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Vaccinati e non vaccinati: cosa dicono i dati delle due pandemie

Depurati i numeri dall’effetto paradosso, vediamo che efficacia stanno avendo in Italia i vaccini

di Luca Salvioli

Coronavirus, Rt nazionale stabile a 0.83: Valle d'Aosta a 1.12, Molise a 0.44

3' di lettura

L’incidenza dei nuovi contagi nella popolazione non vaccinata è di 777 casi ogni 100mila. Quella dei vaccinati è di 95 ogni 100mila. I decessi sono 74 per milione tra i non vaccinati e 4 tra i vaccinati. Sono gli ultimi dati del report dell’Istituto superiore di sanità come elaborati su Lab24 nella nuova sezione “L’effetto dei vaccini”.

Per valutare quanto stanno proteggendoci i vaccini i dati assoluti possono essere fuorvianti. Questo perché quando le vaccinazioni nella popolazione raggiungono alti livelli di copertura si verifica il cosiddetto “effetto paradosso”, per cui il numero assoluto di infezioni, ospedalizzazioni e decessi può essere simile tra vaccinati e non vaccinati, per via della progressiva diminuzione nel numero di questi ultimi.

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Cosa che è già evidente nella fascia di over 80, dove la copertura vaccinale è superiore al 90%. Qui, secondo gli ultimi dati che vanno dal 30 luglio al 5 settembre, ci sono stati 352 decessi tra i non vaccinati (48%) e 402 tra i vaccinati (52%).

Significa che il vaccino non funziona? Al contrario, è un esito prevedibile quando hai quota ampia di immunizzati con un vaccino che garantisce una protezione molto elevata ma inferiore al 100%.

Per ipotesi se tutta la popolazione italiana oggi fosse vaccinata, a essere contagiati o ricoverati sarebbero una minima quota di vaccinati, in tutta probabilità anziani o immunodepressi. Questi rappresenterebbero il 100% dei casi, non essendoci più “non vaccinati”.

Per depurare questo effetto paradosso abbiamo messo in relazione lo stato clinico con il numero di vaccinati/non vaccinati nello stesso arco temporale. Il risultato è il grafico qui sotto.

INCIDENZA DI CASI, RICOVERI E DECESSI PER STATO VACCINALE

L'incidenza viene calcolata come rapporto tra numero di vaccinati o non vaccinati e la popolazione di riferimento

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Più nel dettaglio, l'incidenza viene calcolata come rapporto tra numero di vaccinati o non (almeno parzialmente) vaccinati (i dati sono quelli del report settimanale Iss) e la popolazione di riferimento intesa come numero cumulato di vaccinati o non vaccinati da inizio campagna vaccinale fino a una data di riferimento.

Tale data viene fatta coincidere con la fine dell'intervallo di calcolo delle diverse voci: casi, ricoveri, terapie intensive e decessi. In tal modo si catturano nell'analisi sia i vaccinati di lunga data che quelli più recenti.

Per quanto la popolazione di riferimento sia in costante cambiamento, rendendo così meno significativo il confronto tra i valori della stessa categoria in periodi diversi, questa distorsione è comune a entrambe le categorie sotto esame per cui il loro confronto mantiene significatività.

Nel grafico sotto la serie storica dell’incidenza, dove si può vedere una rappresentazione delle “due pandemie”, quella dei vaccinati e non vaccinati.

INCIDENZA, SERIE STORICA

L'incidenza viene calcolata come rapporto tra numero di vaccinati o non vaccinati e la popolazione di riferimento. Le curve partono da quando sono disponibili i dati dell’Iss

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A completare la rappresentazione abbiamo aggiunto i due grafici che trovate sotto con l’efficacia del vaccino calcolata dall'Istituto superiore di sanità. Questa misura la riduzione proporzionale del rischio di osservare un certo evento tra le persone vaccinate. Equivale quindi alla riduzione percentuale del rischio di osservare un certo evento tra le persone vaccinate rispetto alle persone non vaccinate.

L’EFFICACIA DEI VACCINI

Stima fatta dall’Iss dell’efficacia vaccinale nella popolazione italiana di età superiore ai 12 anni

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È interessante osservare la serie storica dell’efficacia così calcolata, perché consente di vedere se la protezione del vaccino sta calando nel tempo. Come evidente dai grafici si osserva un calo per tutte le voci, ma ancora minimo. Per gli over 80, ad esempio, per quanto riguarda la capacità di ridurre le ospedalizzazioni si passa dall’efficacia del 94,2% l’11 luglio al 92,1% il 26 settembre, ultimo dato disponibile.

Una tendenza ancora non preoccupante, considerando che gli over 80, insieme a rsa e successivamente sanitari, avranno presto la terza dose.

Nei dati dell’ultima settimana si nota invece una crescita di efficacia del vaccini nel proteggere i 12-39enni dal rischio infezione: si passa dal 67% di fine agosto fino al 72,6% del 26 settembre.

EFFICACIA DEI VACCINI, SERIE STORICA

Stima efficacia vaccinale dal primo report settimanale dell'Iss fino all'ultimo pubblicato

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Alberto Guidi ha elaborato i dati per la rappresentazione dell’incidenza di casi, ricoveri e decessi tra vaccinati e non vaccinati.

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