L’accordo per la campagna

Vaccinazione Covid in azienda, Pmi e società pubbliche supportate da International Sos

La multinazionale nata a Singapore ha firmato accordi per realizzare la logistica e fornire la rete di medici per chi non ne dispone. La campagna estesa a dipendenti e familiari

di Sara Monaci

(Imagoeconomica)

2' di lettura

Le aziende italiane cominciano a organizzare le proprie strutture per la vaccinazione anti-Covid con hub, medici e infermieri. Spesso le campagne non riguardano solo i dipendenti, ma anche familiari e addetti alla sicurezza.

Molte compagnie stanno mettendo in piedi un’attività così complessa - e inusuale anche per chi dispone già di una rete di medici del lavoro - grazie ad un accordo con la multinazionale International Sos, società impegnata nell’assistenza sanitaria e servizi di sicurezza, la cui missione è proprio quella di aiutare organizzazioni, pubbliche e private, nella gestione dei rischi legati alla salute e alla sicurezza dei loro lavoratori espatriati e viaggiatori. Fondata nel 1985 a Singapore International SOS Group lavora con una rete di 11mila organizzazioni, potendo utilizzare oltre mille sedi in 90 paesi e 4mila tra dottori, infermieri, epidemiologi e medici del lavoro.

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In Italia, primo paese in Italia ad aver dato il via alla vaccinazione aziendale, International Sos ha stretto accordi con grandi società pubbliche e privat e, come Finmeccanica e Eni. A queste si aggiungono molte Pmi.

Il problema infatti è che molte piccole strutture non dispongono di medici e di spazi sufficienti. Devono per questo appoggiarsi su organizzazioni più grandi. La multinazionale quindi crea una sorta di rete tra aziende per valutare le possibilità del territorio, oltre a mettere a disposizione i propri professionisti.

La società è già a lavoro da molte settimane, prima che la struttura commissariale desse l’ok alla vaccinazione aziendale in modo formale. Questo perché intanto le aziende, così come le Regioni, si stavano portando avanti con pre-accordi per non trovarsi spiazzate una volta arrivato l’ok definitivo. L’aspetto logistico, come si è visto anche per la vaccinazione del sistema sanitario, è centrale in una campagna di massa come questa.

Secondo Cédric Fraissinet, general manager Italia e Svizzera della multinazionale, «al di là del Covid, che ha fatto aumentare fino a 8 volte le nostre richieste di assistenza, ci occupiamo attraverso 90.000 provider in loco dei servizi medici, che vanno dalla prevenzione, dall’organizzazione del viaggio fino alla cura o al rimpatrio. Solo nel 2020 abbiamo affittato 450 aeroambulanze, molte per pazienti sintomatici per Covid».

Il general manager sottolinea che per l’Italia si tratta di un accordo particolarmente significativo perché «il paese fonda la sua economia sull’export dal punto di vista economico, e sulle relazioni sociali per quanto riguarda il modo di vivere degli italiani. Proprio per questo - dice Fraissinet - una campagna capillare e ben organizzata è un supporto importante per ripartire».

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