emergenza covid

Vaccinazioni al ralenti: nella fase 2 numero verde, app e sms per prenotare

Sono previsti in tutto circa 1.500 siti in cui verrà effettuata la vaccinazione. I centri vaccinali potrebbero essere adibiti all'interno di ambulatori, palazzetti dello sport, padiglioni e con altre forniture che arriveranno dalla struttura del Commissario per l'Emergenza.

di Andrea Gagliardi

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Sono previsti in tutto circa 1.500 siti in cui verrà effettuata la vaccinazione. I centri vaccinali potrebbero essere adibiti all'interno di ambulatori, palazzetti dello sport, padiglioni e con altre forniture che arriveranno dalla struttura del Commissario per l'Emergenza.


3' di lettura

Nuovi centri vaccinali in gazebo, ambulatori, palazzetti, oltre ad un unico sistema informatico nazionale che dovrà raccordare quelli dei vari territori. Ma anche prenotazioni online, con app e sms, numero verde o anche per posta. Mentre la fase 1 della vaccinazione anti-Covid stenta a decollare, alle prese con ritardi in numerose regioni a partire dalla Lombardia (tra le cause: ferie arretrate dei medici, carenza di personale sanitario, siringhe inadeguate), il governo prova a sbloccare gli intoppi ma lavora anche alla fase due, “definita di massa”, le cui tempistiche saranno molto legate al progressivo arrivo delle dosi di vaccino.

Da marzo la fase due

Quando termineranno le somministrazioni per gli operatori sanitari e ospiti delle Rsa (presumibilmente a febbraio), persone fragili, docenti, forze dell'ordine e detenuti, si procederà alle prenotazioni per gran parte degli italiani. Secondo il piano strategico presentato alle Camere, i primi ad essere vaccinati saranno gli operatori sanitari e sociosanitari (1.404.037 persone), il personale ed ospiti dei presidi residenziali per anziani Rsa (570.28) e gli anziani over 80 anni (4.442.048), per un totale di 6.416.372 persone. Seguiranno quindi le persone dai 60 ai 79 anni (13.432.005) e la popolazione con almeno una comorbilità cronica (7.403.578).

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Dagli ambulatori ai palazzetti dello sport

Sono previsti in tutto circa 1.500 siti in cui verrà effettuata la seconda fase delle vaccinazioni, ma le tempistiche saranno necessariamente legate al progressivo arrivo delle dosi. Sull'individuazione dei luoghi sono al lavoro le Regioni in collaborazione con le Asl. I centri vaccinali potrebbero essere adibiti all'interno di ambulatori, palazzetti dello sport, padiglioni e con altre forniture che arriveranno dalla struttura del Commissario per l'Emergenza.

App e sms per prenotare

La creazione di un centro informatico nazionale sarà di supporto ad alcune regioni per costituire un registro di elenchi e prenotazioni delle persone da vaccinare nella fase 2, quella - appunto - 'di massa'. E per le prenotazioni - sia a carico degli utenti che su invito dei servizi sanitari regionali - saranno previsti sistemi innovativi, come le app e i metodi online, ma anche tradizionali come sms, telefonate o avvisi postali per le persone non in grado di prenotarsi in altro modo. Le date fissate per le somministrazioni saranno divise per scaglioni, ma ancora non è stato deciso se - all'interno delle fasce stabilite - sarà per età o lettera del cognome.

Nel Lazio ipotesi prenotazione vaccino da medici

Alcune Regioni (come Veneto e Lazio) hanno già attive app che chiameranno i cittadini al vaccino. Nel Lazio, in particolare, saranno i medici di famiglia, il numero verde o una app i canali che i cittadini avranno a disposizione per prenotare la vaccinazione anti-Covid nel Lazio quando terminerà, presumibilmente a fine gennaio, la prima fase della campagna che sta interessando operatori sanitari ed Rsa. In base alla quantità di vaccini, tempi di distribuzione e tipo di vaccini che si avranno a disposizione verranno stabiliti tempi e priorità . Probabilmente tra i primi ci saranno gli anziani.

In campo forse anche le farmacie

Grazie alla collaborazione di Eni e Poste Italiane, sarà inoltre costituito un sistema informatico nazionale per l'anagrafe sanitaria che sopperisca alle carenze di alcuni territori tecnologicamente meno avanzati, per mettere in comunicazione tutti i database. E la modalità di conservazione del vaccino sarà determinante per stabilire chi potrà somministrare le dosi: se si avrà a disposizione un siero che potrà essere conservato a temperature 'standard', potrebbero essere coinvolti medici di famiglia e probabilmente anche farmacie.

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