reagisse. Aspettare il prossimo ci farebbe perdere due mesi e non possiamo permettercelo». Per il presidente di Confindustria, che si è già espresso varie volte sull'argomento, la via potrebbe essere l'imposizione di un tetto ai prezzi del gas, questo perché potrebbero essere forti le ricadute negative, anche su industria e occupazione: «E' da un anno che noi diciamo che l’energia è un problema. La guerra lo acuisce, ma non può essere una sorpresa. Quindi non possiamo continuare a raccontarci che tutto va bene, perché le difficoltà e le preoccupazioni sono enormi: sia sull’attività produttiva che per l’occupazione», ha detto.

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