boccia: È incostituzionale

Vacanze in Sardegna e Sicilia? Ecco perché il passaporto sanitario non entrerà in valigia. Per Boccia è incostituzionale

La fattibilità del progetto appare alquanto improbabile se non impossibile per varie ragioni tecniche e “politiche”

di Marzio Bartoloni

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La fattibilità del progetto appare alquanto improbabile se non impossibile per varie ragioni tecniche e “politiche”


3' di lettura

È arrivata alla stretta finale la querelle sul passaporto sanitario per le vacanze. Il suo maggiore sostenitore, il governatore della Sardegna Christian Solinas, punta a questo attestato di negatività al Covid-19 da chiedere ai turisti che sceglieranno l'Isola per le prossime vacanze. Anche il collega siciliano Nello Musumeci ci ha pensato per chi vuole fare le vacanze in Sicilia. Ma la fattibilità del progetto appare alquanto improbabile se non impossibile per varie ragioni. A cominciare dai profili di incostituzionalità sollevati dal ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia: «Rileggete l'articolo 120 della Costituzione - ha detto -. Una Regione non può adottare provvedimenti che ostacolino la libera circolazione delle persone».

Il difficile tentativo del passaporto sanitario
Solinas vuole che il Governo consenta a tutti i cittadini di potersi sottoporre al test in laboratori pubblici o privati, o nelle farmacie prima di partire per la Sardegna. La riapertura progressiva dei voli - sempre che il Mit non opti per un rinvio - è prevista a partire da martedì 3 giugno e per venerdì Solinas si aspetta che Roma si pronunci durante una Conferenza Stato-Regioni. La risposta sarà pero quasi sicuramnete negativa. Già il viceministro della Salute Sileri ha definito «impraticabile» la via del passaporto, e lo stesso ha fatto la commissione tecnico-scientifica nazionale. Il nodo principale è lo strumento per attestare la negatività al Covid: l’unico possibile è quello dei tamponi, visto che i test sierologici come ha ammesso lo stesso Solinas in una intervista al Sole 24 ore non sono al momento attendibili. Ma i tamponi gestiti oggi solo dalle Asl e di cui già c’è carenza, non possono essere impiegati per testare i turisti, visto che sono cruciali per scovare i nuovi positivi e tutti i loro contatti in questa Fase due.

Il tampone salivare ancora non validato
L'idea della Regione Sardegna è quella di inserire questi test nei Livelli essenziali di assistenza (Lea) per pazienti sintomatici (per i quali sarebbero gratuiti), mentre gli asintomatici l’esame lo dovranno pagare. In tutti i casi - ha sempre detto Solinas - è previsto il rimborso sotto forma di voucher turistici. Per non ricorrere ai tamponi tradizionali - quelli oro-nasofaringei - di cui c’è carenza il presidente ha già in mente l'esame ideale da fare almeno tre giorni prima dell'imbarco: un tampone salivare, molto più semplice e veloce (dà la risposta in 20 minuti)  che però ancora non è validato in Italia. Questi test sono sperimentati dall'Università lombarda “Insubria”, ma «la squadra del professor Lorenzo Azzi che sta lavorando al progetto - ha spiegato l'assessore della Sanità sarda Mario Nieddu - deve ancora iniziare la sperimentazione finale, quella che consentirà di chiedere la validazione da parte dell'Agenzia del farmaco (Aifa), un percorso che si dovrebbe chiudere entro l'estate». Impossibile, dunque, liberalizzare la somministrazione dal 3 di giugno, data di riapertura degli scali sardi.

Il piano b di Sardegna e Sicilia
E quindi? la Sardegna ha già pronto il piano b, sicuraente quello più fattibile e probabile: l'autocertificazione da compilare prima di atterrare in Sardegna abbinata a una app da scaricare - su base volontaria - per la geolocalizzazione durante la permanenza. Anche in questo caso non mancano i dubbi. Il capogruppo dei progressisti in Consiglio regionale, Francesco Agus, ha già fatto notare che «ai sensi del decreto del presidente della Repubblica 445/2000 non è possibile autocertificare una condizione di salute». In Sicilia dove il governatore Musumeci non sembra più molto convinto della fattibilità del passaporto sanitario è stato deciso che l’isola riaprirà ai turisti solo dal 7 giugno, così avrà più giorni a disposizione per verificare l’andamento dei contagi.

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