Corte di Cassazione

Va sospeso il notaio poco scrupoloso: danneggia l’intera categoria

Riconosciute le ragioni del Consiglio Notarile che contestava le tante infrazioni commesse, tra le quali lo smarrimento di un testamento pubblico

di Annarita D'Ambrosio

(burdun - stock.adobe.com)

2' di lettura

Lede il decoro ed il prestigio della classe notarile il professionista poco avveduto e frettoloso che smarrisca un testamento pubblico, ometta di trascrivere legati e stipuli atti di trasferimento immobiliare senza avvertire l’acquirente dei rischi di beni provenienti da usucapione non giudizialmente accertata. La conferma arriva dalla pronuncia della Cassazione numero 11186 depositata il 28 aprile 2021.

Sospensione dall’attività per il notaio distratto

Al notaio poco attento la Commissione regionale di disciplina aveva inflitto la sanzione di nove mesi di sospensione dall’attività, decisione che il professionista, pur dispensatosi volontariamente, contestava dinanzi alla Suprema corte adducendo tre motivi, tutti ritenuti però infondati dalla Corte che riconosceva altresì le ragioni del Consiglio notarile che aveva resistito con controricorso.

Loading...

La Corte innanzitutto ha confermato il riconoscimento in capo al Consiglio notarile di una competenza generale all’esercizio dell’azione disciplinare che secondo il notaio sospeso andava limitata alle violazioni ideologiche, escludendo le infrazioni come in questo caso rilevate durante ispezioni. La Cassazione condivide la ricostruzione invece della Corte d’appello sul generale potere di iniziativa riconosciuto in materia disciplinare dall’articolo 153 della legge notarile al Procuratore della Repubblica ed al presidente del consiglio notarile, che abbraccia tutte le possibili infrazioni previste dalla legge professionale.

L’importanza della condotta professionale

Nel rigettare il secondo motivo la Corte affronta il caso della mancata trascrizione dell’acquisto dei legati immobiliari. Per il notaio sospeso non si era considerato il fatto che questa sarebbe stata una prassi seguita da altri notai del distretto, che avevano esplicitato i motivi dell’omissione, ottenendo dispensa dall’adempimento. E qui la Corte puntualizza il diverso atteggiamento tra la condotta professionale di chi espone le ragioni di un comportamento contrario comunque alla legge, all’articolo 2648 Codice civile per la precisione, e chi, come il ricorrente, non lo fa, ponendosi «in termini troppo semplici e sbrigativi per un pubblico ufficiale» quale è il notaio.

Anche il terzo motivo, infine, porta alla conclusione della conferma della sanzione per il notaio distratto. Aveva certamente disatteso gli articoli 50 lettera b e 14 lettera b del Codice deontologico del Consiglio nazionale del Notariato sul rispetto degli obblighi di chiarezza e completezza nel contenuto dell’atto rogato non avvertendo l’acquirente dei rischi di beni provenienti da usucapione non giudizialmente accertata. Emerge anche l’aspetto dell’illecita concorrenza «per l’esecuzione di prestazioni notarili secondo comportamenti frettolosi o compiacenti - scrive la Corte - non adeguati alla digilenza di un professionista avveduto e scrupoloso» (Cassazione 32147/2018).

Riproduzione riservata ©

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti