il caso

Va a regime l’ospedale diffuso. Un kit per diagnosi in remoto

All'Oncologico di Bari un monitoraggio domiciliare

di Vincenzo Rutigliano


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I medici collegati ai monitor della centrale operativa per le diagnosi a distanza

2' di lettura

Un ospedale diffuso che va oltre gli spazi fisici di reparti, sale operatorie, laboratori di analisi. È la sanità 5G, la telemedicina 5G, che è pratica quotidiana al reparto di Ematologia e terapia cellulare dell’ospedale oncologico di Bari “Giovanni Paolo II”, che consente il monitoraggio domiciliare dei pazienti onco-ematologici, riducendo i disagi ed i costi per i loro spostamenti per visite e controlli.

A qualche mese dal varo, il progetto di telemedicina “Smart Health” di Fastweb per il telemonitoraggio e il supporto alla diagnosi da remoto, fa passi avanti grazie al kit medico in uso al paziente e ad una piattaforma digitale. Come funziona? Il paziente onco-ematologico che ha bisogno di un controllo costante riceve a casa il kit medico, costituito da un dispositivo per l’invio dei dati in tempo reale al medico curante e da un set di dispositivi medicali (misuratori di pressione digitali, misuratori di glicemia, saturimetri, fascia cardio, porta pillole digitale in grado di emettere allarmi e segnalazioni ecc...) con i quali effettuare le misurazioni previste.

I dati rilevati dai device diagnostici vengono inviati ad una control room attrezzata all’interno di una medicheria dell’ospedale per la verifica di tutti i parametri fisiologici. Ed è lì che si tiene quella che Attilio Guarini, direttore del reparto di Ematologia e Terapia Cellulare, definisce la “visita virtuale” del paziente. «Con l’uso del 5G è come se entrassimo nelle case dei pazienti, è come mandare l’ospedale a casa loro». Nella medicheria i dati vengono esaminati - il paziente è in collegamento video - e al termine della visita vengono date le nuove indicazioni terapeutiche con la ricetta trasmessa telematicamente e stampata dal malato.

Smart Health si basa dunque su una piattaforma centralizzata che sfrutta tutte le potenzialità del cloud computing erogato da Fastweb. L’infrastruttura infatti consente la conservazione e la trasmissione dei dati medici, garantisce affidabilità e continuità del servizio, nonché sicurezza e protezione del dato clinico. «Con questa soluzione di telemedicina – spiega Roberto Chieppa, Chief marketing officer di Fastweb - dimostriamo come il digitale e le nuove tecnologie applicate in ambito sanitario possano restituire alle persone serenità e una qualità di vita migliore».

Per i pazienti meno critici l’ospedale prende le forme di una unità mobile, ovvero un furgoncino tecnologicamente avanzato che porta sotto casa del paziente la strumentazione di laboratorio. L’operatore sanitario fa tutti i prelievi ed i contolli e, come per l’ospedale diffuso, i dati vengono trasmessi alla control room del Giovanni Paolo II. Questa modalità di intervento è he, sempre Guarini, definisce «assistenza domiciliare avanzata».In questo caso di pazienti meno critici, i controlli sono meno stringenti e si effettuano 1-2 volte la settimana e coinvolgono, sul piano operativo, anche il personale convenzionato di una onlus, la Amo Puglia.

La chiave di volta è dunque la tecnologia 5G che coinvolge Bari e che così riduce il carico di lavoro dell’ospedale, migliora la qualità di vita del paziente, controlla sia la corretta assunzione dei farmaci che l’esecuzione degli esami programmati presso il domicilio. Il personale sanitario a sua volta, grazie alla piattaforma web, può pianificare l’agenda delle misurazioni e dell’assunzione dei farmaci e visualizzare l’andamento dei parametri nel tempo.

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